emergenza coronavirus

App anticontagio e test rapidi, il “Piano sanitario” del ministro Speranza

Priorità alla diffusione delle mascherine e Dpi tra i cittadini e gli operatori sanitari (medici e infermieri in primis) e delle professioni più a rischio

di Vittorio Nuti

Coronavirus: test rapidi a tutti e riavvio "a scaglioni"

Priorità alla diffusione delle mascherine e Dpi tra i cittadini e gli operatori sanitari (medici e infermieri in primis) e delle professioni più a rischio


4' di lettura

Un “Piano sanitario” in cinque punti - dal rafforzamento dei presidi sanitari territoriali alla mappatura tramite app dei contagiati - per uscire «con grande gradualità e cautela» dall'emergenza coronavirus. È quanto illustra il ministro della Salute Roberto Speranza in alcune interviste in cui inquadra in modo sistematico una serie di iniziative sanitarie per il contrasto dell'epidemia già in essere o prossime a partire. Vediamo per capitoli i contenuti degli interventi sul tavolo.

1) mascherine e distanziamento sociale
Il primo punto del Piano conferma e ribadisce la prosecuzione della politica di “scrupoloso distanziamento sociale nei luoghi di vita e di lavoro” come principale misura di contenimento del Covid-19. Priorità anche alla diffusione delle mascherine e Dpi tra i cittadini e gli operatori sanitari (medici e infermieri in primis) e delle professioni più a rischio (come gli addetti alle pulizie) per ridurre il rischio di infezioni. Speranza non pensa tanto a un obbligo generalizzato a indossare le mascherine a livello nazionale, ma piuttosto una generale raccomandazioni a utilizzarle in larga scala. E la stretta in questo senso già decisa dalla Lombardia (la Regione italiana più colpita dal virus) è senz'altro in linea con la strategia ministeriale. «Una diffusione intelligente di mascherine ci aiuta in questa battaglia - sottolinea il ministro al Corriere della Sera - purché non le si utilizzi per andare a correre nel bosco e si eviti di usare quelle con il filtro, riservate al personale sanitario».

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2) Rafforzamento delle reti sanitarie locali
Il secondo punto del Piano speranza prevede il rafforzamento dei servizi di prevenzione e delle reti sanitarie del territorio «come arma principale per combattere il virus». In pratica, si tratta di diffondere e rendere omogeneo le modalità di intervento sui casi di sospetta infezione. Già in molte Regioni, come la Toscana, le Asl hanno istituito le Unità sanitarie di continuità assistenziale (Usca) con il compito di effettuare l'assistenza per la gestione domiciliare a sostegno di pazienti affetti da Covid-19, che non necessitano di ricovero ospedaliero, o sospetti di infezione. Tali squadre sono considerate fondamentali anche per tenere sotto controllo la diffusione della malattia nella Residenze sanitarie assistite.

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3) Covid Hospital
Nelle ultime settimane, sono moltissime le strutture sanitarie dedicate esclusivamente ai pazienti Covid attivati dalle Regioni in tutta Italia, i cosiddetti “Covid Hospital”. Il piano ministeriale, consocio che l'emergenza è tutt'altro che finita, e che il problema del trattamento dei contagiati sarà una priorità ancora a lungo punta a rafforzare ulteriormente la creazione di queste strutture, da mantenere attive anche quando la diffusione del contagio perderà forza e il coronavirus diventerà un rischio sanitario sotto controllo. Per Speranza infatti gli ospedali tradizionali devono potersi «concentrare su tutte le terapie ordinarie», perché «purtroppo non è che il coronavirus ha fatto sparire altre malattie anche gravi».

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4) Test rapidi e studio a campione
La circolare che mette insieme gli interventi del piano strategico di Speranza conferma il ruolo fondamentale dei test, molecolari e sierologici, per individuare malati e portatori sani. Il documento richiama in particolare le istruzioni operative diffuse dal ministero il 3 aprile per dare il via libera ai test molecolari Rna veloci, da effettuare innanzitutto sul personale sanitario, i soggetti fragili e gli ospiti delle residenze sanitarie assistite. L'obiettivo dei test veloci è dimezzare i tempi di risposta rispetto a quanto ottenuto fino a oggi. Speranza annuncia poi l'avvio a breve di uno studio nazionale su un campione di decine di migliaia di persone per individuare con maggiore esattezza possibile le dimensioni effettive del contagio.

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5) App modello Corea per mappare gli spostamenti
Il Piano strategico tracciato dal ministro ha anche un capitolo dedicato alla tecnologia a servizio della Sanità. Speranza parla di «rafforzamento delle strategie di contact tracing e di teleassistenza con l'utilizzo delle nuove tecnologie». In particolare, i cittadini potranno scaricare una App utile per tracciare ggli spostamenti dei malati di coronavirus nelle 48 ore precedenti il contagio. La stessa App servirà a informare i cittadini sulle eventuali cure domiciliari, a controllare i valori del sangue e della pressione durante la quarantena e a rendere possibili i contatti diretti con i medici.

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