La proposta

Appalti, per evitare il collasso dei cantieri urgono compensazioni ai rincari automatiche e in tempo reale

Servono misure risolutive per evitare che saltino le imprese e il blocco del Pnrr

di Giorgio Santilli

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3' di lettura

Il governo ha varato, dal maggio 2021 (Dl 73/2021, art. 1-septies) a oggi, varie misure per attenuare il problema dei rialzi dei prezzi di materie prime (e ora energia) negli appalti di lavori pubblici. È un percorso a tappe, per aggiustamenti successivi. Ma queste misure non sono risolutive di un problema ormai diventato devastante: per le imprese, che rischiano di saltare, ma anche per il sistema e per la realizzazione del Pnrr. Proviamo a capire se ci sono possibili soluzioni risolutive da mettere in campo.

1 - PROCEDURE DEFATIGANTI

Arrivare un anno dopo a cosa serve?

La relazione tecnica dell’articolo 23 del Dl 21/2022 evidenzia che c’è stato un numero «elevato» di richieste di accesso al fondo nazionale per le compensazioni relative al primo semestre 2021: 449 stazioni appaltanti per 1.118 operatori economici. Si può discutere se questi numeri siano davvero elevati in un Paese con 33mila stazioni appaltanti e nel pieno di un boom di opere, ma non è questo il punto. Il punto è che la procedura approvata dal Parlamento nel luglio 2021 - che prevede molti passaggi che ricostruiremo in una prossima puntata - arriva a emettere decreti di pagamento (ma i fondi sono già arrivati alle stazioni appaltanti? quando arriveranno alle imprese?) nel marzo 2022. Per opere del primo semestre 2021. Il che significa che ci sono anche rialzi relativi al gennaio 2021: più di un anno dopo. Qualcuno pensa davvero che questo possa essere il modo per risolvere i problemi attuali di rialzo dei costi? Si pensa davvero che rispetto alla crisi drammatica di questi giorni l’ossigeno alle imprese possa arrivare per questa strada?

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2 - METODOLOGIA STATISTICA

Un sistema di indici dei prezzi più europeo

È importante avere una metodologia statistica più efficace di quella attuale, in grado di rappresentare la realtà dei cantieri. In Francia, Spagna e Romania, gli indici del settore sono stati costruiti con riferimento a tipologie standard di opere (22 in Francia, una settantina in Spagna), basati su banche dati dell’Istituto statistico nazionale e riferite alla nomenclatura Eurostat. Sono costruiti e sperimentati con le associazioni di costruttori. Le formule per elaborare gli indici mensili sono semplici: vengono considerate le varie componenti dei lavori tipo (costo del lavoro, materiali, energia, attrezzature, ecc) alle quali si attribuisce un peso. Ad esempio, l’indice mensile francese di scavo di gallerie con TBM considera il 33% di costo del lavoro, il 25% di materiali (cemento e barre d’acciaio), il 27% di attrezzature, il 3% di energia (elettricità e gasolio), il 5% di gestione rifiuti e il 7% di altre tipologie di spese. La parte fissa è generalmente del 10%. Se l’indice gallerie aumenta del 20% aumenta automaticamente del 18% il corrispettivo dei singoli lavori per la galleria. Semplice, no?

3 - I TEMPI DELLA CRISI

Rilevazioni mensili, non semestrali

Il meccanismo avviato in Italia è quello di rilevazioni semestrali. In un mondo veloce come l’attuale, che richiede soluzioni rapide ai problemi, questa soluzione lenta può avere solo due giustificazioni: o la “macchina statistica”, da sempre non particolarmente brillante in questo settore, fa fatica a produrre dati più rapidamente; oppure c’è sempre il nodo del controllo della spesa pubblica per cui, a dispetto dell’urgenza e dell’equità, conta solo tenere chiusa la borsa della spesa pubblica attraverso procedure lente e defatiganti. La soluzione efficiente ed equa sarebbe che, se un aumento di prezzi impatta oggi sui costi dell’opera, le compensazioni avvenissero in tempo reale.

4 - MENO BUROCRAZIA

Una compensazione automatica

Le criticità evidenziate ai punti 1 e 2 hanno una sola risposta possibile: tagliare alla radice la burocrazia, gli infiniti passaggi che rendono il meccanismo inefficiente in termini di tempi di risposta. Quindi meno passaggi, meno decreti, meno visti, meno giustificativi. Almeno in questa fase in cui i fenomeni di oscillazione dei prezzi sono rapidissimi, è necessario costruire indici solidi che consentano di trasferire subito sull’opera i rialzi (e le riduzioni) dei prezzi delle principali componenti e materie. Nulla osta che un sistema automatico, meno vischioso e più efficiente, possa valere anche a regime.

5 - RISPOSTA ALL’EMERGENZA

Ossigeno alle imprese: un sistema di acconti

Il decreto legge 21 contiene una novità che si muove nella giusta direzione: la possibilità per il ministero delle Infrastrutture di anticipare il 50% delle risorse del fondo nazionale per le compensazioni. Ma questo è solo un passaggio isolato mentre tutto il sistema dovrebbe ruotare intorno al verbo “anticipare”. Il ragionamento andrebbe rovesciato: è alle imprese che devono arrivare gli anticipi. Se non si riesce a mettere a punto un sistema automatico e in tempo reale, almeno si dia la possibilità alle imprese di rientrare dai sovraccosti con forme di acconto che possono poi essere conguagliate quando arrivano i calcoli definitivi. Se non si evita di scaricare sulle imprese gli extracosti e se non si riguadagna la fiducia delle imprese, il sistema è destinato comunque al collasso. Sarà comunque una corsa alle sospensioni.

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