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App e sensori: così la tecnologia ha conquistato le piste da sci

Caschi geolocalizzabili, maschere con microchip, software e abbigliamento tecnico sono le nuove frontiere del maggiore sport invernale. E non importa se sei solo uno sciatore della domenica

di Biagio Simonetta

(Agf)

3' di lettura

Che tu sia uno sciatore della domenica, o un “super esperto” di quelli che prendono le seggiovie «senza guardare» (per citare Filippo Caccamo, star di TikTok), poco cambia: perché la tecnologia è arrivata ormai da qualche anno sulle piste da sci. Ne ha cambiato la fruizione, e forse anche il divertimento. Fra sensori sempre più precisi, applicazioni per monitorare le performance, materiali ultra-leggeri ma allo stesso tempo caldi, maschere che cambiano colore e tanto altro ancora, il mondo dei gadget è in continuo fermento anche per chi ama sciare.

Uno degli esempi più concreti di tecnologia che abbraccia lo sci è senza alcun dubbio quello di Electra, una maschera da sci prodotta da una Srl italiana (Out Of) che è in grado di cambiare colore in base alle condizioni di luce. È un po’ quello che molti sciatori aspettavano da tempo, perché in un’intera giornata in quota capita spesso di imbattersi in piste più buie (magari che passano nel bosco), oppure in repentini cambi di luminosità per l’arrivo delle nuvole. E allora una maschera che si adegua alle condizioni di luce è una bella trovata.

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In questa maschera è presente una piccola cella fotovoltaica che alimenta un’elettronica interna ed uno speciale film LCD. Grazie a questa cella, l’alimentazione è costante e non richiede alcuna batteria da ricaricare. Il chip lavora in continuazione per modulare la luminosità del film LCD in base alle condizioni di luce.

Una bella trovata. Certo, se registrasse anche video, sarebbe perfetta. Ma niente paura: perché chi non ama montare telecamere sul casco (come l’intramontabile e sempre performante GoPro), può trovare una soluzione molto smart nei Ray-Ban Stories, prodotti da Luxottica in partnership con Meta. Si tratta dei classici Ray-Ban Wayfarer che però montano una telecamera in grado di registrare video brevi (della durata di 30 secondi) e scattare foto. Si comandano vocalmente, e questo non è un dettaglio mentre si scia. E la qualità del registrato è apprezzabile. I contenuti finiscono poi sullo smartphone, e da lì è possibile condividerli con gli amici sui vari social. La pecca è che 30 secondi di registrazione ci sono parsi pochi. Di certo non è possibile registrare la discesa di un’intera pista.

Altro capitolo a cui la tecnologia sta dando una grande mano è quello della sicurezza. Abbiamo provato il casco Smith Vantage che monta il sistema di protezione a zone Koroyd e il Mips Safety System, tecnologie che assorbono l'energia sprigionata dagli urti. Il Mips Safety System è infatti un sistema a piano di scorrimento progettato per ruotare all'interno del casco in tutte le direzioni e ridurre così le forze rotazionali che si generano durante un impatto. Presenta 21 fori di ventilazione con doppia possibilità di regolazione che consentono di modulare il flusso dell’aria in base alle condizioni esistenti (e grazie a un gioco particolare consente di non far appannare la maschera). Sul casco abbiamo montato un riflettore autoadesivo della Recco: costa pochi euro e in caso di valanghe consente di individuare chi è stato sepolto dalla neve.

Capitolo abbigliamento: diffidate da oggetti che si riscaldano collegandoli a una USB: è molta visione, per ora poco altro. Esistono invece aziende, come The North Face, che da anni studiano materiali tecnici ad alte prestazioni: leggeri e allo stesso tempo caldi. L’abbinata giacca e pantaloni da sci Summit Tsirku Futurelight è progettata per proteggere dalle condizioni alpine più difficili, con un mix di tecnologie applicate ai materiali riciclati. I filati Spectra ripstop resistono all’abrasione mentre il tessuto Futurelight offre una protezione traspirante e impermeabile durante la discesa.

Infine i guanti: ne esistono di diversi modelli, alcuni con materiali “touch” che consentono di gestire lo smartphone a chi non riesce a fare a meno di scatti e condivisioni. In generale, però, se le temperature sono impegnative i guanti “touch” non saranno i vostri migliori amici. In questo caso i “Patrol inferno” di The North Face non vi tradiranno.

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