bilanci d’asta

Anno a due velocità per Christie’s, Sotheby’s, Phillips

Nel 2020 Hong Kong supera per la prima volta Londra e la sua quota di mercato sale al 23,2% e diventa la seconda piazza più importante per le aste. La società di Pinault perde posizioni

di Maria Adelaide Marchesoni

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David Hockney

4' di lettura

Nel 2020 i tre big del settore delle aste Christie’s, Sotheby’s e Phillips hanno saputo adattarsi alle condizioni avverse, effetto della pandemia e, dopo una prima parte dell'anno caratterizzata da un forzato immobilismo, i tre operatori, benché in misura diversa, nella seconda parte sono riusciti a recuperare un volume significativo di vendite perse durante il lockdown. L'analisi di ArtTactict , società indipendente di analisi del mercato dell'arte, evidenzia che il volume di vendite aggregate realizzato nel 2020 dai tre operatori ha registrato un calo del 26% a 7,37 miliardi di dollari rispetto al 2019, con il secondo semestre in miglioramento con un aumento del 4,5% rispetto all'analogo periodo del 2019, grazie alla modifica del calendario e del numero di aste. Christie's, Sotheby's e Phillips hanno organizzato 952 aste online, ibride e offline nell’anno che sta per concludersi, rispetto alle 741 del 2019.

Le aste ibride

Il nuovo formato introdotto da Christie's, Sotheby's e Phillips nell'estate di quest'anno ha raccolto un totale di 2,37 miliardi di dollari da fine giugno a dicembre. Condotte sia di persona sia online, spesso in live-streaming attraverso i diversi fusi orari per coprire i principali centri d'arte di Hong Kong, Parigi, Londra e/o New York, hanno rappresentato il 32,2% del valore totale scambiato in asta.

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LE ASTE
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Arte

L'analisi di ArtTactit mostra che la riduzione del volume d'affari delle aste dedicate al segmento Arte è stata più contenuta per Sotheby's in calo del 14,4% su base annua e per Phillips che ha registrato una riduzione nell'ordine dell'11,8%, mentre per Christie's il calo è stato maggiore: -38,4% rispetto al 2019 per via di una reazione più lenta alle sfide del mercato nelle prime fasi della pandemia, con vendite in calo del 60% su base annua nei primi sei mesi del 2020. Il mercato si è così ridistribuito: Christie's ha generato il 41,1% del totale delle vendite all'asta delle tre case (in calo dal 49,6%), mentre Phillips ha visto crescere la sua quota di mercato all'8,7% dal 7,4% nel 2019. Sotheby's ha guadagnato la prima posizione incrementando la sua quota di mercato al 50,2% delle vendite in asta rispetto al 43% del 2019.

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Le garanzie

In linea con la riduzione del volume delle aste di Post-War e Contemporary anche le garanzie hanno registrato un calo del 15,7% a 904 milioni di dollari. Tuttavia le vendite garantite hanno rappresentato il 42,8% del valore totale dell'aggiudicato nel 2020, rispetto al 36,6% del 2019 e al 43,5% del 2018. Il rendimento medio stimato delle garanzie è leggermente aumentato, passando all'11,2% dall'11% nel 2019. Tuttavia le stime indicano che i lotti garantiti hanno generato profitti pari a 101,3 milioni di dollari, ripartiti tra garanti e venditori. Anche nel business delle garanzie quest’anno Hong Kong ha registrato una forte crescita a 146,3 milioni di dollari dai 78,5 milioni di dollari del 2019 e dai 26,4 milioni di dollari del 2018. Continuano a dominare il business delle garanzie le vendite nelle aste serali a New York con una quota di mercato del 63,5%, seguite dalle aste di Londra al 20,3% e da Hong Kong il restante 16,2%.

Le aree geografiche

Nel 2020 Hong Kong supera per la prima volta Londra, con una quota di mercato che sale al 23,2% dal 17,5% del 2019 e diventa la seconda piazza più importante per le aste con un calo delle vendite limitato al 2,2%. Al contrario gli altri hub del mercato globale dell'arte evidenziano una pesante riduzione del valore delle vendite: -24,1% le vendite a New York e -36,9% a Londra.

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Hong Kong

È stata una stagione di record per le vendite nella piazza asiatica che, nonostante le proteste alla fine del 2019 e all’inizio di quest’anno e la pandemia, ha dimostrato fiducia nella fascia alta del mercato e ha consolidato il suo importante ruolo nel mercato globale dell'arte. Il controvalore delle vendite serali di arte moderna e contemporanea è stato pari a 725,5 milioni di dollari con un aumento del 10,9% rispetto al 2019. Successo delle vendite per gli artisti cinesi Zao Wou-Ki, Sanyu e Chu Teh-Chun, i cosiddetti “artisti emigrati” per il loro passato trascorso in Europa soprattutto in Francia, che hanno rappresentato il 38,4% del valore totale delle vendite (rispetto al 34,9% del 2019). In testa, Sanyu, con un aumento del 100,4% a 133,6 milioni di dollari di vendite in asta. Chu Teh-Chun ha, invece, registrato la crescita più elevata con un aumento del 124,5% a 38,5 milioni di dollari, mentre Zao Wou-Ki, che negli ultimi anni ha registrato uno sviluppo significativo, ha realizzato un controvalore totale di 106,6 milioni di dollari in calo rispetto ai 144,5 milioni di dollari del 2019. Le case d'asta Sotheby's, Christie's e Phillips hanno aggiudicato il 51,2% a 190,3 milioni di dollari, pari al 26,2% delle vendite totali, rispetto al 19,2% delle vendite del 2019. Il successo è stato trainato da un mix di artisti contemporanei affermati e giovani. Infine Hong Kong ha rafforzato il ruolo di hub per i NextGen Artist con un aumento della quota di mercato salita al 44,5% dal 34,6% del 2019. Gli artisti NextGen che hanno evidenziato una forte domanda sono: Adrian Ghenie, Dana Schutz, Matthew Wong, Hao Liang e Jonas Wood.

Gli artisti

Nel 2020 l'artista contemporaneo più venduto è stato David Hockney per un valore di 71,8 milioni di dollari (-31,6% rispetto al 2019), seguito da Gerhard Richter (50,9 milioni di dollari di vendite) e Yoshitomo Nara (45,2 milioni di dollari). Cinque degli artisti nella Top 10, sono saliti in cima alla classifica durante la pandemia, tra cui Yoshitomo Nara (3° dal 6° posto nel 2019), George Condo (5° dal 10° posto nel 2019), Banksy (7° dal 19° posto nel 2019), Liu Ye (8° dall'11° posto nel 2019) e Cecily Brown (10° dal 17° posto nel 2019). Matthew Wong è entrato quest'anno in classifica al 9° posto con vendite per 20,3 milioni di dollari per 22 lotti scambiati nel 2020.

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Le artiste superano i colleghi

Le vendite all'asta delle artiste contemporanee hanno raccolto 133,0 milioni di dollari nel 2020, con un calo del 27,8% rispetto al 2019. Nonostante il calo delle vendite complessive durante la pandemia, le artiste contemporanee hanno registrato risultati migliori rispetto agli artisti contemporanei, che nello stesso periodo hanno registrato un calo complessivo del 39,7% degli scambi d'asta. Le cinque migliori sono state Yayoi Kusama, Cecily Brown, Bridget Riley, Dana Schutz e Vija Celmins. Le 10 migliori artiste hanno rappresentato il 67,6% delle vendite all'asta di tutte le contemporanee.

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