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Android 11: ecco come funziona. Si parte con OnePlus, Xiaomi, Oppo e Realme

Arriva Android 11, versione più recente del sistema operativo di Google dedicato ai dispositivi mobili. Ecco cosa cambia

di Gianni Rusconi

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Arriva Android 11, versione più recente del sistema operativo di Google dedicato ai dispositivi mobili. Ecco cosa cambia


3' di lettura

Fase beta terminata. Dal proprio blog, Google santifica ufficialmente l'arrivo della nuova versione del proprio sistema operativo mobile con la promessa, ovviamente scontata, di “tantissime novità a disposizione per gli utenti” e con un obiettivo davanti agli altri, quello di “mettere ancora di più al centro le persone, avere una gestione facilitata dei dispositivi connessi e un maggiore controllo per la privacy e i dati”. Senza dimenticare di fare promozione alla propria famiglia di smartphone, dai Pixel 2 in avanti, perché Android 11 porterà in dote a chi è in possesso di questi telefonini “anche qualcosa in più” sottoforma di strumenti aggiuntivi con i quali organizzare meglio il telefono, dalla gestione delle applicazioni più usate alla possibilità di condividere la propria posizione con le persone nelle vicinanze fino al raggruppamento automatico per nome delle cartelle della home in base alla loro funzione. Se il software rispetterà tali promesse lo scopriranno per primi gli utenti che già utilizzano (oltre ai Pixel) una selezione di modelli OnePlus, Xiaomi, Oppo e Realme, per cui il rilascio della nuova release è già iniziato (per i telefoni degli altri produttori, confermano da Google, occorrerà aspettare i prossimi mesi.

Le principali novità: comunicazioni più immediate

Con Android 11, si legge nella nota pubblicata online, le conversazioni attivate sulle app di messaggistica (WhatsApp e simili) verranno spostate automaticamente in appositi spazi nella sezione notifiche, rendendone più semplice la gestione. Per i più esigenti è inoltre prevista la possibilità di segnare come prioritarie le conversazioni di alcuni contatti, così da evitare il rischio di perdere i messaggi più importanti. Altro sfizio per chi fa del multitasking un'abitudine sono gli alert in formato “Bubble”, che permetteranno di rispondere a selezionate conversazioni senza dover interrompere le applicazioni in corso, proprio perché le “bolle” identificheranno la singola app con la chat attiva. La funzione di videoregistrazione, infine, è ora integrata direttamente nel sistema operativo per condividere attraverso uno screenshot ciò che si visualizza sullo schermo, registrando l'audio dal microfono o dal dispositivo o da entrambi.

Smart device e app sotto controllo

Basterà tenere premuto a lungo il tasto di accensione, e quindi da un unico punto, per accedere ai dispositivi connessi (bloccandoli e sbloccandoli) della casa e alle proprie applicazioni multimediali. Android 11, in altre parole, semplifica notevolmente la gestione degli smart device e passare da un dispositivo all'altro (dalle cuffie agli altoparlanti wireless, per esempio) mentre è in corso la riproduzione di un brano, e senza perdere una nota. La stessa semplificazione riguarda inoltre anche Android Auto, la piattaforma che opera dentro gli abitacoli: con la nuova versione del sistema operativo può funzionare in modalità wireless per tutti i telefoni, e quindi trasferire dallo smartphone al cruscotto le indicazioni stradali, la musica preferita e l'accesso a Google Assistant, il tutto con un solo tocco e a condizione che il proprio veicolo sia compatibile.

Più privacy, anche da Google Play

Il salto in avanti alla voce sicurezza, in Android 11, si manifesta attraverso piccole ma significative migliorie. Ogni volta che un'app avrà bisogno di accedere ai sensori del dispositivo, per esempio, dovrà richiedere autorizzazione mentre i permessi “una tantum” sono pensati accedere ai componenti più sensibili quali microfoni, fotocamera e Gps. In caso di non utilizzo prolungato di un'app, inoltre, il sistema ripristinerà le limitazioni di default (con un reset delle autorizzazioni concesse) al fine bloccare l'accesso ai dati personali, segnalando l'avvenuta azione con una notifica. Per quanto riguarda Google Play, invece, sarà la stessa piattaforma per il download delle app ad inviare al telefono le patch di protezione per la privacy, che saranno così svincolate dall'aggiornamento del sistema operativo. Per gli utenti Android Enterprise, infine, la release 11 trasferirà direttamente al dispositivo professionale gli stessi parametri di sicurezza configurati per il dispositivo personale, mettendo a disposizione dei tecnici It gli strumenti per gestire un apparecchio senza monitorare i dati o le attività registrate sul telefono relative al proprio profilo personale.


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