Multa

Antitrust: sanzione di oltre 100 milioni di euro a Google per abuso di posizione dominante

L'Autorità ha imposto di rendere disponibile su Android Auto l’app di Enel X che consente di usufruire di servizi connessi alla ricarica di veicoli elettrici

di N.Co.

Enel X porta a Roma la ricarica ultra veloce per auto elettriche

3' di lettura

L'Autorità garante della Concorrenza e del mercato ha sanzionato con oltre 100 milioni di euro - esattamente 102.084.433,91 - le società Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy S.r.l. per violazione dell'articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Attraverso il sistema operativo Android e l’app store Google Play, Google detiene una posizione dominante che le consente di controllare l’accesso degli sviluppatori di app agli utenti finali. In Italia circa i tre quarti degli smartphone utilizzano Android e Google è un operatore di rilievo globale, nel contesto della cosiddetta economia digitale e possiede una forza finanziaria rilevantissima.

Il provvedimento dell’Antitrust per la sanzione da 100 milioni a Google

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Non ha consentito l'interoperabilità dell'app JuicePass

Secondo quanto accertato dall’Authority, Google non ha consentito l’interoperabilità dell’app JuicePass con Android Auto, una funzione di Android che permette di utilizzare le app quando l’utente è alla guida nel rispetto dei requisiti di sicurezza e di riduzione della distrazione. La app JuicePass consente vari servizi funzionali alla ricarica dei veicoli elettrici, che vanno dalla ricerca di una colonnina di ricarica alla gestione della sessione ricarica passando per la prenotazione di una colonnina. Quest’ultima funzione garantisce l’effettiva disponibilità dell’infrastruttura una volta che l’utente l’abbia raggiunta.

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Ha limitato l’uso dell’app di Enel X Italia e favorito Google Maps

Google, rifiutando a Enel X Italia di rendere disponibile JuicePass su Android Auto, ha ingiustamente limitato le possibilità per gli utenti di utilizzare la app di Enel X Italia quando sono alla guida di un veicolo elettrico e hanno bisogno di effettuare la ricarica. In questo modo Google ha favorito la propria app Google Maps, che può essere utilizzata su Android Auto e consente servizi funzionali alla ricarica dei veicoli elettrici, attualmente limitati alla ricerca di colonnine di ricarica e alla navigazione ma che in futuro potrebbero comprendere altre funzionalità, per esempio la prenotazione e il pagamento.

Google: siamo rispettosamente in disaccordo con l’Authority

«La priorità numero uno di Android Auto – ha reso noto un portavoce di Google - è garantire che le app possano essere usate in modo sicuro durante la guida. Per questo abbiamo linee guida stringenti sulle tipologie di app supportate, sulla base degli standard regolamentari del settore e di test sulla distrazione al volante. Le applicazioni compatibili con Android Auto sono migliaia, e il nostro obiettivo è consentire ad ancora più sviluppatori di rendere le proprie app disponibili nel tempo. Per esempio, abbiamo introdotto modelli di riferimento per le app di navigazione, di ricarica per le auto elettriche e per il parcheggio, che sono aperti e a disposizione degli sviluppatori. Siamo rispettosamente in disaccordo con la decisione dell'Agcm, esamineremo la documentazione e valuteremo i prossimi passi».

L’esclusione durava da due anni

L'esclusione della app di Enel X Italia da Android Auto dura da oltre due anni. Il perdurare di questa condotta potrebbe compromettere definitivamente la possibilità per Enel X Italia di costruire una solida base utenti, in una fase di crescita significativa delle vendite di veicoli elettrici. Inoltre la app JuicePass potrebbe uscire dal novero delle applicazioni utilizzate dagli utenti causando una riduzione significativa delle possibilità di scelta dei consumatori e un ostacolo al progresso tecnologico.

La condotta contestata può influenzare lo sviluppo della mobilità elettrica

L’Authority segnala poi come la condotta contestata possa influenzare lo sviluppo della mobilità elettrica in una fase cruciale del suo avvio, in particolare per quanto riguarda il potenziamento di una rete di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche adeguata alla fase di crescita e di evoluzione della domanda di servizi di ricarica. Da qui le possibili ricadute negative sulla diffusione dei veicoli elettrici, sull'utilizzo dell'energia “pulita” e sulla transizione verso una mobilità più sostenibile dal punto di vista ambientale.

Google deve porre fine all’abuso

Oltre a irrogare la sanzione, l’Authority ha indicato nella diffida il comportamento che Google dovrà tenere per porre fine all’abuso ed evitare che si producano gli effetti negativi derivanti dall’esclusione della app di Enel X Italia da Android Auto. L'Antitrust ha perciò imposto a Google di mettere a disposizione di Enel X Italia, così come di altri sviluppatori di app, strumenti per la programmazione di app interoperabili con Android Auto. E vigilerà sull’effettiva e corretta attuazione degli obblighi imposti avvalendosi di un esperto indipendente preposto all’attuazione e al monitoraggio degli obblighi imposti a cui Google dovrà fornire tutta la collaborazione e le informazioni richieste.

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