ANALISI FINANZIARIA

Antinori e Tenuta San Guido tra i brand del vino che resistono alla tempesta Covid

Le due cantine sono state inserite nella rosa de “LeQuotabili” di Pambianco che individua le aziende che per le loro caratteristiche economiche e di posizionamento potrebbero essere quotate con successo in Borsa in un orizzonte temporale di 3/5 anni

di Giambattista Marchetto

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(Agf Creative)

2' di lettura

Esordio per la categoria “vino” al premio leQuotabili di Pambianco. Il progetto curato dalla società di consulenza strategica muove infatti da un'analisi tecnica dei fondamentali delle società italiane nei settori Fashion, Beauty, Design e (per la prima volta) Wine con l'obiettivo di individuare quelle che possiedono le caratteristiche economiche, finanziarie e di posizionamento per essere quotate in Borsa con successo in un orizzonte temporale di 3/5 anni.

La 15. edizione del premio - oltre alla premiazione in streaming dalla sede di Borsa Italiana causa pandemia - è stata caratterizzata dall'introduzione nei ranking anche delle aziende vinicole e dall'inserimento della categoria delle small cap (con fatturati inferiori ai 50 milioni). L'analisi per il 2020 ha selezionato 40 aziende del Fashion, 10 aziende del Beauty, 20 aziende del Design e 10 del settore Wine, oltre ad aver dato spazio alle 5 migliori small cap di ciascun settore considerato. Tra le aziende del comparto enoico si sono imposte due grandi realtà: Marchesi Antinori e Tenuta San Guido. Antinori (250 milioni il fatturato 2019) ha conquistato la prima posizione nella classifica generale, precedendo Frescobaldi e Santa Margherita; Tenuta San Guido (36,5 milioni nel 2019) primeggia invece nella classifica delle small cap davanti a Carpineto e Guido Berlucchi. In entrambi i casi la solidità del controllo da parte delle famiglie rende improbabile una evoluzione verso la quotazione.

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Per il Sassicaia la domanda supera l’offerta

Per Antinori il premio è stato ritirato fisicamente da Albiera Antinori, presidente del gruppo di famiglia, che ha evidenziato come il 2020 sia stato un anno difficile. «Prevediamo di chiudere a -15/20% - ha detto -. In grandi vini sono però rimasti al centro dell'interesse e quelli più accessibili hanno ottenuto buoni risultati nella grande distribuzione. Hanno faticato i vini medi, quelli più legati alla ristorazione, ma l'esplosione dei consumi durante il periodo estivo ci ha incoraggiato e ci fa sperare nella ripartenza per il 2021».Per San Guido sono invece intervenuti Priscilla Incisa della Rocchetta per la famiglia e l'amministratore delegato Alessandro Berlingieri. E proprio quest'ultimo ha sottolineato come i prodotti iconici della cantina (Sassicaia in testa) risultino di fatto anti-crisi. «Il nostro è un prodotto che vive e resiste nel tempo – ha dichiarato –. La domanda supera l'offerta e quindi andremo a chiudere il 2020 con fatturato e redditività allineati con il 2019».

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