giustizia amministrativa

Appalti, concorsi e farmacie: la sanità di fronte a Tar e Consiglio di Stato

I ricorsi in materia di sanità davanti ai giudici amministrativi rappresentano circa il 3% dell’intero contenzioso di Tar e Consiglio di Stato

di Antonello Cherchi


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(Fotolia)

1' di lettura

Se si dà uno sguardo ai ricorsi più recenti si scopre che i giudici amministrativi sono chiamati a decidere sulle problematiche più varie: si va dall’accorpamento dei reparti ospedalieri al fabbisogno dei posti letto, dall’apertura di una struttura sanitaria privata all’obbligo di vaccinazione per essere ammessi a scuola, dalla vendita all’ingrosso di medicinali all’equivalenza terapeutica di farmaci con principi attivi diversi. Sono solo alcuni dei casi che arrivano di fronte a Tar e Consiglio di Stato in materia sanitaria. Contenzioso che, seppure di poco, cresce: i ricorsi in primo grado nel 2017 sono stati 1.346 e nel 2018 sono diventati dieci in più (1.356).

Il primato degli appalti
Le cause sanitarie rappresentano circa il 3% dell’intero contenzioso di Tar e Consiglio di Stato. La fetta più grossa dei ricorsi proviene dalle procedure di appalto (nel 2018 sono stati 850, di cui 661 al Tar e 189 al Consiglio di Stato), seguiti da quelli relativi sulle farmacie (122 in primo grado e 11 in appello) e sulle procedure di accreditamento al sistema sanitario (57 al Tar e 63 al Consiglio di Stato).

Più sentenze che ricorsi
L’afflusso dei ricorsi va di pari passo con il loro smaltimento. Anzi, il saldo è favorevole: nel 2017, infatti, di fronte a 1.630 cause complessive arrivate davanti ai giudici amministrativi (sia in primo sia in secondo grado), quelle decise sono state 1.899. Ancora meglio l’anno scorso, quando i ricorsi complessivi sono cresciuti raggiungendo quota 1.697, ma anche quelli definiti sono diventati 2.177.

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