INDUSTRIA

Antonio Marinaro alla presidenza di Confindustria Taranto

Sul caso ex-Ilva «vogliamo essere collante delle istituzioni e degli stakeholder», con un «obiettivo unico: stabilizzare le sorti della città

di Domenico Palmiotti


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3' di lettura

«Oggi abbiamo opportunità di investimento che però sono rimaste inattuate». Insediandosi alla presidenza di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, che prende il posto di Vincenzo Cesareo che lascia l’incarico per fine mandato, parla di «copione che si ripete», di «una città con la crescita frenata, eppure con grandi potenzialità di attrazione, determinante per la logistica e per la presenza di un importante scalo portuale, centrale per il suo polo industriale e per il reddito che produce, strategica per le diverse identità che convivono al suo interno, realtà sempre più determinanti».

Il momento è difficile.

Pesano tanto le incertezze di ArcelorMittal tra crisi di mercato, cassa integrazione, sequestro di impianti e inchieste della Magistratura. Ma ci sono anche segnali diversi. Incoraggianti. Come il fatto che, dopo gli scioperi e un incidente mortale sul lavoro (il gruista del siderurgico Cosimo Massaro travolto da una tromba d'aria insieme alla gru che manovrava), ArcelorMittal e sindacati si siano ritrovati in una task force per vedere le priorità da affrontare nell'ambito di un piano straordinario di manutenzioni della fabbrica. O il fatto che è caduto l'ultimo ostacolo per la concessione del molo polisettoriale ai turchi di Yilport - impegnatisi a riprendere i traffici - dopo che il Tar di Lecce, con sentenza, ha definitivamente rigettato il ricorso del consorzio Soutghate Europe Terminal. E probabilmente partendo anche da questo, che il nuovo presidente Marinaro afferma che «gli investimenti vanno sostenuti, accelerati, attuati e ottimizzati in nome di una crescita che deve riprendere il suo cammino interrotto». «Se a livello nazionale - sostiene Marinaro - questa esigenza si avverte prepotentemente (da un veloce calcolo, sbloccando tutti i cantieri censiti dal Cipe si creerebbero 400mila posti di lavoro), a livello territoriale la situazione si prospetta ancora più urgente perché sono già da tempo state poste le basi col tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo per dare corso agli investimenti».

Diritto delle aziende di lavorare

Per Marinaro, «occorre riaffermare il sacrosanto diritto delle nostre aziende di lavorare per interventi che concernono i processi di risanamento del territorio, ambientalizzazione e bonifiche. In virtù del Contratto istituzionale di sviluppo, bisogna far ripartire i cantieri e accelerare quelli in itinere». Marinaro indica poi una serie di obiettivi su cui lavorare insieme alla squadra dei vice presidenti (Paolo Campagna, Piero Chirulli, Salvatore Toma, Michele Viglianisi e Antonio Lenoci) mettendo al primo posto «le azioni di rebranding, di restyling dell’immagine del territorio, oggi mediaticamente riconducibile solo alle vicende del centro siderurgico, perché in un territorio attrattivo anche le imprese diventano più competitive e lavorano in condizioni di migliore favore». Segnala poi la necessità di promuovere «percorsi di diversificazione produttiva con particolare attenzione all’aspetto ambientale e alla possibilità di sviluppare progetti di economia circolare». E su ArcelorMittal, entrata in Confindustria, il presidente Marinaro afferma: «Ci sono una serie di priorità ed una serie di problemi, ma, considerato il momento, credo che ci siano tutte le condizioni favorevoli per tracciare un percorso e un obiettivo di stabilità per questo territorio». «La stabilità - aggiunge - passa ovviamente per la sicurezza e l’ambientalizzazione. Sono due elementi imprescindibili e noi saremo a supporto di ArcelorMittal. Saremo a supporto dello stabilimento, ma altrettanto saremo critici, in termini costruttivi, per incalzare e far sì che i tempi siano ristretti, ragionevoli, per dare fiducia alla città e tracciare finalmente un percorso e un obiettivo che siano di stabilità per questo territorio, che è quello che la città attende e merita».
«La vicenda Ilva-ArcelorMittal - rileva ancora Marinaro - l’abbiamo fronteggiata per tutto l’iter della presidenza precedente. Siamo allenati. Il nostro impegno sarà quello di essere attenti osservatori e orientare le decisioni nel miglior modo. Vogliamo essere collante delle istituzioni e degli stakeholder. Mi auguro - conclude il nuovo presidente di Confindustria Taranto - che il buon senso prevalga in tutti i nostri interlocutori affinché non si attuino concorrenze ma azioni congiunte finalizzate ad un obiettivo unico: stabilizzare le sorti della città».

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