Coronavirus

Angelini, dal sito di Ancona arriva il gel Amuchina

Dallo stabilimento da 177 mila mq dove lavorano 400 addetti usciranno a marzo 1,4 milioni di flaconcini da 80 ml, che faranno arrivare a 4,6 milioni il totale gennaio-aprile

di Michele Romano

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Amuchina®, disinfettante multiuso a base di ipoclorito di sodio della Angelini, è andato a ruba dall'inizio della crisi sanitaria del coronavirus

Dallo stabilimento da 177 mila mq dove lavorano 400 addetti usciranno a marzo 1,4 milioni di flaconcini da 80 ml, che faranno arrivare a 4,6 milioni il totale gennaio-aprile


3' di lettura

Per dare un’idea di quanto sta accadendo in queste settimane in due dei tre stabilimenti italiani di Angelini Pharma sono sufficienti i numeri della produzione di Amuchina®, il disinfettante ad ampio spettro e multiuso, a base di ipoclorito di sodio, il più ricercato dall’inizio della crisi sanitaria, insieme al gel mani a base di alcool.

Da Ancona (400 addetti nello stabilimento da 177 mila mq.), solo a marzo usciranno circa 1,4 milioni di flaconcini di gel mani da 80 ml, che farà arrivare a 4,6 milioni il totale nel periodo gennaio-aprile, contro i 3,9 milioni immessi sul mercato nel 2019; nei 17 mila mq. di Casella, nel genovese, dove lavorano in 38 e vengono realizzati vari formati di soluzioni liquide concentrate, solo a marzo verranno prodotti quasi 1,2 milioni di flaconi, che porterà a 3,4 milioni la stima del primo quadrimestre 2020, mentre erano stati complessivamente 5,7 milioni quelle finiti sul mercato lo scorso anno.

Dietro questa vertiginosa crescita della produzione c’è una riorganizzazione dell’attività industriale, avviata di pari passo con la messa in campo di misure in linea con quelle previste per decreto, e in alcuni casi ancora più restrittive. Nel sito di Ancona si producono farmaci solidi orali, liquidi e semisolidi non sterili, mentre l’amuchina liquida nelle sue varie formulazioni si produce a Casella. «Oltre alle sinergie di vertical integration, con un sito che è fornitore dell’altro – spiega Enrico Giaquinto, direttore industriale di Angelini Pharma – i due stabilimenti adottano un solo sistema unico di qualità, integrazione tecnologica e gestione armonizzata del rischio e, in particolare quest’ultimo strumento, ci ha permesso di rispondere alla crisi in maniera tempestiva e coordinata».

La pandemia ha portato a un cambiamento profondo: «Ci stiamo dedicando prevalentemente alla produzione di gel mani e disinfettanti: in particolare, abbiamo aumentato la produzione nello stabilimento di Ancona e focalizzato la fabbrica di Casella sulla produzione di disinfettanti, esternalizzando i detergenti». Perché Angelini commercializza Amuchina® principalmente anche in Spagna, dove la richiesta «è aumentata in maniera impressionante», e negli Stati Uniti.

Sin dagli anni ’80, dopo l’epidemia del colera, Amuchina® diventò il disinfettante più usato e sinonimo di igiene e l’azienda ha sperimentato «picchi di produzione in concomitanza con alcune infezioni, ma questa è una circostanza davvero eccezionale e forse senza precedenti». Ad oggi i due stabilimenti sono al massimo della loro capacità produttiva, e la scorsa settimana è arrivata l’autorizzazione per un nuovo fornitore del disinfettante per le mani. Nulla è cambiato, invece, ad Aprilia, dove ha sede la divisione Fine Chemicals di Angelini Pharma, dedicata alla produzione in Gmp (Good Manufacture Practice) di principi attivi (Api) per l’industria farmaceutica e biotech: 70 mila mq. di aree produttive e laboratori R&D, dove lavorano in 160, un terzo delle quali figure con skill molto elevate. Sono complessivamente 2.250 i dipendenti di Angelini Pharma, che nel 2019 ha fatturato 902,5 milioni, con l’export che pesa circa per il 50% ed ha in Spagna, Polonia e Portogallo i primi tre paesi di sbocco.

«È nei momenti di difficoltà che i veri team vengono fuori»: nel motto rilanciato in questi giorni dal ceo Pierluigi Antonelli, c’è anche la consapevolezza del ruolo che ha l’industria farmaceutica italiana nella crisi Covid-19. E Angelini Pharma non si astiene: solo in questo mese, le Regioni Lombardia e Veneto hanno ricevuto donazioni per 40 mila pezzi di Amuchina®, 80 mila sono state inviate alla Protezione Civile e un ulteriore supporto è allo studio per il mese di aprile. E non è un caso l’impegno su Marche BioBank, una piattaforma di ricerca collaborativa nell’ambito della medicina personalizzata, nata in risposta a un bando della Regione Marche. Dieci aziende, tra le quali Angelini Pharma, tre università (Urbino, Camerino e Politecnica delle Marche di Ancona, ndr.) e la Fondazione Cluster Marche: il partenariato condivide un programma di investimenti di circa 10 milioni, equamente suddivisi tra intervento pubblico e quello delle aziende ed enti partecipanti. In particolare, l’azienda farmaceutica è direttamente coinvolta nello studio di formulazioni innovative di principi attivi, ambito considerato prioritario nella personalizzazione delle terapie, e che può essere rapidamente realizzato attraverso nuove formulazioni di farmaci esistenti per favorire l’aderenza alle cure e rendere disponibili molecole già esistenti anche a pazienti pediatrici, in funzione della massa corporea e a pazienti con particolari bisogni. Angelini Pharma, inoltre, per la grande esperienza e le competenze che apporta al partenariato, svolgerà anche un ruolo di coaching nei confronti di aziende giovani parte del progetto e coordina una importante linea di ricerca del progetto relativa alla piattaforma per lo sviluppo di nuovi strumenti terapeutici per il trattamento personalizzato di pazienti con specifici bisogni e con malattie rare.

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