inchiesta della procura

Appalti pilotati in Sanità, nove arresti a Roma


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2' di lettura

Raffica di arresti nella Sanità a Roma nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma riguardante le ipotesi di reato di corruzione e di turbativa di gara pubblica per l'assegnazione di opere manutentive di strutture sanitarie della Capitale. Per ordine del Gip i Carabinieri hanno disposto gli arresti domiciliari per sei tra dirigenti di Asl e imprenditori, mentre altri due dirigenti Asl e un gestore di laboratori di analisi cliniche sono stati condotti in carcere.

Dieci indagati per traffico di influenze e false attestazioni
Nel quadro degli accertamenti su cui lavorano gli investigatori sono invece indagate altre dieci persone tra dirigenti e pubblici ufficiali, imprenditori, tra cui il senatore di Forza Italia Antonio Angelucci. Gli indagati sono ritenuti coinvolti in una ramificata rete di reciproche facilitazioni affaristiche finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali perpetrate mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni.

Angelucci e il tentativo di “aggiustare” due processi
Tra gli indagati, il nome più noto è quello di Angelucci, accusato di traffico di influenze illecite. La vicenda ruota attorno a Maurizio Ferraresi, medico dell'Asl Roma 1, e al giudice in pensione della Corte di Cassazione, Amedeo Franco, che avrebbero tentato di aggiustare due procedimenti giudiziari che riguardano il Consorzio San Raffaele e la finanziaria Tosinvest, entrambe riconducibili al senatore. Stando agli atti d'indagine sarebbe stato Ferraresi, contattato da Angelucci, a offrirsi di sistemare le due vicende giudiziarie. Nei documenti giudiziari si legge che la contropartita data all'ex giudice Franco sarebbe rappresentata da un documento che avrebbe consentito a una amica brasiliana dell'ex magistrato di rifarsi il seno addebitando i costi (circa 9mila euro) su una compagnia assicurativa.

Le pressioni dell’ex giudice della Cassazione Franco
Franco, «già giudice in pensione - si legge negli atti - accettava la promessa» intervenendo «nei confronti di giudici appartenenti alla VI sezione della Corte di Cassazione» per «ottenere l'annullamento delle ordinanze di sequestro preventivo emesse dal Tribunale del Riesame di Bari e adottate nei confronti del Consorzio San Raffaele spa e Finanziaria Tosinvest per un importo complessivo pari a poco meno di 7 milioni di euro impugnata in Cassazione». Il secondo intervento, invece, riguarderebbe un altro ricorso alla Suprema Corte relativo a una casa di lavoro. Le richieste agli ex colleghi, però, non sortiscono alcun effetto.

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