L’inaugurazione

Anno giudiziario, 295 gli omicidi nel 2021. «Dato tra i più bassi al mondo»

Pendenti 3,1 milioni di cause civili. I tempi dei processi «rimangono ancora troppo elevati», rimarca il primo presidente della Cassazione

di Nicola Barone

4' di lettura

In Italia nel 2021 sono stati commessi 295 omicidi volontari, dato tra i migliori tra i paesi europei, che a loro volta «offrono i dati migliori nel mondo». Lo sottolinea il primo presidente della Cassazione Pietro Curzio nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022 in corso nell’Aula Magna della Suprema Corte, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Guardasigilli Marta Cartabia, con una cerimonia contenuta nella durata e nel “parterre” per via della pandemia. «Nel 1991 gli omicidi in Italia furono quasi 2mila. In seguito sono lentamente ma progressivamente diminuiti riducendosi a 359 nel 2018, 317 nel 2019, 287 nel 2020». Le spiegazioni sono molteplici. «Una significativa è offerta da un altro dato: è aumentato il numero degli omicidi volontario di cui è stato identificato l’autore: si è passati, anche qui con una progressione costante, dal 40% del 1992 al 73% nel 2020».

Dati in chiaroscuro, pendenti 3,1 milioni di cause civili

«L’analisi dell’ amministrazione della giustizia in Italia mostra, come del resto il Paese nel suo complesso, un quadro in chiaroscuro». Per Curzio ci sono «criticità e segni di miglioramento». Nel settore civile «nell’ultimo anno vi è stato un incremento delle definizioni dei processi rispetto all’anno precedente. Complessivamente la crescita è del 9,8%. Le nuove iscrizioni sono anch’esse cresciute, ma in modo meno intenso, pari all’1,9%». Il maggior numero di definizioni rispetto all’incremento delle nuove iscrizioni comporta che le pendenze sono diminuite del 6,5% in confronto all’anno precedente. «Si è passati - rileva Curzio - da 3.321.149 a 3.106.623 procedimenti pendenti. È un dato sicuramente positivo soprattutto se si considera che dieci anni fa le cause civili pendenti superavano i 5 milioni. Ma i tempi di definizione dei processi rimangono ancora troppo elevati».

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Con Pnrr risorse a riforme, decisiva fase attuativa

Le riforme della giustizia avviate nel quadro del Pnrr «sono sostenute da consistenti finanziamenti che permettono di accompagnarle con dotazioni di risorse umane e materiali» e sono sottoposte a «meccanismi di rendicontazione dei risultati economici secondo precise scadenze sino al bilancio finale del 2026». Secondo Curzio «si tratta di innovazioni essenziali, che non esauriscono però i problemi di un percorso nel quale la legislazione delegata costituisce il passaggio più complesso e delicato, il vero fulcro del cambiamento». E «si coglie nel Governo piena consapevolezza di quanto la fase concretamente attuativa delle riforme sia decisiva».

Bene calo reati del -12,6%

La situazione della giustizia penale è «in parte analoga» a quella del settore civile, «la durata dei processi è generalmente in crescita anche se in misura non univoca tra i diversi uffici giudiziari». La pendenza complessiva è di 2.540.674 processi (con una variazione del 3,8% in meno rispetto all’anno precedente). «Il rapporto tra nuove definizioni - rileva Curzio - è però inverso rispetto al civile, in quanto nel penale la riduzione delle pendenze deriva dalla riduzione delle nuove iscrizioni, mentre le definizioni sono, in linea di massima, stabili». La riduzione delle iscrizioni rei reati è un dato «di non univoca valutazione: nel complesso indica un miglioramento della convivenza civile nel nostro Paese». I reati sono leggermente cresciuti rispetto al 2020, anno di forte calo a causa della pandemia, «ma si sono ridotti del 12,6% rispetto ad un anno “normale” quale il 2019. Vi è stato un incremento di specifiche categorie, in particolare sono cresciuti in maniera rilevante i reati informatici».

«Fenomeno» minacce e violenze a cronisti e sindaci

Per quanto riguarda i reati, «è da segnalare anche il fenomeno delle violenze e minacce nei confronti di specifiche categorie di persone particolarmente esposte, quali i giornalisti o gli amministratori locali». Così Pietro Curzio nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Inaccettabili infortuni sul lavoro, oltre mille morti

«Inaccettabile» viene considerato il numero degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, «particolarmente grave nei settori maggiormente caratterizzati da attività precarie ed usuranti». L’Inail ha comunicato che nei primi dieci mesi del 2021 «è stato superato il livello delle mille denunzie di infortuni mortali».

Trattate cause tributarie per 9 miliardi di euro

Nel 2021 il valore delle cause trattate dalla sezione tributaria della Cassazione ha superato i 9 miliardi di euro, con un tasso di accoglimento dei ricorsi ei confronti delle decisioni delle Commissioni tributarie regionali di gran lunga più elevato di quello del contenzioso ordinario: i ricorsi accolti sono stati infatti 5.713 , contro i 4.271 rigettati. L’auspicio è di una migliore organizzazione dei magistrati “fiscali” nelle fasi di merito. Il peso della pendenza fiscale in Cassazione rappresenta il 38,1% dell’arretrato civile.

Scopertura organici magistrati pari a 1.300 unità

È pari a 1300 unità mancanti la scopertura nella pianta organica della magistratura, come evidenziato dal primo presidente della Cassazione per il quale gli ultimi concorsi «mostrano una costante difficoltà nel coprire tutti i posti banditi, facendo sorgere il ragionevole dubbio che molti corsi universitari non riescano a fornire le basi per il superamento del concorso». Curzio rileva a monte il «problema di qualità della scrittura» e il consiglio del linguista Luca Serianni sull’importanza del riassunto nella formazione scolastica.

Cartabia cita Mattarella, riforma del Csm è ineludibile

«Occorre dare un impulso deciso alle proposte per l’innovazione del sistema penitenziario e rispondere alle tante emergenze che affliggono le carceri italiane. Il Pnrr prevede la riforma della giustizia tributaria. Ma prima ancora è necessario affrontare la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm. “Ineludibile” davvero, come Lei, signor Presidente della Repubblica, ha più volte sottolineato, interpretando l’animo di molti». Questa la sottolineatura che fa la ministra della Giustizia Marta Cartabia citando alcune delle riforme che da farsi nel prossimo futuro. La riforma del Csm garantisca la «marcata natura discrezionale delle sue scelte, rientranti nelle competenze che la Costituzione gli assegna», segnala dal canto suo il vicepresidente David Ermini dopo il voto del plenum che ha confermato i vertici della Cassazione che erano stati azzerati dal Consiglio di Stato. Cassazione che svolge un «ruolo insostituibile» di «organo supremo di raccordo dell’intero ordine giurisdizionale»: preservarlo, aggiunge Ermini, è «un obiettivo fermo anche dell’azione istituzionale del Csm».

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