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Anthem: cronaca del videogioco più incompreso di sempre

di Luca Tremolada


Presentazione ufficiale dell'esperienza di gioco di Anthem

3' di lettura

Quando voli cambia tutto, è un concentrato di potenza e libertà: scendi in piacchiata tra nel verde luminoso, ti tuffi nell’acqua, i suoni si attutiscono e poi la luce, risali rocce a stropiombo fino a quando ce n’è, fino a quando il tuo strale te lo permette. Anthem in questi giorni l’hanno chiamato in molti modi ma la definizione “jetpacks plus guns” aiuta a individuare subito il punto di discontinuità con il passato. A dieci giorni dal lancio il videogioco sviluppato da BioWare e pubblicato da Electronic Arts continua a essere il titolo più promettente e più criticato di sempre. Un incomprensibile incompreso.

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Candidato a diventare il nuovo Destiny, una pietra miliare per gli sparatutto online, è stato subito aggettivato dalla stampa incompleto, ripetitivo e imperfetto, per usare un eufemismo. A queste critiche si sono aggiunti problemi tecnici, sopratutto su piattaforma Ps4 e una pioggia di richieste da parte della community dei giocatori per mettere mano con urgenza sugli ingranaggi del gioco. L’accanimento si spiega anche con l’attesa che ha preceduto questo titolo. BioWare, la casa di sviluppo che lo ha pensato e realizzato, è la migliore storytellers in particolare del mondo fantasy, una innovatore del videogioco di ruolo. Mass Effect e Dragon Age sono le due serie più fortunate. I fan non hanno perdonato l’apparente (e sottolineo apparente) debolezza della componente narrativa. Non tenendo conto della reale natura di Anthem che appartiene a tutti gli effetti alla categoria dei game as service, giochi-piattaforma nati con l'ambizione di rinnovarsi attraverso espansioni periodiche. Il gioco è sostanzialmente sempre lo stesso ma si arricchisce di storie e nuove sfide. Sono titoli-piattaforma (tra questi anche se in modo periferico rientra anche l'odiatissimo Fortnite). Per comprenderli meglio possono essere assimilati ad alveari dentro teche di vetro o ai nidi di formiche scavati nella terra.

Il trailer

Ogni partita è un cunicolo, ogni giocatore traccia dei percorsi, instaura relazioni con altri giocatori e con l'ecosistema che prende forma intorno a lui. Se l'ambiente smette di essere sfidante, se non ci sono più cose da fare, se non ci sono domande a cui cerchiamo di rispondere, o anche solo se gli amici se ne vanno, il gioco-servizio si spopola e muore. Questi videogiochi sono social network sofisticati, mediati dai game designer che come animatori progettano nuove sfide e costruiscono il contesto all'interno del quali si svolgono le missioni. La sopravvivenza di questi ecosistemi dipende dalla loro fantasia, dalla capacità di stimolare domande, di rendere affascinante e credibile quel mondo. Ma anche dalla tenacia della comunità di giocatore. Ecco Anthem è lo specchio della storia che racconta. Un luogo bellissimo e mostruoso che vuole raccontarsi ma non sa come. O forse non ha trovato i tempi giusti. Prende qualcosa da Destiny che rimane senza dubbio nel gameplay il migliore game as a service su console. Ma lo fa senza convinzione. Sembra non avere creduto fino in fondo al talento narrativo di una casa di sviluppo che forse ha sbagliato solo nell'avere diluito troppo la storia. Eppure, c'è tutto là dentro per rendere Anthem quel racconto corale che è mancato a Destiny. C’è quel senso di umanità abbandonata di Guerre Stellari. C’è la magia delle foreste di Avatar, c’è una cosmologia tutta ancora da scoprire. Ci sono domande senza risposta, che anche il migliore Destiny non era riuscito a suscitare. Chi sono i Creatori, perché sono scappati lasciando potenti macchinari dall'enorme potere. Perché hanno permesso la nascita di mostruose creature. L'Inno della Creazione è l'inizio e la fine di tutto, quel flusso di energia che gli dei hanno cercato di addomesticare. Bastion è la testimonianza del loro fallimento. In Anthem sei un Iron man triste. Gli Specialisti sono guerrieri che combattono in esoscheletri chiamati Strali. Erano gli eroi delle città fortezzo fino quando hanno fallito contro scatenando il Cuore della Furia. Le sentinelle, arcanisti le guardie e freelance (noi siamo freelance) hanno alle loro spalle una storia che BioWare deve ancora svelare. Se non trova un modo di farlo, e anche velocemente, Anthem resterà semplicemente un gioco dove si spara e si vola.

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