VIVISSIME CONDOGLIANZE

Animali fantastici di Brexit


1' di lettura

Anche le grandi nazioni, nel loro piccolo, si suicidano. Qualche esempio? Cronache dalla Brexit, anno terzo: se le elezioni del 12 dicembre vanno come vuole il premier Boris Johnson, il Regno Unito uscirà dall’Ue il 31 gennaio 2020 e dal capodanno successivo noi poveri comunitari diretti in terra d’Albione avremo bisogno del passaporto. In special modo se greci e italiani. Essì, perché secondo i criticoni d’Oltremanica le carte d’identità stampate a Roma e Atene risulterebbero facilmente falsificabili e la cosa comporterebbe gravissimi rischi terroristici. Dio ce ne scampi, il Fato non voglia. Anche perché in tema di anti-terrorismo gli inglesi sono molto rigorosi. Per capirci: avete visto quello che è successo a London Bridge lo scorso 29 novembre? Un signore già condannato per terrorismo, con tanto di braccialetto elettronico al polso, si aggirava indisturbato pugnalando i passanti. Due morti e otto feriti. Poi però è stato disarmato, sia chiaro. A quanto pare, decisivo nell’improvvisato blitz contro il terrorista il contributo di un tizio già condannato per l’assassinio di una donna disabile, più quello di un secondo tizio armato di una zanna di narvalo. Puntuto souvenir di un paio di metri di lunghezza, tipicamente reperibile nei centri storici di tutte le grandi città d’Europa. Poi ancora siamo qui a chiederci come mai il bestseller inglese di maggiore successo è J.K. Rowling, autrice di «Animali Fantastici e dove trovarli».

(Modesto Michelangelo Scrofeo)

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