Mercato obbligazionario

Antitrust Ue: multa da 371mln a Nomura, Ubs e Unicredit per un cartello sui bond

Multa da 371 mln di euro ad alcune banche per aver preso parte a un cartello sul mercato obbligazionario

(AdobeStock)

2' di lettura

L'Antitrust europeo ha comminato una multa da 371 mln di euro ad alcune banche per aver preso parte a un cartello sul mercato obbligazionario. Si tratta di Unicredit, Nomura e Ubs. La Commissione europea ha detto che anche Bank of America, Rbs e WestLB hanno preso parte al cartello ma non sono state multate. Tra le banche sanzionate, Unicredit ha ricevuto una multa da 69,4 mln mentre Ubs è stata sanzionata per 172,4 mln e Nomura per 129,5 mln di euro.

«È inaccettabile che nel bel mezzo della crisi finanziaria, quando molti istituti finanziari hanno dovuto essere salvati con finanziamenti pubblici, queste banche fossero colluse a spese degli Stati membri», ha detto la vicepresidente Ue, Margrethe Vestager.

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UniCredit nel prendere «atto della decisione odierna della Commissione Europea» «contesta» in una nota «con forza la decisione» e sostiene che «la stessa non dimostri alcun comportamento scorretto da parte di UniCredit. La banca “proporrà appello presso le corti europee».

Il cartello sui titoli di Stato

La Commissione europea dice un una nota che le banche in questione non hanno rispettato le regole antitrust partecipando a un cartello di trader sul mercato primario e secondario dei Bond Governativi Europei (Egb). Tra le banche coinvolte, Natwest non è stata multata perché ha svelato il cartello alla Commissione e ha evitato così una multa di 260 mln. Bank of America e Natixis perché il loro coinvolgimento cade al di fuori del tempo limite per l'imposizione delle sanzioni. Portigon (ex WestLB) non ha ricevuto la multa perché non ha generato fatturato nell'ultimo esercizio. La sanzione di Ubs è stata ridotta del 45% per aver collaborato nelle indagini della Commissione.

Vestafger: no a collusioni

La vice presidente esecutiva della Commissione, Margrethe Vestager, ha detto: «Un mercato dei titoli di Stato europei ben funzionante è fondamentale sia per l'Eurozona che per gli Stati membri che emettono queste obbligazioni per generare liquidità e per gli investitori le acquistano e le negoziano. La nostra decisione contro Bank of America, Natixis, Nomura, Rbs, Ubs, UniCredit e WestLB invia un messaggio chiaro che la Commissione non tollererà alcun tipo di comportamento collusivo. È inaccettabile che, nel mezzo della crisi finanziaria, quando molte istituzioni finanziarie sono state salvate da finanziamenti pubblici, queste banche di investimento si sono colluse in questo mercato a spese dell'Ue e degli Stati membri».

Il ruolo dei trader

In pratica, le sette banche hanno partecipato al cartello tramite un gruppo di trader che operavano sui loro desk Egb e operavano in una sorta di circolo della fiducia. Questi trader erano in contatto regolare tra loro in chatroom sui terminali Bloomberg dove scambiavano informazioni commercialmente rilevanti, come i prezzi offerti e i volumi prima delle aste e i prezzi mostrati ai propri clienti o al mercato in generale e le strategie, in vista delle aste degli Stati membri della zona euro per l'emissione delle obbligazioni denominate in euro sul mercato primario e sui parametri di negoziazione sul mercato secondario. Tutto questo avveniva durante la crisi finanziaria, tra il 2007 e il 2011 e ha coinvolto l'intera area economica europea.

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