indagine congiunturale

Anno positivo per la cosmetica italiana: previsti in crescita ricavi ed export

L’associazione di categoria prevede un aumento del 2,8% del fatturato e del 4,5% delle esportazioni per la fine del 2019

di Marika Gervasio


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2' di lettura

Un fatturato d 11,7 miliardi di euro in aumento del 2,8% trainato dalle esportazioni che arriveranno a 5 miliardi in crescita del 4,5%: sono le stime di chiusura d’anno della cosmesi secondo l’indagine congiunturale dell’associazione di categoria Cosmetica Italia. Un settore che, a cavallo tra il primo e il secondo semestre 2019 conferma un trend positivo dopo un 2018 archiviato con ricavi saliti del 2,1% ed export a +3,8%.

«Il panorama è in continuo cambiamento - commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia -: i consumatori sono sempre meno fedeli, i mercati internazionali sono in continuo mutamento così come gli anelli della supply - ma la tradizionale propensione delle aziende del settore agli investimenti in ricerca e sviluppo che, ricordiamo, sono il doppio della media del manifatturiero nazionale, fa sì che queste realtà restino competitive e forti soprattutto all’estero, anche se la domanda interna è in ripresa».

I consumi interni di beauty sono previsti in crescita del’1,9% per fine anno a quota 10,4 miliardi. «I canali di distribuzione di prodotti cosmetici sono definitivamente usciti dalla fase di rallentamento - aggiunge Ancorotti -
e puntano ad assecondare l’evoluzione della domanda dei consumatori sempre più informati, attenti ai temi della sostenibilità e alla interazione con i brand».

Per la grande distribuzione - che rappresenta il 41% delle vendite totali di bellezza - si stima un +1,5% con dinamiche molto diverse, come ad esempio la sempre crescente preferenza dei consumatori per i drugstore a discapito di iper e supermercati tradizionali. A catalizzare le vendite anche monomarca e corner specializzati. Dai canali tradizionali si passa al più innovativo, l’ecommerce, per cui si prevede una crescita importante del 22% a dimostrazione del fatto che attrae sempre più i consensi dei consumatori.

Soffrono ancora le vendite dirette porta a porta (-2%) e la profumeria tiene (+1,2%) grazie all’aumento dei prezzi. Il canale erboristeria conferma invece la propria tenuta con una previsione a fine 2019 del +1,8%, seppur con valori ridotti rispetto al passato; positive anche le previsioni per la farmacia, +1,6%. Per quanto riguarda i canali professionali, i centri estetici rafforzano le frequentazioni e i consumi, stimando per fine 2019 una crescita del +0,5%; al contrario i saloni di acconciatura mostrano ancora segnali di difficoltà con una probabile chiusura in contrazione a -1%.

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