ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl ritratto

Angelo Abbondio, l’avventura di un uomo buono partita distribuendo il Sole 24 Ore

Il fondatore del Fondo d’investimento professionale amava il mercato e si è sempre schierato a favore di una modernizzazione del Paese

di Ettore Fumagalli e Attilio Ventura

Angelo Abbondio, morto a 81 anni

2' di lettura

Angelo Abbondio, scomparso martedì 6 settembre all’età di 81 anni, aveva cominciato la sua attività come collaboratore di una edicola e distribuiva ogni giorno Il Sole 24 Ore al mondo della finanza del quale è poi diventato un protagonista. Amava il mercato e, in anni lontani nei quali in Italia i mercati finanziari non riscuotevano particolare interesse da parte della politica, si è sempre schierato a favore di una modernizzazione degli stessi e di una più ampia partecipazione della popolazione all’investimento azionario, consapevole della capacità di risparmio degli italiani.

L’intuizione più importante è stata quella di costituire il Fondo di Investimento Professionale nel 1983, quando il ministro del Tesoro Beniamino Andreatta, con un colpo da maestro, riuscì a far passare la legge istitutiva riunendo attorno a sé nove colleghi di Borsa (due siamo noi) e raccogliendo in un periodo brevissimo mille miliardi di lire di patrimonio gestito. Ci furono reazioni contrarie e invidie che costrinsero anni dopo i fondatori a vendere il Fondo ma Angelo assurse a notorietà universale diventando il «Guru» della Borsa Italiana. Non solo, divenne un mecenate e un benefattore; acquistò il dipinto La Fiumana di Pellizza da Volpedo e decise di donarlo alla Città di Milano, alla Pinacoteca di Brera. A proposito, è divertente ricordare che ricevette una telefonata dal presidente del consiglio dei Ministri Bettino Craxi che lo invitava a donarlo alla Permanente, considerata Museo del Socialismo. La risposta fu: «Il quadro è mio e lo dono a chi mi pare».

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Uomo di profonda fede, costituì con i suoi colleghi la Fondazione Umano Progresso, che creò una scuola di agricoltura in Uganda. Aveva rapporti molto stretti con Don Giussani e sempre con i suoi colleghi e amici del Fondo Professionale costruì a San Salvador di Bahia in Brasile una scuola per quattrocento bambini tuttora in funzione. Per non parlare di un ristorante a Milano gestito da disabili tuttora in perfetta efficienza e della donazione all’Ospedale di Niguarda di un reparto di anestesia e rianimazione. Con Giorgio Patroncini visse l’esperienza di Commissionario di Borsa e partecipe di importanti operazioni finanziarie. Consigliere della Fondazione Cariplo ricoperse per lungo tempo la responsabilità delle operazioni della Commissione di Beneficienza. Una persona buona, generosa e soprattutto umile che lascia un vuoto incolmabile nell’animo di coloro che con lui condivisero decenni di vita e di lavoro.

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