Festival di Cannes

«Annette», Nanni Moretti e gli altri: i 10 film più attesi del Festival di Cannes

Una panoramica sui lungometraggi imperdibili in arrivo sulla Croisette e in lizza per la Palma d'oro. Tra questi «Tre piani»

di Andrea Chimento

4' di lettura

È un programma davvero ricchissimo quello della 74esima edizione del Festival di Cannes, pronto a riscattarsi dopo l'assenza forzata dello scorso anno a causa della pandemia.
Tra i tanti titoli in cartellone, diamo un'occhiata a 10 attesissimi, in lizza per il premio più ambito: la Palma d'oro.

Annette

Nove anni dopo «Holy Motors», il genio di Leos Carax torna a presentare un suo film e lo fa nella cornice migliore: la serata d'apertura del Festival di Cannes. Adam Driver e Marion Cotillard sono protagonisti di un musical che si presenta come assolutamente atipico, sperimentale, del tutto fuori da qualsiasi regola del cinema di oggi. D'altronde Carax è sempre stato un grande outsider, un autore con uno sguardo unico che anche in questo caso è pronto a scuotere e dividere pubblico e critica.

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Tre piani

Da tanti anni assoluto beniamino del Festival di Cannes, Nanni Moretti torna alla manifestazione francese con un film tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Protagoniste sono tre famiglie, che abitano in un edificio borghese, dove la quiete regna sovrana solo in apparenza. Una storia di incroci esistenziali che si prepara a emozionare la Croisette, con Moretti che spera di bissare la Palma d'oro ottenuta nel 2001 per «La stanza del figlio»

The French Dispatch

Il decimo film di Wes Anderson è stato definito una “lettera d’amore al giornalismo e ai giornalisti”: al centro proprio le vicende di personaggi legati alla redazione parigina del quotidiano French Dispatch. Un nuovo lungometraggio corale per Anderson, che mostrerà ancora il suo stile inconfondibile ed è probabilmente destinato essere uno dei titoli più amati della kermesse francese.

Bergman Island

Il nuovo film di Mia Hansen-Løve potrebbe essere il lungometraggio francese più importante del Festival di Cannes. Al centro una coppia di registi che si stabilisce per un’estate a scrivere sull’isola svedese di Fårö, celebre residenza di Ingmar Bergman. La speranza di vedere un film bergmaniano è altissima e le ambizioni della regista transalpina potrebbero davvero aver dato vita a un titolo di rilievo.

Benedetta

Altro grande ritorno sulla Croisette è quello di Paul Verhoeven, regista olandese di «Basic Instinct» e «Starship Troopers», che si prepara nuovamente a dare scandalo cinque anni dopo il potente «Elle» con Isabelle Huppert. La pellicola è ispirata alla vita di Benedetta Carlini, una suora del XVII secolo che dopo essersi unita a un convento italiano inizia una storia d’amore con un’altra donna. Nel cast Virginie Efira e Charlotte Rampling.

A Hero

Dopo la parentesi spagnola di «Tutti lo sanno», Asghar Farhadi torna a girare in Iran per raccontare la storia di Rahim, finito in prigione a causa di un debito che non è stato in grado di pagare. Durante un congedo di due giorni, cerca di convincere il creditore a ritirare la denuncia, ma le cose non vanno come previsto. La speranza è che Farhadi torni ai livelli altissimi di film come «Una separazione» o «Il passato».

Memoria

Sei anni dopo «Cemetery of Splendour» il regista thailandese Apichatpong Weerasethakul torna a Cannes con una pellicola misteriosa, dove sembra riprendere i ragionamenti sulla metafisica e sulla condizione esistenziale. Ambientato in Colombia tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, il film ha come protagonista una coltivatrice di orchidee che si reca nella capitale per fare visita alla sorella malata. Qui inizierà a sentire strani rumori che non la faranno dormire di notte. Un'inedita coproduzione internazionale per l'autore asiatico, con protagonista Tilda Swinton: la curiosità non manca.

Titane

Julia Ducournau aveva sconvolto critica e pubblico con «Raw», durissimo film del 2016, proposto in diverse kermesse internazionali. Ora col suo secondo lungometraggio cerca già di raggiungere la piena maturità: «Titane» è un lavoro che sembra mescolare orrore, crime-movie e fantascienza per dare vita a una visione che ci auguriamo appassionante e coinvolgente più che mai. Le premesse ci sono tutte perché risulti una delle sorprese della manifestazione.

The Story of My Wife

Ambientato negli anni’20 del Novecento, il film racconta del capitano di una nave mercantile. Mentre si trova in un bar con un caro amico, decide di fare una scommessa con quest’ultimo: sposerà la prima donna che entrerà nel caffè. Da qui nasce la sinossi di una pellicola che spera di sorprendere, diretta dalla regista ungherese Ildikó Enyedi, chiamata alla prova del nove dopo l'Orso d'oro berlinese per «Corpo e anima». Ricco cast, con protagonista Lea Seydoux e, tra gli altri, Louis Garrel, Jasmine Trinca e Sergio Rubini.

Tout s'est bien passé

Tra gli autori più prolifici del cinema contemporaneo, François Ozon torna a girare un film dopo «Estate ‘85» (uscito da poco nelle nostre sale), adattando il lavoro omonimo di Emmanuèle Bernheim. Al centro della trama c'è André, un uomo di 85 anni che, dopo aver avuto un ictus, viene ricoverato. L’uomo chiede a sua figlia di dargli una mano; è deciso, infatti, a mettere fine alla sua vita per sempre. Un dramma morale che si preannuncia tra i più emotivamente coinvolgenti del Festival di Cannes.


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