ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa riforma della previdenza

Pensioni, ipotesi Ape sociale allargato per il dopo Quota 100

Nel cantiere-pensioni tra le ipotesi allo studio c'è anche quella di porre fine alle versione sperimentale dell'Anticipo pensionistico sociale rendendolo permanente ed estendendolo a nuove categorie di lavori gravosi. Le forze politiche sollecitano anche nuove forme di flessibilità in uscita in attesa della proposta del governo

di Marco Rogari

Ghiselli (Cgil): "Senza confronto su pensioni pronti a sciopero"

2' di lettura

Un Ape sociale “allargata” e in versione strutturale. E, quindi, non più a tempo e solo in forma sperimentale. È una delle ultime ipotesi che si è affacciata nel cantiere del dopo Quota 100 e che potrebbe essere presa in considerazione dal governo. Ma i partiti della maggioranza chiedono di più. E continuano a guardare a tre opzioni per introdurre dal 2022 nuove forme di flessibilità in uscita: da nuove “Quote” alla creazione di un fondo ad hoc per il settore privato chiamato a gestire i pensionamenti anticipati fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Il tutto in attesa della proposta del governo, che, come ha annunciato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, sarà «equilibrata» e terrà conto delle «preoccupazioni di breve e medio termine» sulla previdenza.

Una fisionomia definitiva per l’Ape sociale

Entrato “in servizio” nel maggio 2017, l’Anticipo pensionistico sociale, che non è altro che un sussidio interamente a carico dello Stato erogato dall’Inps, è stato prorogato più volte rispetto alla scadenza originaria di fine 2018. L’ultimo prolungamento a tutto il 2021 è scattato con la legge di bilancio approvata dal parlamento alla fine del 2020. L’Ape sociale è destinata ai disoccupati di lungo corso, a chi assiste familiari o persone in estrema difficoltà, a una quindicina di categorie di lavoratori impegnati in attività considerate usuranti. Una platea che dovrebbe essere significativamente estesa dalla prossima manovra autunnale anche sulla base delle indicazioni che arriveranno dall’apposita Commissione tecnica incaricata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, di studiare la gravosità dei lavori. Non solo: in sede tecnica si sta anche valutando la possibilità di rendere strutturale l’Ape sociale facendolo uscire dalla fase sperimentale.

Loading...

Il nodo risorse

Il presidente della commissione tecnica sui lavori gravosi, Cesare Damiano, conferma che non tutte le risorse fin qui destinate all’Ape sociale sono state spese. Ci sarebbero pertanto alcuni risparmi da utilizzare per potenziare questo strumento. Ma molto dipenderà da come si chiuderà la partita sulle nuove misure pensionistiche da adottare per il dopo Quota 100, che potrebbero richiedere costi non proprio trascurabili. Il Mef non sembra disposto a fare grandi concessioni, anche perché con l'invecchiamento della popolazione è già previsto un naturale aumento della spesa pensionistica, che, tra l’altro, Bruxelles chiede di contenere.

Alla maggioranza l’Ape non basta

I partiti della maggioranza guardano con favore al rafforzamento dell’Ape sociale, ma giudicano questo strumento insufficiente per affrontare il dopo Quota 100. La Lega è disposta a rinunciare per il momento a quota 41 (l’uscita con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica), ma punta su una proroga di almeno un anno proprio di Quota 100 o, in alternativa, sulla creazione di un apposito Fondo per gestire i pensionamenti anticipati almeno nel settore privato. Il Pd e i Cinque stelle considerano necessarie uscite flessibili anche con 62-63 anni di età. E su una analoga posizione sono i sindacati.

Le opzioni alternative

Tra le ipotesi tecniche alternative c’è quella di estendere il canale di uscita anticipata già previsto dai lavoratori totalmente contributivi (almeno 64 anni di età e 20 di contribuzione) ai lavoratori nel sistema “misto” (con una fetta retributiva) e il calcolo dell’assegno interamente con il metodo contributivo. Nel menù anche la possibilità di uscita con 62 anni d’età e almeno 41 anni di contribuzione.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti