raccolta dati

Facebook, l’Antitrust avvia procedimento di inottemperanza

L’Autorità ha accertato la scorrettezza della pratica commerciale di Facebook di omessa adeguata informativa agli utenti consumatori, in sede di registrazione al social network, della raccolta e dell’utilizzo a fini commerciali dei dati da essi forniti


default onloading pic
(12386)

2' di lettura

Nella riunione del 21 gennaio scorso, l’Autorità Antitrust ha avviato un procedimento di inottemperanza nei confronti di Facebook «per non aver attuato quanto prescritto nel proprio provvedimento del 29 novembre 2018». Il procedimento di inottemperanza avviato potrà condurre all’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 5 milioni di euro

Pratica commerciale scorretta
Lo rende noto un comunicato dell’Authority precisando che «con tale decisione l’Autorità aveva accertato la scorrettezza della pratica commerciale di Facebook di omessa adeguata informativa agli utenti consumatori, in sede di registrazione al social network, della raccolta e dell’utilizzo a fini commerciali dei dati da essi forniti e, più in generale, delle finalità remunerative sottese al servizio, viceversa enfatizzandone la gratuità».

La conferma del Tar
La decisione si «fondava sulla valutazione che il patrimonio informativo costituito dai dati degli utenti di Facebook, in ragione della profilazione dei medesimi ad uso commerciale e per finalità di marketing, acquista un valore economico idoneo a configurare l’esistenza di un rapporto di consumo, anche in assenza di corrispettivo monetario. Peraltro il provvedimento è stato confermato sul punto dal Tar.

La sanzione
Oltre a sanzionare Facebook per 5 milioni di euro, l’Autorità aveva vietato l’ulteriore diffusione della pratica ingannevole e disposto che la società pubblicasse una dichiarazione rettificativa sulla homepage del sito internet aziendale per l’Italia, sull’app Facebook e sulla pagina personale di ciascun utente italiano registrato.

«Facebook non ha pubblicato la dichiarazione rettificativa»
Nonostante l’avvenuta rimozione del claim «è gratis e lo sarà per sempre» dalla home page, il consumatore che si voglia registrare al social network, afferma l’Antitrust, continua «a non essere informato dalla società, con chiarezza e immediatezza, quanto alla raccolta ed all’utilizzo dei propri dati con finalità remunerative. Risulta, inoltre, che Facebook non abbia pubblicato la dichiarazione rettificativa».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...