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Animazione «a mattoncini» con «Lego Batman - Il film»

di Andrea Chimento

2' di lettura

L'animazione è ancora protagonista nelle nostre sale: dopo «Sing» e «Your Name», usciti in gennaio, gli appassionati del genere non possono perdersi «Lego Batman – Il film», esilarante lungometraggio in programma questa settimana.
Visto il successo di «Lego Movie» del 2014, la nota casa di giocattoli da costruire con mattoncini colorati, ha creato una nuova pellicola adatta a tutta la famiglia. Al centro c'è il personaggio di Batman (già protagonista di altre produzioni animate Lego) che, quando il commissario Gordon va in pensione, andrà in crisi. Mentre l'eroe di Gotham City vede crollare molte delle sue certezze, Joker sta pianificando un nuovo modo per distruggere la città.

Ironico e dissacrante nei confronti del suo protagonista, «Lego Batman – Il film» è un progetto ricco di citazioni irresistibili, personaggi riusciti e sequenze che faranno divertire grandi e piccini.
Il messaggio finale sull'importanza dell'amicizia è un po' semplicistico, ma il ritmo notevolissimo e l'apparato visivo di pregevole fattura nascondono i piccoli difetti di una trama che pesca a piene mani dall'immaginario del cinema dei supereroi.

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Animazione «a mattoncini»  con il divertente «Lego Batman - Il film»

Animazione «a mattoncini» con il divertente «Lego Batman - Il film»

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Fortunatamente il film non si prende mai troppo sul serio e procede leggero e senza cali dal primo all'ultimo minuto: da menzionare positivamente in tal senso il lavoro del regista Chris McKay, alla sua prima opera d'animazione per il grande schermo, supportato efficacemente da una sceneggiatura scritta a più mani (l'idea della storia nasce dalla mente di Seth Grahame-Smith, autore del romanzo «Orgoglio e pregiudizio e zombie» e già sceneggiatore di «Dark Shadows» di Tim Burton).

Toni decisamente diversi sono quelli di «150 milligrammi» di Emmanuelle Bercot.
Ispirato a una storia vera, racconta di una pneumologa francese che trova un legame diretto tra alcune morti sospette e un farmaco che è in commercio da diversi anni. Pur di farlo ritirare dal mercato sarà pronta a sfidare il colosso farmaceutico che lo commercializza.
Tipico film di denuncia, «150 milligrammi» ricorda da vicino un'altra pellicola biografica di grande successo, «Erin Brockovich» di Steven Soderbergh, soprattutto per la presenza di un personaggio femminile deciso a combattere contro una multinazionale.

La vicenda narrata dalla Bercot è avvincente e il coinvolgimento non manca, anche se l'autrice francese vuole essere un po' troppo protagonista della sua pellicola con scelte visive e sonore sopra le righe (troppi gli inserti musicali).
Brava la protagonista Sidse Babett Knudsen, mentre il resto del cast non è pienamente all'altezza.
Infine, una menzione negativa per «Cinquanta sfumature di nero», seguito di «Cinquanta sfumature di grigio» e secondo capitolo della saga ispirata alla trilogia dell'autrice inglese E.L. James.

Cambia la regia – da Sam Taylor-Johnson a James Foley – ma non il risultato: la trama è esilissima ed è ancora una volta un pretesto per parlare della relazione tra due personaggi scritti malamente, che in questo film provano a riavvicinarsi adottando dinamiche sentimentali diverse da quelle che li avevano portati a dividersi in precedenza. Prolisso e noiosissimo, crea più sbadigli che emozioni, anche per colpa dei dialoghi che sfiorano spesso l'imbarazzo.
Il terzo capitolo, «Cinquanta sfumature di rosso», è già in post-produzione e uscirà nel febbraio del 2018.

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