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Anversa: città laboratorio di diamanti, libri e architetture mozzafiato

Nel secondo porto d’Europa il centro medievale abbraccia i boulevard ottocenteschi, il Fashion District e il design avveniristico delle archistar

di Enrico Marro

(Lebak Photography)

4' di lettura

È il secondo porto d’Europa, ma anche il primo hub mondiale nel commercio di diamanti. Nel Cinquecento rappresentava «il centro dell’economia» (parola di Fernand Braudel, lo storico francese degli Annales), ma ancora oggi qui puoi incontrare gente di oltre 170 nazionalità.

E ammirare le due più antiche macchine da stampa del mondo, fabbricate intorno all’anno domini 1600 e conservate tra le pareti in pelle dorata del museo Plantin-Moretus, patrimonio Unesco con i suoi arazzi, i dipinti e soprattutto migliaia di libri di valore inestimabile.

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La piazza Grote Markt con al centro la statua di Brabo, l'eroe romano che secondo la leggenda sconfisse il gigante Antigoon gettandone la mano nella Schelda

A mezz’ora di treno dall'aeroporto di Bruxelles, Anversa è un tesoro nascosto. Un crocevia di culture e identità raffinato come la sua cioccolata, dove i tesori della monumentale Cattedrale gotica (quattro Rubens tra tutti) e della piazza gioiello Grote Markt con al centro la Fontana di Brabo (l’eroe romano che secondo la leggenda sconfisse il gigante Antigoon), scivolano nel fiume Schelda mescolandosi con il Castello di Pietra, con l’avveniristico museo Mas in arenaria rossa e con la splendida skyline della Port House a forma di vascello-diamante, diventata il nuovo simbolo della città.

Het Steen, il castello di pietra, fortezza medievale costruita sulle rive della Schelda nel 1200: ospita il nuovo museo della città di Anversa

A ogni angolo una sorpresa

Attorno alle architetture eclettiche di primo Novecento della stazione ferroviaria, la zona ebraica dei tagliatori di diamanti cede il passo ai grandi viali ottocenteschi diretti in centro, che scivolano nelle pittoresche vie del quartiere latino, tutte moda e caffè, quindi nei vicoli medievali del cuore della città e infine nell’abbraccio con il fiume Schelda. Che apre l’orizzonte verso l'infinito.

Un dettaglio delle architetture eclettiche della stazione ferroviaria di Anversa, una delle più belle d’Europa, costruita nel primo Novecento nel cuore del quartiere ebraico dei tagliatori di diamanti (foto Woodmonkey)

La «piccola Parigi» del quartiere Zuid

Non è facile raccontare la seconda città belga. Proviamo a farlo dagli angoli meno conosciuti come il quartiere Zuid (“Sud”), una piccola Parigi modello Belle Époque costruita per la media borghesia sulle rovine di un colossale castello spagnolo con i suoi cinque bastioni a forma di stella, la Cittadella, progettata dall’ingegnere italiano Francesco Paciotti nel Cinquecento e finita di demolire nel 1881.

Nel cuore dell'ottocentesco quartiere Zuid, la “piccola Parigi”, ecco il Museo Reale di Belle Arti-Kmska appena riaperto (foto Karin Borghouts)

Un quartiere ricco di cultura con il Museo Reale di Belle Arti (Kmska) appena riaperto ma anche con il Museo di Fotografia (Fomu) e il Museo di Arte Contemporanea, Film e Cultura Visuale.

Ma anche un distretto molto ampio, con grandi piazze e aree verdi, come quella ricavata dalle antiche banchine del porto intero di Anversa, ora chiuso e trasformato in parco giochi per bambini. Negli enormi parcheggi sotterranei si trovano ovunque le tracce dei vecchi docks.

L’area del quartiere Zuid dove un tempo sorgeva il porto interno della città con le sue banchine di carico è diventata un grande parco urbano

Nieuw Zuid, laboratorio di sostenibilità

A fianco di Zuid abbiamo il modernissimo Nieuw Zuid, laboratorio della sostenibilità in costruzione tra il nuovo estroso edificio del tribunale (con le statue di Gandhi e Jan de Lichte, il fuorilegge fiammingo raccontato da una serie Netflix qui molto seguita) e le rive della Schelda.

Un quartiere all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, riscaldato dal calore dei poli industriali che circondano la città e predisposto per il riutilizzo dell’acqua piovana. Molto amato da artisti e designer.

Gli edifici Art Nouveau costruiti a fine Ottocento per l'alta borghesia fiamminga nella via Cogels-Osylei del quartiere Zurenborg (foto Kris Jacobs)

Zurenborg, il trionfo dell’Art Nouveau

Assolutamente da vedere Zurenborg, a est del centro, edificato nel tardo Ottocento per l’alta borghesia fiamminga: un trionfo di Art Nouveau a partire dai palazzi della via Cogels-Osylei e dall’intersezione tra Waterloostraat e Generaal van Merlenstraat, dove gli edifici che si affacciano sono affrescati con allegorie delle stagioni.

