Innovazione

Antiossidanti da pomodori e lieviti per curare la vista

Procedimento low cost sviluppato e brevettato nel Laboratorio di biotecnologie dell'Enea con cui si punta a curare la maculopatia

di Davide Madeddu

(Adobe Stock)

2' di lettura

Dai pomodori e dal lievito molecole antiossidanti e antinfiammatorie per produrre farmaci contro le malattie della vista. E poi, anche molecole da impiegare in ambito cosmetico e nella nutraceutica.
Il nuovo corso che mira a contrastare la maculopatia, ossia la malattia invalidante che colpisce la retina, è al centro del procedimento low cost sviluppato e brevettato nel Laboratorio di biotecnologie dell'Enea con cui si punta a «produrre un'importante classe di molecole bioattive come le crocine, capaci di migliorare alcune funzionalità del nostro organismo».

Punto di partenza la produzione di crocine che – insieme ai carotenoidi (una classe di pigmenti organici che possono essere rinvenuti nelle piante o in altri organismi fotosintetici, come le alghe ed alcune specie di batteri) come la luteina e la zeaxantina – «hanno una dimostrata funzione protettiva contro la maculopatia, una malattia degenerativa della retina gravemente invalidante».

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Lo studio parte poi da una constatazione: ossia la penuria di crocine e quindi dalla necessità di trovare una soluzione in modo da affrontare la richiesta di molecole necessarie per questo impiego.
«Per produrre tutte le crocine necessarie alla prevenzione della maculopatia, occorrerebbe raddoppiare la produzione mondiale di zafferano, spezia rara e costosa, e destinarla tutta a questo scopo – spiega Sarah Frusciante, ricercatrice Enea, inventrice del brevetto insieme ai colleghi Giovanni Giuliano, Olivia Demurtas e Giuseppe Aprea e coautrice dello studio pubblicato sulla rivista “Plant Physiology” –. Il lavoro che abbiamo svolto apre un nuovo scenario sulla produzione sicura e a basso costo di queste molecole in quanto dimostra come attraverso la biotecnologia sia possibile ottenere crocine in organismi commestibili e generalmente riconosciuti sicuri come il lievito e il frutto del pomodoro».

Una sorta di vera e propria rivoluzione giacché sino a oggi la produzione avveniva in sistemi come «il batterio Escherichia coli o le foglie di tabacco» che, contrariamente a pomodoro e lievito, non sono commestibili, rendendo necessaria la loro purificazione.«In questo lavoro – argomenta la ricercatrice – abbiamo individuato un nuovo enzima proveniente da Bixa orellana, capace di sintetizzare crocine a partire da carotenoidi ampiamente diffusi, come il beta-carotene della carota e il licopene del pomodoro, e si aggiunge ad una serie di altri enzimi che sono stati individuati dal nostro gruppo in studi precedenti».

Alla ricerca sono già collegati due brevetti e 8 pubblicazioni che aprono «la via alla produzione delle crocine in varie matrici commestibili».

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