in libreria: tutta la vita dietro un dito

Andar per funerali per sfuggire alla solitudine: le avventure di Sebastiano

Tutta la vita dietro un dito, l’esordio di Carmen Verde e Alex Oriani, è un racconto senza malinconia ma carico di tenerezza sulle difficoltà di un giovane uomo impegnato a superare le sue inadeguatezze

di Serena Uccello

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Tutta la vita dietro un dito, l’esordio di Carmen Verde e Alex Oriani, è un racconto senza malinconia ma carico di tenerezza sulle difficoltà di un giovane uomo impegnato a superare le sue inadeguatezze


2' di lettura

L’idea è di quelle che, negli anni bislacchi della adolescenza, hanno anche solo per un attimo attraversato la mente di molti: testare sé stessi , il grado dell’altrui attaccamento a noi, sparendo, provare la presenza mediante l’assenza. In Tutta la vita dietro un dito, romanzo d’esordio di Verde & Oriani, vale a dire Carmen Verde e Alex Oriani (edito da Salani), il protagonista è Sebastiano, un giovane uomo di ventidue anni che, in parte perché dalla provincia si è trasferito a Torino, in parte perché è prigioniero di una timidezza paralizzante, vive una vita di solitudine scandita dagli orari del suo lavoro: in realtà un lavoretto da poco, addetto in un ufficio alla fotocopiatrice.

Per gestire questa solitudine, per colmarne il vuoto, Sebastiano ricorre a una serie di trucchetti, di espedienti: partecipa ai funerali degli sconosciuti, dirotta nel suo monolocale gli invitati alle feste del vicino assai più popolare di lui, ed infine fa visita agli anziani ricoverati in una casa di riposo. Ci si chiede se ci possa essere qualcosa di più triste ed in effetti la vita di Sebastiano sembra restare impanata nella monotonia, nel grigiore. A “salvarla” è lo sguardo di Verde & Oriani, la loro capacità di restituire la vita di Sebastiano con lievità e tenerezza . Sebastiano pur vivendo una esistenza senza risorse lascia intravedere di essere guidato dalla più importante delle risorse, cioè l’empatia. La sua solitudine infatti è per il lettore sì struggente ma mai dramma. C’è malinconia ma mai afflizione.

Ad accompagnare l’originalità delle soluzioni congegniate dai due autori (la partecipazione ai funerali, le vite alle case di riposo) l’altrettanto colpo di teatro grazie al quale Sebastiano prova a sbloccare la sua vita: tappezzare la città di centinaia di volantini con la sua fotografia e la scritta “scomparso”. E se voleva scuotere, Sebastiano sicuramente ci riesce a cominciare dal fatto che riesce a calamitare la curiosità quindi l’interesse di Irene, un’infermiera attrettando impantanata nella sua timidezza.

La vita si sbroglia dunque, ma perché possa avviarsi verso quella risoluzione a cui Sebastiano aspira, anche le sue bugie dovranno sciogliersi. Dell’esordio di Verde & Oriani colpisce come la loro scrittura, misurata e controllata, riesca ad essere contemporaneamente calda; la costruzione del personaggio di Sebastiano è calibrata ed efficace al punto da rendere i tratti di quest’uomo memorabili.

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