Cuore pulsante del quartiere è la Dageraadplaats, il “luogo dell'alba”, una piazza del mercato dove si affacciano pub, ristoranti e caffè dalla lunga storia e dove da sempre si fa notte fonda guardando le stelle brillare in cielo. Non a caso le vie intorno alla piazza hanno i nomi delle costellazioni.

Il “Quartiere Verde”, polmone di verde e di pace off limits per le auto costruito nell'area di un ex ospedale militare (foto Frederik Beyens)

All’interno di Zurenborg c’è anche il “Groen Kwartier”, il quartiere verde, costruito nell’area di un ospedale militare chiuso a inizio anni Novanta: un polmone di pace con otto ettari di verde (tutti off limits per le auto) dove troviamo il Pakt, hub di imprenditori creativi con il famoso Caffènation, uno dei più famosi della città.

Il Museo della Moda, appena riaperto nel cuore del quartiere latino (foto Matthias De Boeck)

Il Fashion District

Puntando verso il centro ecco il quartiere latino, oggi Fashion District, altro fiore all’occhiello della città con gli originali atelier, le boutique che sembrano uscite da una macchina del tempo (quella di A. Boon per esempio vende solo guanti) e gli store concept.

Qui la moda è di casa dal 1663, quando venne fondata l’Accademia Reale delle Belle Arti, ma è esplosa negli anni Ottanta con i famosi “Antwerp Six”, i sei giovani fashion designer belgi che hanno conquistato il mondo. Non a caso qui c’è il Museo della moda, appena riaperto.

Il museo Plantin-Moretus, paradiso dei bibliofili, dove oltre a migliaia di libri di valore inestimabile sono conservate le due più antiche macchine da stampa del mondo

Il paradiso dei bibliofili

Di fianco alla grande piazza del mercato del venerdì, il “Vrijdagmarkt”, ricostruita dopo essere stata rasa al suolo da un missile V2 nazista durante la guerra, troviamo uno dei gioielli di Anversa: il museo della stampa Plantin-Moretus.

Un viaggio tra antiche Bibbie illustrate (con testi a fronte in latino, greco e aramaico) ma anche mappe, testi scientifici di botanica, macchine da stampa, caratteri mobili. E migliaia di libri antichi. Un paradiso dei bibliofili.

Alcuni antichi caratteri mobili da stampa conservati al Plantin-Moretus (foto Ans Brys)

Dalla Cattedrale alla «Piccola Isola»

Attraversato il centro con la Cattedrale del 1521, la piazza Grote Markt e il Castello di Pietra sulle rive della Schelda, ecco le architetture mozzafiato di Eilandje, “la Piccola Isola”, ex area portuale dove le archistar hanno dato il meglio di sé a fianco di storiche banchine e gru di carico.

Una veduta di Eilandje con al centro il museo Mas, la “torre d’argilla rossa” alta sessanta metri che ospita una collezione di mezzo milione di opere

Nella “Piccola Isola” troviamo antichi magazzini come quelli della Red Star Line, la compagnia belga “gemella” della White Star del Titanic, che proprio da qui tra il 1873 e il 1934 portò nelle Americhe due milioni di emigranti.

Il Museo della Red Star Line racconta le loro storie con oggetti, video, interviste, modelli, installazioni interattive, abiti e ricostruzioni d’interni. Fino al loro arrivo a Ellis Island, dall’altra parte dell’oceano.

Un manifesto della Red Star Line, la compagnia di navigazione belga che tra il 1873 e il 1934 trasportò due milioni di migranti da Anversa alle Americhe

La torre d’argilla e la nave diamante

A Eilandje troneggia il museo Mas, la “torre d'argilla rossa” alta sessanta metri disegnata dallo studio Neutelings Riedijk Architects di Rotterdam e inaugurata nel 2011 nel centro del vecchio porto. Racchiude una collezione da mezzo milione di pezzi. Dal tetto, aperto al pubblico fino a mezzanotte, il panorama sulla città specchiata nel fiume è imperdibile.

L'ingresso ad Anversa da nord attraverso il fiume Schelda. A sinistra la Port House disegnata da Zaha Hadid, iconico vascello di diamanti diventato il nuovo simbolo della città

Poco più a nord, alle porte di Anversa, ecco accendersi la splendida Port House di Zaha Hadid, costruita su una vecchia caserma dei pompieri nel 2016. Un vascello fatto di diamanti, che la notte brilla come un faro all’imbocco di una delle città più sorprendenti d’Europa.


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