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App nei distributori automatici: è boom, monetine addio

Supporta pagamenti via app, insomma, il 20% delle oltre 800 mila “vending machine” (distributori automatici) installate in tutta Italia

di Alessandro Longo

2' di lettura

Ben un distributore automatico su cinque in Italia ha un'app per comprare snack, bevande. Si assiste a una crescita rapida per questo strumento, che era del tutto assente fino a cinque anni fa. Risulta da uno studio, il primo nel suo genere, realizzato da Ipsos per Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica e presentato il 12 maggio presso Venditalia Worldwide Vending Show, la più importante manifestazione dedicata alla distribuzione automatica che si tiene fino al 14 maggio 2022, nei padiglioni 3 e 4 di Fieramilanocity.
Supporta pagamenti via app, insomma, il 20% delle oltre 800 mila “vending machine” (distributori automatici) installate in tutta Italia all'interno di aziende, uffici pubblici, ospedali, stazioni, aeroporti e metropolitane.
Secondo lo studio l'86% dei distributori automatici, prevalentemente quelli negli uffici, sono già dotati di sistemi di cashless “classici” (ossia le famose “chiavette”), il 66% di gettoniere “rendiresto” e il 17% di lettori di banconote.
Le app di pagamento contribuiranno a liberarci delle monetine ma anche delle chiavette.
E, sebbene oggi il transato tramite app rappresenta solo il 3% del fatturato, gli stessi operatori prevedono che nell'arco dei prossimi tre anni raggiungerà il 18%, secondo lo studio.
Il 55% degli operatori del settore della distribuzione automatica intervistati ritiene che ci sarà una rapida diffusione dei pagamenti elettronici nel settore per vari motivi. Soprattutto per la comodità d'uso (78%), per l'attrattività di questi strumenti di pagamenti per i loro clienti (57%), per non perdere consumazioni (29%), per la riduzione dei costi connessi (25%), per incentivi pubblici (10%).
La tendenza alla crescita del pagamento elettronico è confermata anche dal Politecnico di Milano per quanto riguarda l'intero comparto del commercio: “I pagamenti digitali in Italia – spiega Ivano Asaro, Direttore dell'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano – sono in costante crescita da alcuni anni e nel 2021 le transazioni digitali hanno registrato un +34% e il transato digitale il +22% rispetto all'anno precedente. La componente che cresce maggiormente è il mobile e wearable payment che nel 2021 cresce addirittura del + 90%”.
In questo fenomeno, l'app è il vertice più innovativo e non è solo una comodità per l'utente. Ne deriva anche un vantaggio per il mercato e per l'efficienza del sistema. “Grazie all'app è possibile sapere in tempo reale cosa viene consumato, dove e quando; si può sapere con tempestività se un prodotto è terminato in poche ore, così lo si può rifornire subito. E si resta allineati alle tendenze di consumo”, dice Massimo Trapletti presidente di Confida. “Il pagamento tramite app, oltre ad essere preferito dalle giovani generazioni, apre quindi un canale di comunicazione col consumatore finale consentendo anche di fare delle promozioni. Risolve inoltre il problema della disponibilità e del costo della gestione della moneta, fornendo uno strumento che si può ricaricare in qualsiasi momento”, aggiunge.
Le app più diffuse sono nelle macchinette aziendali, come alternativa alla chiavetta, e sono di aziende specializzate. Le principali, secondo Confida: Coffee Cup Venpay, MatiPay, Pay4Vend Coges, Breasy Evoca.
Nei distributori presenti in luoghi pubblici invece cominciano a diffondersi app generaliste di pagamento come Satispay.


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