I 10 trend mondiali della casa anti-covid

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Antibacterial, i mobili, le superfici, i materiali...

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(Adobe Stock)

Nei precedenti articoli (“Dalle suole delle scarpe ai disifettanti:come difendere la casa da Covid-19” e “Ottimizzare le strategie: guida completa per igienizzare la casa nella fase 2”) avevamo indicato i componenti che gli esperti di tutto il mondo a partire dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, consigliano e che vanno usati seguendo con molta attenzione le istruzioni d'uso. “Si tratta dell'acqua ossigenata, dell'alcool e della candeggina, variamente mescolati in base al tipo di superficie da igienizzare dopo una attenta pulizia -dichiara Angelo Caspani, della società NEXT.E, specializzata nella applicazione di sistemi LED- Lo sporco infatti diminuisce enormemente l'effetto sanificante.” Ma senza esagerare, per non creare in casa l'effetto-aerosol dannoso per le persone, le piante, gli animali e la casa stessa. Per non dover continuare a pulire e disinfettare ci si può affidare ad un'impresa di sanificazione che impieghi prodotti italiani. Gli specialisti in sanificazioni hard dell'esercito russo, per sterilizzare con l'anti-Covid i tre ospedali più “impestati” della Lombardia, hanno usato i macchinari industriali come quelli della Larius di Lecco, specialista nel settore da decenni”.
UV, ozono, allarme da prodotti asiatici- Sull'ozono, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e altre istituzioni pubbliche e private come la Direzione Centrale della Sanità, hanno dichiarato che non è stata dimostrata la sua efficacia contro il coronavirus e che, in quanto gas tossico, può creare gravi problemi ai polmoni. “Per quanto riguarda gli UV, che, rispetto ad altri sistemi e prodotti, hanno la caratteristica di eliminare il Dna del coronavirus-afferma Caspani- cresce però l'allarme delle autorità sanitarie di tutto il mondo per l'arrivo, dall'Asia, tramite le piattaforme di vendita online, di migliaia e migliaia di strumenti no name, privi di certificazioni, che garantirebbero un'improbabile totale eliminazione di virus e batteri. Poiché dovremo in futuro continuare a convivere con situazioni di allarme sanitario, è bene sapere-sottolinea Caspani- che questi prodotti sono ad alto rischio. Vanno impiegati esclusivamente quelli certificati, con lampade a Led e non al mercurio che emettono raggi che possono confinare con quelli X, molto pericolosi. Solo i Led garantiscano una fondamentale precisa taratura, una lunga durata, uno smantimento senza problemi e un'efficacia su qualsiasi superficie, anche quelle, e sono la maggioranza, con micro-porosità invisibili, come l'acciaio inox, dove si annida il virus”. E -secondo quanto raccomandano gli esperti devono provenire da società italiane, con fabbriche e filiere esclusivamente italiane o comunque europee, escludendo tassativamente qualsiasi prodotto di basso prezzo. Come si usano e quanto costano? Mediamente una lampada Led a tubo, parte da circa 350 euro, e va passata su abiti, materassi, imbottiti, Mediamente una lampada Led UV-C a tubo, parte da circa 350 euro, e va passata su abiti, materassi, imbottiti, dove occorre eliminare il Covid-19. E' ricaricabile, consuma pochissimo e dura anni; per grandi interventi è possibile applicare sistemi a LED UV-C con impianti studiati e realizzati ad ok, automatizzati e sicuri. Oppure noleggiare la lampada o affidarsi ad un'impresa specializzata.”Ovviamente se la superficie viene nuovamente infettata-precisa Caspani- occorre rifare il trattamento”.
“Più si alzano temperatura e umidità, meno il coronavirus resiste e, sulla carta, sopravvive sino a 3-4 ore-prosegue Caspani- sul cartone degli imballi sino a 24; sul legno al massimo 2 giorni, sul vetro e sui display 4 giorni, sui capi di abbigliamento 2 giorni con l'eccezione di quei capi sui quali sono arrivati diretti flussi di starnuti e tossi”. Sui pavimenti rimane a lungo (sino a 9 giorni), se vengono calpestati da calzature usate fuori casa e se non vengono disinfettati. Per le scarpe vi sono tappeti speciali sui quali le calzature ricevono un trattamento sanificante molto efficace e che già vengono installati in molti edifici residenziali. Tutto ciò che proviene dall'esterno non deve comunque essere riposto negli armadi dove si trovano capi e accessori non ancora indossati. Cominciano a essere disponibili anche per le abitazioni, pavimentazioni impiegate per ospedali e luoghi pubblici che riducono la propagazione di batteri e virus al 99 per cento che, tra l'altro, sui pavimenti non trattati sopravivono fino a 9 giorni. Conviene mettere in preventivo l'eventuale sostituzione del pavimento dove i bambini giocano con uno, come il Taraflex di Gerflor (fabbricato in Europa, in Francia) che ha requisiti batteriostatici, è morbido e fonoassorbente. Importante sapere che la presenza del virus sulle superfici non significa che automaticamente, toccandole, ci si infetti. Ma è necessario lavarsi molto molto spesso.

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