Politica Economica

Anno giudiziario in Cassazione, in 10 anni dimezzato il “debito pubblico” della giustizia

di Giovanni Negri


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1' di lettura

Quella riduzione del debito pubblico della Giustizia che al ministro non piace. Perché, se è vero, come ha sottolineato il Primo presidente della Cassazione, Giovanni Mammone che in 10 anni lo stock di cause arretrate si è quasi dimezzato (da 6 milioni a circa 3 e mezzo), è altrettanto vero che il ministro Alfonso Bonafede a questo dato, ma soprattutto a quello che segna anche il calo delle nuove iscrizioni, ha più volte dichiarato di guardare con una certa diffidenza. Perché lo associa, semmai, oltre che a un recupero di efficienza del sistema giustizia, anche a una crescente sfiducia dei cittadini. Che, vuoi per i costi vuoi per la lunghezza dei processi vuoi per le perplessità su avvocati e magistrati, in tribunale neppure ci andrebbero più.

Di certo c'è che ieri Bonafede ha annunciato che entro poche settimane, a metà febbraio, verranno presentati in consiglio dei ministri i disegni di legge di riforma del processo penale e di quello civile. Sarà quello un passaggio fondamentale per verificare se l'intervento, ormai noto, sulla prescrizione, la cui entrata in vigore è però stata differita al 2020, sarà preceduto da un pacchetto di misure significative per accelerare i tempi dei giudizi. Come ieri è stato chiesto sia dallo stesso Mammone sia dal Procuratore generale Riccardo Fuzio.

Ma sarà anche quello il momento per verificare se quel modello di processo civile che, secondo Bonafede, potrà concludersi in 1 o 2 udienze, si regge su gambe sufficientemente salde.

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