aziende al tempo del covid

Alberto Latorre: «Siamo rimasti sempre in contatto coi clienti, ora siamo pronti a riaprire i negozi»

Il brand manager dell’omonima azienda di abbigliamento sartoriale maschile punta da sempre sul servizio personalizzato, per questo non usa l’e-commerce - La pandemia porterà a una perdita di ricavi del 30% per il 2020

di Giulia Crivelli

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Il brand manager dell’omonima azienda di abbigliamento sartoriale maschile punta da sempre sul servizio personalizzato, per questo non usa l’e-commerce - La pandemia porterà a una perdita di ricavi del 30% per il 2020


2' di lettura

Prove di fase due per tutti, anche per le piccole e medie imprese della moda come Sartoria Latorre , azienda pugliese specializzata in abbigliamento maschile sartoriale e da sempre artigianale e rigorosamente made in Italy. Alberto Latorre, brand manager racconta obiettivi e sfide, spiegando che l’azienda non ha introdotto l’e-commerce perché da sempre focalizzata sul servizio “reale”, quello offerto in negozio. Il lockdowm ha però mostrato quanto gli acquisti online e l’integrazione dei canali diventino sempre più rilevanti.

Quali misure avete adottato per tutelare i lavoratori?
Per tutelare i nostri dipendenti, abbiamo attivato il protocollo Covid-19 dove la salute viene prima di tutto, formando il comitato aziendale di controllo, creando percorsi di ingresso differenziati a seconda dei reparti, misurando la temperatura a tutti la mattina e distanziando le postazioni di lavoro. Abbiamo inoltre fornito mascherine chirurgiche a volontà, che abbiamo pagato ben oltre i 50 cent dichiarati dal governo, fornito gel igienizzanti a ogni dipendente e sanificato tutta l’azienda, evitando il più possibile gli avventori esterni.

Potete fare una previsione di perdita di fatturato per il 2020?
Si può attualmente stimare una perdita del 30% circa.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Vi siete attrezzati con l’e-commerce? Se sì, praticando che tipo di sconti?
Noi non abbiamo il canale e-commerce perché tuteliamo i nostri clienti multi brand, con i quali cerchiamo di dialogare il più possibile per aiutarli durante questi periodi con condizioni di pagamento particolarmente comode e dilazionate nel tempo.

Come vi siete preparati / vi state preparando alla riapertura dei negozi?
Aspettiamo con ansia la riapertura dei negozi (nelle foto in alto, quello di Milano), soprattutto per cercare di capire con che spirito la gente si avvicinerà a questi. Ci auguriamo che le persone possano spendere e dare un po’ di ossigeno a questa categoria che nessuno ha aiutato, se non con l’irrisorio contributo del bonus da 600 euro.

Siete rimasti in contatto con i clienti in qualche modo?
Con i nostri clienti cerchiamo di instaurare rapporti veri e molto umani, non solo di business, quindi durante questo duro periodo ci siamo sentiti spesso e insieme stiamo cercando di trovare strategie per la ripartenza.

Cosa pensate dei format “virtuali” annunciati da Milano e Parigi per le prossime fashion week?
Per le grandi maison possono essere d’aiuto , ma per una piccola media impresa come la nostra, credo fortemente che il contatto fisico con i tessuti, le tradizioni e le persone siano fondamentali.

Avete dato un contributo con riconversioni / donazioni / raccolta fondi per l’emergenza?
Durante le prime settimane di crisi, insieme ad altri colleghi imprenditori del posto, abbiamo prodotto e donato una notevole quantità di mascherine lavabili per la locale protezione civile e il comune di Locorotondo, dove ha sede la nostra azienda.

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