GRANDI MOSTRE

Antonello conquista Milano

di Marco Carminati


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4' di lettura


Nel 1476 il già celebre Antonello da Messina fu a un passo dall'essere assunto come pittore di corte dagli Sforza di Milano. Essendo morto il ritrattista di corte Zanetto Bugatto, Cicco Simonetta, il segretario ducale, fece cercare Antonello da Messina perché assumesse lui quest’incarico. Antonello nel 1476 si trovava a Venezia intento a realizzare uno dei suoi più alti capolavori: la Pala di San Cassiano, oggi conservata (in frammenti) al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Antonello non accettò la generosa offerta degli Sforza. Non sappiamo il motivo, ma possiamo immaginare che sviluppi diversi avrebbe avuto l'arte lombarda se Antonello fosse approdato a Milano. Fu davvero un'occasione mancata.

Ma oggi Milano si è presa una sorta di rivincita , ospitando , per la prima volta, un'importante rassegna dedicata al grande maestro del Quattrocento italiano. Allestita nelle sale al pian terreno di Palazzo Reale fino al 2 giugno e prodotta da Palazzo Reale e MondoMostre Skira in collaborazione con il Comune di Milano|Cultura e Regione Siciliana, la rassegna - dal titolo Antonello da Messina - curata di Giovanni Carlo Federico Villa.

Si tratta di una mostra è da non perdere per almeno tre motivi. Il primo è l'occasione unica di ammirare tutte insieme oltre la metà delle opere dell'artista siciliano giunte a noi. In rassegna sono infatti presenti 19 delle 35 opere oggi note e attribuite al maestro. A cominciare dall'Annunciata di Palazzo Abatellis di Palermo (1475 circa), autentica icona e sintesi dell'arte di Antonello, uno dei più alti capolavori del Quattrocento italiano, Seguono le eleganti figure di Sant'Agostino (1472-1473), San Girolamo (1472-1473) e San Gregorio Magno(1470-1475) (forse appartenenti al Polittico dei Dottori della Chiesa) anch'essi provenienti da Palazzo Abatellis di Palermo; ma si ammira anche il celeberrimo Ritratto d'uomo (1465-1476) dall'enigmatico sorriso, proveniente dalla Fondazione Culturale Mandralisca di Cefalù, oggetto di vari restauri e conosciuto nella tradizione locale come Ignoto marinaio.

Tutti i capolavori di Antonello da Messina a Milano

Tutti i capolavori di Antonello da Messina a Milano

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La National Gallery di Londra ha concesso a Milano un prestito d'eccezione: il San Girolamo nello studio (1474-1475), un altro celeberrimo capolavoro di Antonello, nel quale si assiste a una sintesi sublime tra la cultura umanistica e classica di matrice italiana e il gusto per dettagli tutto fiamminghi. Eccezionale è anche il ritorno a Milano della Crocifissione (1460 circa) proveniente dal Museo di Sibiu in Romania. Ma è necessario citare anche il Ritratto di giovane (1474) dal Philadelphia Museum of Art, la Madonna col Bambino (1475 circa) dalla National Gallery di Washington e il Ritratto di giovane uomo (1478) dal Museo statale di Berlino.

    Anche le istituzioni italiane sono state prodighe di prestiti: dagli Uffizi giunge l'importantissimo trittico con la Madonna con Bambino, il San Giovanni Battista e il San Benedetto; dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia arriva il Ritratto di giovane gentiluomo (1468-1470), a lungo considerato il vero volto dell'artista e scampato ad una disavventura: nella notte fra il 10 e l'11 maggio 1970 venne trafugato dal museo e recuperato sette anni dopo dal nucleo di Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma dei Carabinieri. E si continua con il celebre Ecce Homo ( o Cristo alla colonna) (1473-76) dal Collegio degli Alberoni di Piacenza, il Ritratto d'uomo (1475-1476) dalla Galleria Borghese di Roma, il poetico (ma danneggiato) “Cristo in pietà sorretto da tre angeli” (1474-1476 circa) dal Museo Correr di Venezia, e il Ritratto d'uomo (anche detto Ritratto Trivulzio, 1476) dal Museo di Palazzo Madama di Torino.

    Il percorso espositivo si conclude con la Madonna con il Bambino (1480), proveniente dall'Accademia Carrara di Bergamo, opera del figlio Jacobello di Antonello eseguita l'anno seguente la morte del padre.

    Il secondo motivo per non lasciarsi sfuggire la mostra è il suo allestimento, molto nel fatto e molto ben calibrato. Il percorso è diviso in tredici tappe, con le opere molto ben diluite in esso e dunque molto ben valorizzate e visibili. Una sezione introduttiva narra la riscoperta di Antonello (avvenuta solo nell'Ottocento) e la nascita del suo mito. Poi iniziano le sale e tema: la prima dedicata al San Gerolamo di Londra, la seconda dedicata alle rotte mediterranee percorse da Antonello, e poi si susseguono le sale a tema - come quella sul mancato ingaggio milanese con presente l'originale della lettera di Cicco Simonetta al pittore o quella sulle vicende della Pala di San Cassiano (non presente in rassegna) – intervallate a sezioni sui ritratti, sui politici ricomposti, sulle figure degli Ecce Homo.

    Ma vi è un terzo motivo che rende davvero originale la rassegna di Palazzo Reale: il fatto che abbia una sorta di guida d'eccezione: il grande storico dell'arte Giovan Battista Cavalcaselle (1810-1897) che, attraverso i suoi appunti e disegni - presi dal vivo durante eccezionali viaggi di studio - conduce il visitatore alla scoperta di Antonello da Messina. Grazie alla collaborazione con la Biblioteca Marciana di Venezia, sono infatti presenti in rassegna 19 disegni, 7 taccuini e 12 fogli attraverso i quali è possibile seguire la ricostruzione del primo catalogo di Antonello, operata da questo singolare pioniere della storia dell'arte.


    Il catalogo della mostra è pubblicato da Skira e contiene saggi di Giovanni Carlo Federico Villa, Renzo Villa e Gioacchino Barbera, e cinque testi letterari di Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi e Elisabetta Rasy. Chiudono il volume gli apparati con biografia e bibliografia ragionata.

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