Trasporti ed energia

Antitrust Ue proibisce l’acquisizione di Daewoo Shipbuilding da parte di Hyundai

La motivazione: la fusione tra i due costruttori navali sudcoreani avrebbe creato una posizione dominante da parte della nuova società, con rischi anche nel campo dei prezzi energetici. Hyundai: veto irragionevole, pensiamo di ricorrere

Ue, Charles Michel: "Su energia divergenze, non siamo arrivati ad accordo"

3' di lettura

La Commissione europea ha proibito l'acquisizione di Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering da parte di Hyundai Heavy Industries Holdings. La fusione tra i due costruttori navali sudcoreani avrebbe creato una posizione dominante da parte della nuova società risultante dalla fusione e ridotto la concorrenza nel mercato mondiale della costruzione di grandi navi per gas liquefatto. Le parti non hanno offerto formalmente rimedi per rispondere alle preoccupazioni della Commissione. Si tratta della prima decisione di bloccare una fusione da quando l'Antitrust europeo ha bloccato due anni e mezzo fa la joint venture Tata Steel/ Thyssenkrupp.

Vestager: grandi navi elemento essenziale per l’approvvigionamento del gas naturale

La responsabile della concorrenza Margrethe Vestager ha ricordato che «le grandi navi sono un elemento essenziale nella catena di approvvigionamento del gas naturale liquefatto e consentono il trasporto di questa fonte di energia in tutto il mondo».

Loading...

Il gnl contribuisce alla diversificazione della fonte di energia europea e, quindi, migliora la sicurezza energetica. «La fusione avrebbe portato ad una posizione dominante nel mercato mondiale della costruzione di grandi navi Gnl, per il quale c’è una forte domanda da parte dei vettori europei. Poiché non sono stati presentati rimedi, la concentrazione avrebbe comportato un minor numero di fornitori e prezzi più elevati per le grandi navi che trasportano Gnl. Per questo abbiamo proibito la fusione».

La decisione comunitaria fa seguito a un’indagine approfondita da parte della Commissione sull’operazione proposta, che avrebbe unito Dsme e Hhih, due costruttori navali mondiali nella costruzione di grandi navi metaniere e due dei tre maggiori attori in un mercato molto concentrato. Le grandi navi metaniere sono un elemento essenziale nella catena di approvvigionamento del Gnl. Si tratta di navi altamente sofisticate che possono trasportare grandi quantità di Gnl (145 000 metri cubi e oltre) a una temperatura di meno 162 gradi Celsius.

Un mercato da 40 miliardi di euro

Negli ultimi cinque anni, il mercato mondiale della costruzione di grandi navi metaniere ha rappresentato fino a 40 miliardi di euro, con clienti europei che rappresentano quasi il 50% di tutti gli ordini. Durante l’inchiesta, la Commissione ha ricevuto osservazioni da un gran numero di clienti, concorrenti e altri terzi. Queste società «temevano che l’operazione avrebbe creato una società con una posizione dominante nel mercato mondiale della costruzione di grandi navi metaniere, ridotto la concorrenza e aumentato i prezzi di queste navi».

All’apertura dell’indagine approfondita, la Commissione aveva espresso preoccupazioni riguardo ai mercati della costruzione di petroliere, navi portacontainer e navi Gnl (grandi e piccole) per il gas di petrolio liquefatto (gpl). La decisione odierna riguarda solo il mercato delle grandi navi metaniere. La Commissione ha ritenuto che l’operazione avrebbe comportato la creazione di una posizione dominante da parte della società risultante dalla concentrazione nel mercato della costruzione di grandi navi metanier ; una scelta ridotta di fornitori; prezzi più elevati per i clienti della Ue e, in definitiva, per i consumatori di energia.

Quota di mercato combinata avrebbe raggiunto il 60%

Nel dettaglio le due società detengono quote di mercato molto ampie e crescenti. L’entità combinata sarebbe stata di gran lunga il più grande attore al mondo, in un mercato già concentrato. Le quote di mercato combinate delle parti sarebbero almeno del 60%, «il che di per sé è un indicatore di una posizione dominante sul mercato». Inoltre, le quote di mercato combinate sono aumentate negli ultimi 10 anni. Pochissime le alternative per i clienti esistendo sul mercato solo un altro grande concorrente.

Decisione presa anche per limitare i rischi di aumento dei prezzi

Tuttavia, la capacità di questo concorrente «non sarebbe stata sufficiente a fungere da vincolo credibile per la nuova società risultante dalla fusione. Un quarto costruttore navale indipendente ha attività limitate nel mercato delle grandi navi metaniere e si concentra su progetti domestici. I restanti costruttori navali non sarebbero in grado di limitare l’aumento dei prezzi, come dimostrato dal fatto che negli ultimi anni non hanno stipulato alcun contratto con nessuna grande nave Gnl». Inoltre l’entità combinata avrebbe ricoperto una posizione fondamentale nel mercato, poiché la capacità degli altri concorrenti non avrebbe coperto la domanda di mercato prevista.

Si tratta di un settore caratterizzato da barriere all’ingresso molto alte e dall'assenza di poteri degli acquirenti. Negli ultimi anni sono state osservate diverse uscite dal mercato e non sono previste nuove entrate significative. Inoltre, la base di clienti delle grandi navi metaniere è generalmente frammentata, con ordini tipicamente di piccole dimensioni. I clienti hanno una scelta molto limitata di costruttori navali come possibili fornitori. Durante la pandemia la domanda di grandi navi metaniere non ha subito danni e le prospettive della domanda futura sono molto positive.

La reazione di Hyundai: veto irragionevole, pensiamo di ricorrere

In seguito alla decisione dell’Antitrust europeo, Hiundai ha dichiarato che il veto Ue è «irragionevole e deludente» e ha annunciato che perseguirà misure per contrastarlo, compreso il ricorso alla Corte Ue.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti