Luiss

«Apertura internazionale, ricerca, connessione col mondo del lavoro e innovazione didattica»

Il rettore della Libera università internazionale degli studi sociali, Andrea Prencipe, analizza e spiega le scelte e le motivazioni alla base dell’exploit

di Maria Piera Ceci

3' di lettura

Ha guadagnato 46 posizioni in un anno, 200 negli ultimi cinque anni. Una scalata importante quella della Luiss, Libera università internazionale degli studi sociali di Roma, che fa il suo ingresso tra le prime 100 università al mondo per l'area Social Sciences and Management del QS World University Rankings by Subject 2022. Ad entrare nelle Top 100 quest'anno anche Giurisprudenza e Business and Management.

Tre punti di forza

La Luiss ha fatto leva su tre i punti chiave, spiega il rettore, Andrea Prencipe: apertura internazionale, reputazione della ricerca e forte connessione con il mondo del lavoro e, infine, innovazione didattica. «Scalare oltre 200 posizioni è un record internazionale che abbiamo raggiunto lavorando su queste tre direttrici importanti. Per quanto riguarda la prima, abbiamo un corpo docente e una popolazione studentesca sempre più internazionali. Oltre 40 nazionalità rappresentate fra i docenti, oltre 80 nazionalità fra gli studenti. Più del 50 per cento dei corsi è erogato in lingua inglese. Oltre 300 collaborazioni con università partner in 65 Paesi e 57 programmi fra doppia laurea e partnership strutturate. Abbiamo lanciato quest'anno anche il primo triple degree fra Roma, Washington e Pechino per lo studio di Business administration e relazioni internazionali. Si tratta del corso ACE: America, China, Europe. Seconda direttrice su cui abbiamo puntato è l'interdisciplinarietà. Noi siamo un'università di scienze sociali, ma abbiamo innestato sulla nostra specificità una serie di specializzazioni verticali, come finanza marketing e imprenditorialità. Poi ci sono le specializzazioni orizzontali: tutti i nostri studenti e le nostre studentesse studiano il coding, per accrescere le competenze digitali a prescindere dal percorso scelto. Nello stesso tempo studiano letteratura italiana, filosofia, storia dell'arte antica e archeologia. Siamo convinti che le scienze umanistiche allenino il pensiero critico, il pensiero laterale, l'apertura mentale, skills sempre più importanti nei contesti lavorativi nei quali saranno inseriti dopo la laurea. Terzo elemento su cui abbiamo lavorato è l'innovazione didattica. Stiamo abbandonando la didattica tradizionale e frontale e stiamo abbracciando una didattica attiva, che vede gli studenti come protagonisti del loro percorso di apprendimento. Come? Permettendo loro anche di confrontarsi con il mondo reale: imprenditori, manager, diplomatici».

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Un lavoro di accompagnamento al mondo del lavoro che ha dato i suoi frutti.
«I nostri studenti riescono ad avere offerte di lavoro prima del conseguimento della laurea. Supera il 90 per cento il tasso di occupazione per i laureati a un anno dal titolo. Secondo l'ultima indagine JobPricing, Luiss è tra le università con i migliori percorsi di carriera, sia per l'andamento dei compensi, con una crescita retributiva pari al 79% (+6% rispetto al 2020), sia per la quota di laureati che ricopre ruoli dirigenziali (pari al 10,7%)».

Un sistema universitario quello italiano che fa passi avanti nel suo complesso.
«La percezione del sistema universitario italiano è ancorata a elementi non particolarmente positivi, ma il QS World university rankings by Subject 2022 dimostra che può dire la propria in diversi ambiti disciplinari: la Sapienza ha il primato in studi classici a livello mondiale, siamo molto forti nell'area dell'ingegneria, architettura, design e delle scienze sociali, come nel caso della Luiss».

Resta il primato degli atenei anglosassoni. Cosa hanno in più?
«Le università anglosassoni hanno sempre puntato sull'internazionalizzazione e sono riuscite ad attrarre menti giovani, fra gli studenti, ma anche fra i ricercatori e nello staff amministrativo. Nell'Europa del sud non abbiamo colto subito questa dimensione. Ora invece può diventare per noi un elemento di crescita. Senza dimenticare però la nostra tradizione: siamo un'università con radici profonde, storiche, che ha sempre fornito una preparazione ampia e solida. Questa preparazione permette ai ragazzi di reinventarsi continuamente nel loro percorso di carriera. Una specializzazione immediata non è una soluzione al cosiddetto mismatch, al disallineamento fra domanda e offerta di lavoro. Invece una preparazione di base solida e fondata su pilastri disciplinari importanti permette ai giovani di reinventarsi nel loro percorso professionale».

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