Bindi: rivedere legge severino

Antimafia: alle regionali 7 impresentabili, 6 in Sicilia e 1 a Ostia

di Redazione online

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(Francesco Fotia / AGF)


3' di lettura

Sono 7 complessivamente gli "impresentabili" secondo l'Antimafia, 6 in Sicilia e 1 nel municipio di Ostia. Lo ha reso noto la presidente Rosi Bindi presentando gli esiti del lavoro svolto dalla sua commissione sui circa 1.500 candidati alle elezioni del 5 novembre scorso. La Bindi ha anche sottolineato la necessità di riformare la legge Severino prima delle prossime elezioni politiche.

Silenzio sui 7 nomi
La rilevazione della Commissione ha riguardato le situazioni alla data del 16 ottobre, quindi non potevano emergere - in quanto ancora in fase di indagine, e perciò segrete - le situazioni che si sono tradotte in provvedimenti giudiziari, come i casi di Cateno De Luca (UDC), La Gaipa (M5S), Tamajo (Sicilia Futura - PSI per Micari), Genovese (Forza Italia), ed altri, emersi subito dopo la data del voto. Sui 7 nomi l'Antimafia ha posto per ora il silenzio, evidenziando come la presenza nelle liste dei «prestanome della politica» è stato probabilmente «il tema politico emerso dalle elezioni regionali di quest'anno».

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«Rivedere Legge Severino»
Tra gli interventi più urgenti anche in vista dell'«approssimarsi di un appuntamento elettorale cruciale come le prossime elezioni politiche - ha detto Bindi - e tanto più con le ulteriori incognite derivanti dall'applicazione per la prima volta della nuova legge elettorale», non c'è solo la riforma della legge Severino, ma anche la necessità di far convergere partiti e movimenti su un nuovo codice di autoregolamentazione delle candidature, «un atto concreto» che accoglie in sostanza l'appello lanciato nei giorni scorsi dal ministro dell'Interno Marco Minniti, che ha chiesto uno sforzo comune della politica contro le mafie. In particolare, dal punto di vista normativo, la presidente dell'Antimafia si è soffermata sull'esigenza di rafforzare ulteriormente la Severino nella parte relativa ai controlli sulle candidature, prevedendo la pubblicità delle autocertificazioni e l'ampliamento dei termini, di prevedere specifiche condizioni di incandidabilità e di sospensione e decadenza dalla carica in caso di dichiarazioni false in sede di autocertificazione, di proseguire la riforma del casellario giudiziario.

«Astensionismo è responsabilità politica»
Dal punto di vista politico, dopo aver fatto un richiamo alle forze in campo sulla necessità di rilegittimare la politica, condizione essenziale per arginare l'astensionismo galoppante, anche perchè «mentre le mafie votano sempre, il rifiuto degli elettori a recarsi alle urne pone un problema politico ancor più grave per chi ha a cuore la democrazia, perché in proporzione su basse affluenze il "voto cattivo" incide molto di più», Bindi ha lanciato la proposta che l'Antimafia diventi la sede per mettere a punto un nuovo codice di autoregolamentazione delle forze politiche.

«Nuovo codice di autoregolamentazione»
In materia di candidature dunque, ha chiarito Bindi, «proponiamo ai partiti e movimenti politici di fare la loro parte per quelle scelte che non possono essere imposte per legge ma proprio per questo più impegnative e responsabilizzanti davanti al Paese e al suo sfiduciato corpo elettorale». Un nuovo «codice di autoregolamentazione» che traduca «l'esigenza di contrastare il trasformismo politico e il rischio del voto di scambio politico mafioso, assicurando la selezione trasparente di una classe politica onesta e competente». Apprezzamento alle proposte della Bindi sono arrivate dal deputato Pd Davide Mattiello mentre il capogruppo Pd in Antimafia Franco Mirabelli ha annunciato una missione della Commissione ad Ostia, martedì prossimo.

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