ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLo sprint del commissario

Anziani, insegnanti, forze armate e richiami: come cambia il piano vaccini

Annunciata dal ministro Speranza l’estensione dell’intervallo tra le due iniezioni di Pfizer e Moderna a 42 giorni. Oltre 4,2 milioni di dosi in consegna tra il 15 e il 22 aprile

di Nicola Barone

L'Europa accelera con i vaccini ma e' allarme scorte

4' di lettura

Priorità della priorità sono gli ultraottantenni, i più falcidiati dall’epidemia per i quali si guarda a una messa in sicurezza entro aprile. Spazio poi alle persone con elevata fragilità, familiari conviventi e i caregiver e subito dopo ci sono gli italiani che hanno tra i 70 e i 79 anni e quelli nella fascia 60-69, a cui va riservato prevalentemente il vaccino di Astrazeneca.

È la nuova impostazione del piano vaccinale messa a punto per dare uniformità alla campagna accelerando il raggiungimento degli obbiettivi che, in certe fasce, sono largamente lontani. Dalla somminstrazione ritardata delle secondi dosi si attende un contributo ulteriore per allargare nel più breve tempo possibile la platea dei protetti. Sempre che le aziende produttrici nel flusso di sieri mantengano le promesse, viste le continue sorprese registrate sinora.

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Via al completamento dei sanitari in prima linea

In arrivo entro martedì sono 360mila dosi di vaccino nell’hub della Difesa a Pratica di Mare, che saranno poi distribuite alle Regioni. Di queste, 184.800 riguardano il primo carico di Johnson&Johnson mentre altre 175.200 sono di AstraZeneca (oltre allo slot settimanale di Pfizer). È diventato ormai chiaro che funzionali alle riaperture sono i numeri delle vaccinazioni raggiunti luogo per luogo e uno dei parametri cruciali sarà proprio il tasso di occupazione delle terapie intensive dove in maggioranza finiscono purtroppo i più anziani. Accanto a loro, in parallelo, va portata a termine la vaccinazione dei sanitari, ma solo quelli «in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura» della malattia e coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private.

Stop a personale scolastico e forze dell’ordine

I criteri ridisegnati dal commissario per l’Emergenza Francesco Paolo Figliuolo bloccano dunque la vaccinazione del personale scolastico, delle forze armate e delle forze di polizia, tranne che per chi ha avuto la prima dose che potrà completare il ciclo. Stop anche alle somministrazioni nelle carceri, a meno che non si tratti di persone over 60 o fragili. E nessuna chance di procedere ha, al momento, il programma immaginato per rendere le isole Covid free (la piattaforma che consentiva di prenotare il vaccino per i residenti di Ischia, Procida e Capri è stata sospesa). Con disappunto del comparto turistico che aveva sostenuto e apprezzato lo sforzo di alcune Regioni che su richiesta dei sindaci si erano attivate per dare a tutti sulle isole minori la possibilità di essere vaccinati.

Per Pfizer e Moderna richiami dopo 42 giorni

In questo trimestre sono attesi 50 milioni di vaccini, di questi 7,3 milioni da parte del neoentrato Johnson&Johnson. «Se riusciremo a vaccinare la maggior parte della popolazione, questa estate ci potremo consentire molte più libertà», spiega il ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista a Repubblica indicando novità in arrivo, tra cui un richiamo Pfizer e Moderna a 42 giorni, non più 21 e 28 («si recuperano due o tre settimane e può essere utile in questa fase»). E inoltre la possibilità per gli over 60 di presentarsi agli hub per farsi immunizzare con AstraZeneca senza prenotazione con le dosi residue.

Il sì (condizionato) di Aifa

Sull’opportunità di allungare l’intervallo fra le due iniezioni scudo, per ottimizzare al massimo l’armamentario disponibile per immunizzare il maggior numero di persone, la Commissione tecnico scientifica di Aifa ha evidenziato come l’ideale sia rispettare la distanza fra le due dosi, di 21 giorni per Pfizer e 28 per Moderna, come indicata nei riassunti delle caratteristiche di prodotto (Rcp). Ma se si rendesse necessario dilazionare, allora non vanno comunque superati i 42 giorni, arco di tempo massimo contemplato, secondo quanto scritto nei Rcp e secondo quanto dichiarato anche dall’Organizzazione mondiale della sanità, per entrambi i vaccini a mRna.

In consegna oltre 4,2 milioni tra 15 e 22 aprile

I vaccini che saranno consegnati tra il 15 e il 22 di aprile alle strutture sanitarie delle Regioni ammontano a oltre 4,2 milioni. Secondo quanto comunicato dalla struttura commissariale per l’emergenza presieduta dal generale Figliuolo, oltre alle linee Pfizer, Moderna e Vaxzevria (AstraZeneca), le consegne riguarderanno anche Janssen (Johnson & Johnson). «Per quest’ultimo vaccino - somministrabile in un'unica soluzione - si tratta del primo approvvigionamento in assoluto per l'Italia». In particolare - spiegano dall'ente - è prevista la distribuzione di oltre tre milioni di Pfizer suddivisi in due mandate di 1,5 milioni, circa mezzo milione di Vaxzevria, oltre 400mila di Moderna, e di più di 180mila di Janssen (Johnson&Johnson). I 4,2 milioni di dosi - insieme a quelle ancora nelle disponibilità delle Regioni - «contribuiranno in modo significativo - spiegano ancora dalla struttura commissariale - al raggiungimento del target della campagna a livello nazionale: per la settimana 16-22 aprile si stimano circa 315mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2.200 punti vaccinali in tutta Italia attivi». Intanto il numero di persone di età superiore agli 80 anni che ha ricevuto almeno una somministrazione ha superato quota 3 milioni, con un incremento di 500mila unità rispetto alla settimana precedente. È stato così raggiunto con almeno una dose il 70% della platea di oltre 4,5 milioni rilevata con il sistema informatico “Tessera sanitaria” e verificata dalle Regioni/Province autonome.

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