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Andremo al mare d’estate? Per ora chi ci abita può fare il bagno. Ecco al momento cosa si può fare. E cosa si sta studiando

Dopo la doccia fredda della presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen («Aspettate a prenotare le vostre vacanze»), si mettono a punto misure ad hoc per ripartire

di Nicoletta Cottone

Controlli con droni e posti di blocco dalla sala dei mondi connessi

Dopo la doccia fredda della presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen («Aspettate a prenotare le vostre vacanze»), si mettono a punto misure ad hoc per ripartire


6' di lettura

Andremo al mare questa estate? «Tutti noi speriamo di andare al mare - ha detto Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria al ministero della Cultura e del turismo - ma la priorità va sempre alla salute dei cittadini. Non possiamo permetterci di sbagliare».

Dopo la doccia fredda della presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen («Aspettate a prenotare le vostre vacanze»), l’industria dell’ospitalità tricolore affossata dal coronavirus ha reagito con forza. L’emergenza Covid ha colpito pesantemente l’economia italiana, dando un duro colpo al turismo, che insieme alla cultura vale il 15% del Pil italiano. Da sempre, dunque, una grande fonte di ricchezza per il paese.

Nella babele di ordinanze, ha chiarito il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, «le Regioni hanno sempre potuto inasprire», ma «l’allentamento non è possibile, si va in contrasto con le norme ordinarie». Obiettivo: evitare di vanificare lo sforzo fatto dai cittadini con il lockdown nel corso dell’emergenza Covid-19. Ecco domande e risposte sulla situazione attuale.

Si può fare il bagno al mare, al lago o nel fiume?
Chi abita al mare può fare il bagno già nella Fase 1, se non é vietato da ordinanze locali. Ma non in stabilimenti balneari. Lo segnala una nuova faq del decreto #iorestoacasa, pubblicata sul sito del governo. Viene precisato che é sempre possibile svolgere attività motoria in prossimità della propria abitazione - o comunque in quella in cui si dimora dal 22 marzo 2020 - con la conseguenza che é ammesso per coloro che abitano in luoghi montani, collinari, lacustri, fluviali o marini. Dunque a meno che non si sia sottoposti alla quarantena o si sia positivi al nuovo Coronavirus, si può fare il bagno al mare, nel fiume o nel lago, purché si rispetti il distanziamento di un metro dalle altre persone. Solo in luoghi non interdetti al pubblico come invece lo sono i parchi, le zone verdi urbane e stabilimenti balneari, in cui resta il divieto di ingresso e circolazione. La faq precisa che si deve fare il bagno senza che occorra allontanarsi dalla propria abitazione e senza sia necessario l'uso di mezzi di locomozione, né significativi spostamenti. In caso di controllo la sussistenza delle condizioni (attività motoria svolta in prossimità della propria abitazione) potrà essere giustificata con autocertificazione.

Quali misure sono allo studio per il settore?
Nel decreto di aprile il governo sta mettendo a punto misure ad hoc per il settore, con l’ausilio di esperti, comitato scientifico, ministeri coinvolti e Protezione civile. Le Regioni al governo hanno chiesto il 'bonus vacanze', con un abbattimento fiscale destinato al sostegno del turismo interno. All’esame del ministro anche la tassa di soggiorno da trasferire alle imprese turistiche, un credito fiscale per i locatari, ma anche forme di finanziamento a fondo perduto in conto capitale e abbattimento totale dell’Imu per il 2020, con percentuali di esborso decrescenti nel biennio 21-22. Al vaglio anche possibili sinergie virtuose con eventuali iniziative già avviate dalle regioni in favore di soggiorni in strutture alberghiere, campeggi, stabilimenti balneari e termali. Nella

babele di ordinanze, Antonio Capacchione, presidente del sindacato balneari, chiede chiarezza, e un’ordinanza nazionale, valida per tutte le località balneari. Per ora regioni e comuni agiscono in ordine sparso. Le città di mare voglio certezze ed omogeneità sulla riapertura di spiagge in vista dell’estate.

Che tipo di turismo ci possiamo aspettare?
Secondo la sottosegretaria del Mibact Lorenza Bonaccorsi non dobbiamo aspettarci flussi di turisti stranieri, che nel 2019 raggiunsero il picco del 51% del totale. Prevarrà un turismo domestico, di piccoli spostamenti.

Si può andare in spiaggia?
Gli stabilimenti balneari e le relative aree di pertinenza sono chiusi al pubblico fino al 3 maggio. Divieti esplicitati anche da ordinanze locali. Fino al 3 maggio - con l’ordinanza di Roma Capitale - divieto di accesso alle spiagge del litorale di Roma Capitale, della Pineta di Castel Fusano e Acqua Rossa. Dal 14 aprile 2020 l’ordinanza del governatore sardo Solinas ha stabilito che le spiagge sono off limits fino al 3 maggio. É vietato l’accesso esattamente come ai parchi. Regole valide un po’ ovunque.

