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Ansaldo Energia si confronta coi sindacati e mira a commesse per un miliardo

Fiom e Fim critiche: «Non ci sono elementi concreti». Uilm: «Ci vuole responsabilità, per portare fieno in cascina»

di Raoul de Forcade

3' di lettura

«Sono rimasti 200 dei 580 milioni di ricapitalizzazione a disposizione di Ansaldo Energia da marzo 2023, ma l’azienda sta puntando ad acquisire un miliardo di commesse, è il momento di portare fieno in cascina e di avere senso della responsabilità, non di fare baccano». A parlare è Antonio Apa, coordinatore della Uilm Liguria, al termine di un incontro dei sindacati con l’ad del gruppo, Fabrizio Fabbri.

Le parole del sindacalista prefigurano una protesta delle altre sigle sindacali, che si riuniranno in assemblea, in fabbrica, lunedì 2 ottobre. Il giorno prima, cioè, di quello in cui l’azienda controllata da Cdp parteciperà da protagonista alle celebrazioni dei 170 anni della grande Ansaldo.

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«Ad oggi - sottolineano, in effetti, i rappresentanti di Fiom Cgil e Fim Cisl, dopo il meeting con l’ad - Ansaldo Energia non ha acquisito nuove commesse, questo porterà ad uno scarico di 180mila ore di lavoro nel 2024; sono state annunciate alcune commesse che al momento, purtroppo, non hanno elementi concreti. La situazione sui carichi di lavoro è grave e deve intervenire immediatamente il Governo visto che molte potenziali commesse sono in Italia».

Nuovo piano industriale

Poco prima Fabbri aveva ribadito alle organizzazioni sindacali l’impegno «a mantenere tutte le attività del gruppo» e a sviluppare delle linee commerciali sottoscrivendo commesse per nuove unità. Ha inoltre spiegato che il nuovo piano industriale, in via di definizione, prevederà un numero maggiore di nuove macchine, cioè turbine, rispetto alla versione precedente e sarà focalizzato sui mercati con maggiori potenzialità: Italia, Europa, Nord Africa, Medio Oriente, Cis (Comunità degli Stati indipendenti) e Asia. A oggi, ha affermato, «sono state sottoposte ai clienti offerte vincolanti per un valore complessivo superiore al miliardo di euro».

Fabbri ha proseguito dicendo: «Continueremo sia a produrre nuove macchine sia a fornire attività di service ai nostri clienti, il tutto con i più alti standard qualitativi. Questo sviluppando in parallelo l’attività di Ansaldo Nucleare, uno dei leader della filiera a livello mondiale e attivo in tutti i campi del settore, sia diversificando i nostri prodotti grazie alle tecnologie sostenibili di Ansaldo Green Tech».

Offerta su Wartsila

Proprio in merito al versante green, peraltro, c’è stato uno scambio di vedute tra ad e sindcati. L’azienda ha comunicato, dicono questi ultimi, di aver fatto una manifestazione di interesse, insieme ad un altro partner (Mitsubishi, ndr), per acquisire una parte di Wartsila, situata a Trieste.

Se l’operazione andasse in porto, proseguono, «il piano di Ansaldo è quello di mantenere a Genova solo la parte ingegneristica di Green Tech e trasferire a Trieste la produzione odierna di microturbine e quella che doveva essere fatta a Genova di elettrolizzatori e altre macchine, che poteva dare lavoro a 100 operai». E «devono intervenire anche le istituzioni locali, in primis la Regione Liguria, per mantenere la produzione di Ansaldo Green Tech anche a Genova».

Sulla questione, viceversa, Fabbri sostiene che il progetto di reindustrializzazione delle aree Wartsila, «è un’opportunità che stiamo verificando e che potrebbe generare, se le condizioni lo consentiranno, una nuova filiera produttiva nel Nord Est, mantenendo allo stesso tempo tutte le attività oggi presenti a Genova».

Liguria e Friuli-Venezia Giulia, aggiunge, «sono affiancate dalla vocazione industriale e dalla forte componente dello shipping, consentendo di creare un’asse nazionale sull’energia e sui prodotti per la cantieristica navale. Sarà un percorso lungo che, se concretizzato, porterà nuove opportunità per il gruppo e per il Paese».

La promessa: «Più occupazione»

È scontro con le due sigle sindacali anche per quanto riguarda gli organici del gruppo. Fiom e Fim segnalano che «da gennaio 2022 hanno dato le dimissioni volontarie 134 tra ingegneri, tecnici e operai, di cui 79 hanno abbandonato l’azienda da gennaio 2023 ad oggi».

L’azienda ha, invece, ricordato come, da inizio 2022, quindi prevalentemente nel periodo pre ricapitalizzazione, si siano registrate «circa 200 uscite, di cui poco più della metà volontarie e il resto per raggiunti requisiti pensionistici. Nello stesso periodo, però, sono state inserite in azienda oltre 220 persone, grazie a nuove assunzioni e grazie alla stabilizzazione di lavoratori precedentemente in somministrazione o stabilmente operanti per ditte esterne». Inoltre «l’azienda ha affrontato i mesi passati senza ricorrere a esuberi o ammortizzatori sociali».

Oggi Ansaldo Energia conta su circa 3.400 addetti: 2.400 donne e uomini attivi nella sede di Genova e oltre mille nel resto del mondo. Nel corso dell’incontro coi sindacati, i vertici del gruppo hanno anche messo sul tavolo «l’impegno alla crescita, in vista delle prossime commesse, e l’obiettivo di inserire, nel breve periodo, giovani uomini e donne nei reparti produttivi ad alto valore tecnologico».

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