MECCANICA VARIA

Anima: «Sgravi fiscali per i temporary export manager»

Le esportazioni della meccanica varia continuano a crescere (+1,1%) ma con il freno a mano tirato. Oltre 300 b2b organizzati per cercare nuovi partner in mercati secondari, ma restando ancorati alla Ue, recuperando terreno negli Usa e senza abbandonare la Cina

di Laura Cavestri


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Assemblaggio di una macchina da caffè espresso (Imagoeconomica)

3' di lettura

«La situazione geopolitica degli ultimi anni - dalla guerra sui dazi Usa fino alle sanzioni verso Russia e Iran, senza dimenticare la Brexit - sembra ridurre il mappamondo disponibile. Per questo è necessario investire in sgravi fiscali per l’assunzione di risorse dedicate come un Made in Italy Export manager presente all’estero per almeno 2 anni, defiscalizzare le attività di sviluppo del know how, che permetta alle aziende di essere ben preparate prima di sviluppare il proprio business oltre frontiera, in aggiunta a voucher di categoria per la valorizzazione del sistema Italia all’estero». Il presidente di Anima Confindustria Meccanica Marco Nocivelli ha molto chiaro quello che dovrebbe essere l’investimento funzionale di un sistema Paese a vocazione manifatturiera.

Guardare oltre ai porti sicuri d’Europa, ai partner consolidati – come Usa e Cina – che però soffrono di un quadro instabile e di tensioni commerciali. Tanto che l’ospite attesa a Shanghai si collega in videoconferenza. Oltre 300 B2B con 60 operatori selezionati e provenienti da India, Indonesia, Kazakhistan, Corea, Libano, Qatar, Arabia Saudita, Oman, Uzbekistan, Ghana, Nigeria, Marocco, Polonia, Romania e Turchia sono la risposta di Anima – l’Associazione della meccanica varia – alla frenata dell’export in un comparto che produce all’estero quasi il 60% del suo fatturato complessivo e, nonostante il rallentamento, ha raggiunto la quota dei 28,7 miliardi di euro (pari al +1,1% rispetto al 2018).

La mappa dell’export
Gli Stati Uniti continuano a essere la meta principale dei prodotti dell'industria meccanica italiana, con un aumento delle esportazioni nel primo semestre 2019 (1,6 miliardi di euro) del +16,6%, nonostante la preoccupazione dei dazi e le incertezze politiche sembrassero sfavorire una crescita dell’export verso gli Usa. Va evidenziato che nel 2018 il rapporto è stato negativo, con un calo delle esportazioni italiane del -9,8% rispetto all'anno precedente. Insomma, per la meccanica varia, il rapporto con la prima economia del mondo è tornato ai livelli del 2017.

I primi paesi export del mercato europeo mostrano andamenti positivi: al primo posto si conferma la Germania, la cui domanda di tecnologie italiane è in forte crescita (+6,6% rispetto al primo semestre 2018) per un totale di oltre 1,5 miliardi di euro. Piuttosto stabile l’import dalla Francia, poco sopra 1,3 miliardi di euro (+0,9%). La 5° posizione tra le destinazioni dell'export rimane occupata dalla Spagna, che aumenta il suo interesse verso il nostro Paese del +6,8% rispetto al primo semestre 2018.

Tra i paesi extra-Ue molto bene la Russia che, dopo un calo nel I semestre del 2018, sfiora i 400 milioni di importazioni dall’Italia (+17,1%).

L’area del medio Oriente registra, in generale, una frenata, dovuta prevalentemente alla componentistica legata all’industria petrolifera: probabilmente l’introduzione dell’In Country Value (un’evoluzione del local content) in Emirati e Arabia Saudita sta dando i primi effetti, spostando una parte della produzione all'interno dei paesi stessi e diminuendo le importazioni dall'estero. Questa flessione è confermata infatti verso l'Arabia Saudita, con un calo del -7,8%, mentre le esportazioni negli Eau passano da 235,7 a 194,6 milioni (-17,5%) proseguendo un trend negativo iniziato nel 2017.

L'export verso la Cina rimane abbastanza stabile, confermando il paese come il 6° partner commerciale dell'Italia, mentre cresce di oltre il 32% l'export verso la Corea del Sud, con un valore che supera i 281 milioni di euro. Infine, l’accordo commerciale tra Ue e Canada (Ceta) fa registrare un exploit della meccanica italiana nello stato del nord America: +50,6% (da 177,9 a 268,8 milioni di euro).

L'aumento delle esportazioni nel 2019 coinvolge tutti i macrosettori rappresentati da Anima: movimentazione e logistica (+2,1%), produzione industriale (+1,8%), edilizia e infrastrutture (+1,3%), mentre la crescita di produzione di energia, produzione alimentare, sicurezza e ambiente è più contenuta.

Restare vicini ai partners cinesi
«Inoltre – ha sottolineato il presidente Nocivelli –non bisogna dimenticare che la Cina è uno dei principali partner economici dell’Italia: bisogna mantenere i rapporti commerciali, soprattutto dopo l’accordo relativo alla Nuova via della seta. Anima ha avuto un ruolo principale per la definizione del recente Memorandum of Understanding per lo sviluppo di attività in Cina per le aziende dedicate alle tecnologie impiantistiche per l’Ambiente e il trattamento delle acque, insieme alla cinese Envirovest e siglato insieme al Console generale d’Italia a Guengzhou».


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