Sono possibili attività di manutenzione negli stabilimenti balneari?
Dal 14 aprile l’accesso agli stabilimenti balneari è consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di manutenzione e vigilanza. In alcune regioni - Liguria, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia - è stato specificato che gli interventi sono possibili anche nelle relative aree in concessione o di pertinenza. Regola che dovrebbe valere per tutti. Interventi previa comunicazione al prefetto territorialmente competente. Indispensabile la preventiva attuazione delle azioni e modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo da Covid-19, ai sensi dei provvedimenti statali e regionali già adottati.

Gli operatori turistico-balneari possono effettuare lavori nelle aree demaniali?
Gli operatori turistico-balneari e il personale addetto, con l’obiettivo di tutelare le risorse naturali del mare e della costa, sono autorizzati a effettuare i necessari e urgenti lavori nelle aree demaniali in concessione per avviare a smaltimento o recupero i rifiuti spiaggiati che si sono accumulati per il maltempo. Interventi previa comunicazione al prefetto territorialmente competente. Indispensabile la preventiva attuazione delle azioni e modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo ai sensi dei provvedimenti statali e regionali già adottati.

Quali potrebbero essere le soluzioni per stare in spiaggia?
Per ora non ci sono soluzioni definite. Il governo, con i ministeri del Turismo e della Salute, sta studiando soluzioni ad hoc. Sotto la lente innanzitutto il distanziamento degli ombrelloni, ma anche la sanificazione delle attrezzature, il pranzo all’ombrellone. Ci sono società che hanno proposto soluzioni drastiche per non rinunciare alla tintarella: cubicoli trasparenti di alluminio e plexiglass alti due metri, di 4,5 metri per lato, con una porta di ingresso. Dentro un paio di lettini e un ombrellone. Proposta contestata e ritenuta inattuabile nelle piccole spiagge. C’è anche chi parla di separatori in plexiglass per distanziare gli ombrelloni. Ipotizzati anche tunnel igienizzanti attraverso cui le persone possono passare ed erogatori lungo le pedane che spruzzano soluzioni disinfettanti.

É possibile spostarsi in una località di mare?
Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono vietati. Agli italiani e agli stranieri che ancora non hanno concluso il viaggio turistico iniziato in precedenza sono consentiti esclusivamente gli spostamenti strettamente necessari per rientrare il prima possibile nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio (percorsi stradali per o da aeroporti o stazioni ferroviarie di partenza o arrivo e fino alla residenza, abitazione o domicilio). Necessario verificare la disponibilità effettiva dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo, prima di recarsi agli aeroporti o alle stazioni ferroviarie e marittime. Ai turisti stranieri ancora presenti in Italia per il rientro si consiglia di contattare l’ambasciata del loro Paese in Italia.

Gli alberghi, i bed and breakfast e le altre strutture ricettive sono aperti?
Gli alberghi possono proseguire la propria attività ma esclusivamente per le persone autorizzate a spostarsi secondo le previsioni normative vigenti: comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza, situazione di necessità o motivi di salute. Le strutture turistico-ricettive di varia tipologia come i bed and breakfast e altre strutture ricettive possono proseguire la propria attività, previa comunicazione al prefetto della provincia ove è ubicata l'attività, esclusivamente nei casi in cui siano ospitate persone impegnate in attività funzionali ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali.

Negli alberghi e nelle strutture ricettive è in funzione il servizio interno di ristorazione e di somministrazione di alimenti e bevande?
I bar e i ristoranti all’interno degli alberghi e delle strutture ricettive possono continuare a svolgere la propria attività esclusivamente in favore degli ospiti delle strutture e nel rispetto delle precauzioni di sicurezza vigenti.

Come si deve comportare la struttura turistico ricettiva rispetto a un cliente? Deve verificare le ragioni del suo viaggio?
Non compete alla struttura turistico ricettiva la verifica della sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche. Si tratta di un compito demandato alle autorità di pubblica sicurezza.

In caso di vacanza annullata è possibile rifiutare un coupon sostitutivo?
Secondo l'Unione europea i consumatori devono poter rifiutare i buoni offerti dai tour operator al posto del rimborso dei viaggi annullati a causa della pandemia. Parlando in videoconferenza alla Commissione per il Mercato interno dell'Europarlamento il commissario Ue per la Giustizia Didier Reynders ha ricordato i “grossi problemi di liquidità” che stanno riscontrando gli operatori del settore turistico a causa della mancanza di nuove prenotazioni e delle richieste di rimborso che derivano dai viaggi annullati. Bisogna trovare un punto di equilibrio - ha sottolineato Reynders - tra la tutela dei consumatori e il sostegno al settore” dei viaggi e del turismo. Secondo il commissario Ue, “una possibile via d'uscita è quella di offrire ai clienti” delle agenzie “dei coupon al posto di un rimborso in contanti” del viaggio, “a condizione che il consumatore abbia diritto a un pieno rimborso nel caso in cui non lo utilizzi. I coupon andrebbero garantiti da eventuali fallimenti dei tour operator e dovrebbero essere su base volontaria”.

Aggiornamento del pezzo in data 25 aprile

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