energia e geopolitica

Ankara sfida le sanzioni Ue: riprese le trivellazioni al largo di Cipro

La Turchia ha annunciato che la nave da perforazione Fatih ha ripreso le attività di ricerca di idrocarburi nelle acque a nord est dell’isola. L’avvio delle operazioni è in aperta sfida alle nuove sanzioni approvate lunedì 11 novembre dai ministri degli Esteri dell’Unione europea

di S.Bel.


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La nave da perforazione Fatih (Reuters)

2' di lettura

La Turchia torna a sfidare l’Unione europea nelle acque di fronte a Cipro. La nave da perforazione Fatih ha ripreso le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi a nord est dell’isola, ha annunciato il vice presidente Fuat Oktay. L’avvio delle operazioni coincide con il 36esimo anniversario della proclamazione della Repubblica Turca di Cipro del Nord.

L’area in cui si trova la nave ricade nella Zona economica esclusiva di Cipro, Paese membro della Ue, ed è riconosciuta come tale a livello internazionale, ma contestata da Ankara.

Lunedì 11 i ministri degli Esteri della Ue avevano concordato un pacchetto di sanzioni economiche in risposta alle attività di esplorazione illegali da parte della Turchia. Non è stata ancora resa nota una blacklist di individui o entità da sottoporre a misure punitive, ma la cornice per disporre interventi come il sequestro di beni all’estero è pronta.

Il ministero turco degli Affari esteri ha definito «non intelligente» la decisione europea, accusando Bruxelles di aver «perso la sua credibilità come soggetto imparziale» ignorando gli sforzi di Ankara di «trasformare le risorse di idrocarburi del Mediterraneo orientale in un elemento di stabilità piuttosto che di tensione».

Il presidente Tayyip Erdogan ha rilanciato la minaccia di inviare in Europa i terroristi islamici dell’Isis catturati in Iraq e in Siria.

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