l’assembela di alleanza delle cooperative

Appalti della Pa: nella valutazione cresce l’attenzione alla qualità

Positivi i dati dell’analisi di bandi del periodo gennaio-luglio 2019, ma c’è il rischio che la richiesta alle imprese di prestazioni accessorie mascheri il ricorso al massimo ribasso

di G.Pog.


2' di lettura

«La Tav fa la differenza in termini di Pil, tra il 2020 e il 2021 saranno attivati due collegamenti veloci da Reggio Calabria con Roma e con Venezia e da Lecce con Milano. Sarà anche attivata la linea ad alta capacità tra Reggio Calabria e Salerno». Intervenendo ieri all’assemblea dell’Alleanza delle cooperative, la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, è tornata sulla ricerca dell’Università Federico II, che ha calcolato come nelle città collegate con l’alta velocità il Pil sia cresciuto 7 punti e mezzo di più rispetto a quelle non collegate, per confermare il programma di interventi per la rete Av si soffermandosi sulla miriade di appalti bloccati: «I cantieri non partono per scelte politiche. Ho trascorso giornate intere chiusa in riunione con gli amministratori locali per sbloccare i cantieri. Occorre avere più coraggio altrimenti non se ne esce».

Alla domanda sulle concessioni autostradali ad Autostrade per l’Italia, la ministra De Micheli ha risposto ribadendo: «Stiamo aspettando alcuni pareri, poi prenderemo la decisione. I tempi? Sarà a giorni o settimane, appena avremo la possibilità di condividere la decisione con i colleghi di governo e prima con il presidente del Consiglio». In tema di appalti bloccati il viceministro al Mise, Stefano Buffagni, ha invece puntato l’indice su «quelle imprese che preferiscono alimentare i contenziosi più che completare i lavori, con il risultato che lavorano più i legali che gli ingegneri».

L’assemblea di Alleanza delle Cooperative
Nel corso dell’assemblea annuale Alleanza delle Cooperative (Confcooperative, Legacoop e Agci) ha anche presentato i dati dell’analisi di bandi (700) del periodo gennaio - luglio 2019, per lavori oltre i 2 milioni di euro e per servizi superiori ai 750mila euro, svolta con il progetto “politiche strategiche e livelli di tutele nei contratti pubblici”, promosso dall’Osservatorio sugli appalti pubblici. «L'Osservatorio evidenzia un’attenzione crescente delle PA alla qualità del progetto nella valutazione dell’offerta - ha sotttolineato il presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Mauro Lusetti -. C’è però il rischio che la frequente richiesta alle imprese di prestazioni accessorie mascheri il ricorso al massimo ribasso».

Il trend
La ricerca conferma il trend registrato nel primo monitoraggio (2017), con un’aumentata propensione delle stazioni appaltanti a riconoscere all’offerta tecnica più di 70 punti su 100 (che è il “plafond” minimo di legge). Nei lavori il peso al progetto, fra 70 e 80 dei punti disponibili, è rilevato nell’83,33% dei bandi esaminati, mentre oltre gli 80 punti nel 13,19%. Nei servizi, l’incidenza del progetto fra 70 e 80 punti è maggiore, interessa l’88,73% dei bandi esaminati, mentre oltre gli 80 nell’8,20%. «Gli appalti sono una leva enorme di sviluppo - ha aggiunto Maurizio Gardini copresidente di Alleanza Cooperative -. Il massimo ribasso non è l’unico nemico da abbattere. Soffriamo un intasamento delle fonti che danno vita a un pluralismo interpretativo che blocca il mercato. Troppo spesso le procedure finiscono nei tribunali. Il Fondo d’investimento e sviluppo infrastrutturale ha una dotazione pluriennale di decine di miliardi. Ne è stato speso uno “zero virgola”. Occorre spenderli bene. Per riuscirci servono competenze e capacità».

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