CORONAVIRUS

Appelli per la tutela dei magistrati tributari da Amt, Uncat e commercialisti

L’Amt scrive ai presidenti delle Ctr e Ctp, l’Uncat denuncia grave immobilismo e i commercialisti paventano una lesione del diritto alla difesa

di Federica Micardi

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(Imagoeconomica)

L’Amt scrive ai presidenti delle Ctr e Ctp, l’Uncat denuncia grave immobilismo e i commercialisti paventano una lesione del diritto alla difesa


2' di lettura

Anche la giustizia tributaria teme il Covid-19. Per questo il presidente dell’Amt, Associazione magistrati tributari Daniela Gobbi, in attesa delle decisioni che saranno adottate nelle prossime ore dalle istituzioni competenti, ha scritto una lettera ai presidenti delle Commissioni tributarie regionali e provinciali chiedendo loro «di valutare i mezzi più idonei da adottare a tutela del personale giudicante» e, dove necessario, di prevedere: il rinvio delle udienze di merito in calendario, fatte salve le udienze cautelari fissate per la discussione delle sole istanze di sospensione; l’esonero, su semplice richiesta, dalla partecipazione alle udienze di magistrati residenti o domiciliati nelle zone rosse, gialle o altrimenti interessate dalla possibilità di contagio.
L’Amt chiede inoltre che le sedi della giustizia tributaria vengano bonificate, che siano dotate di disinfettante per le mani, e che il personale amministrativo e di magistratura, specie se impiegato in attività che prevedano il contatto con il pubblico, venga dotato di mascherine idonee a prevenire il contagio.

L’appello dell’Uncat
Un appello arriva anche dall’Uncat, l’Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi, che denuncia il grave immobilismo delle istituzioni responsabili del Governo e della Giustizia tributaria, unica tra le giurisdizioni non contemplata da alcun provvedimento d’urgenza (legislativo o regolamentare o organizzativo).
Gli avvocati tributaristi, anche alla luce delle varie iniziative che sono state assunte dai responsabili delle commissioni tributarie a macchia di leopardo sul territorio, chiedono con urgenza la definizione di un unico provvedimento unificante per un piano di interventi comune, che contempli: tempi, modalità e criteri di governo dell'emergenza; un periodo uniforme di sospensione delle udienze.
Oltre l’emergenza, Uncat chiede che si cominci fin da subito a pianificare le attività giurisdizionali ordinarie, e cioè quelle immediatamente successive alla scadenza della sospensione delle udienze, proponendo:
l’aumento del numero delle udienze in modo da ridurre il numero di fascicoli trattati in ciascuna;
in extrema ratio, e ove l’emergenza dovesse protrarsi, la trattazione dei ricorsi in camera di consiglio, così come normativamente previsto.

L’appello delle associazioni dei commercialisti
Le associazioni dei commercialisti Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec e Unico, attraverso un comunicato congiunto chiedono l’«interruzione e rinvio delle udienze in seno alle Commissioni tributarie provinciali e regionali, con l’eccezione delle udienze riguardanti misure cautelari, nonché la sospensione degli ulteriori termini processuali, oltre a quelli di impugnazione di atti tributari e amministrativi, quale ulteriore misura preventiva necessaria al contenimento dell'emergenza sanitaria in atto». Sul territorio nazionale si registrano molti rinvii delle udienze dovuti alla particolare situazione, e, sottolineano le associazioni, generano un’anomala difformità di condotta rispetto al funzionamento generale della giustizia tributaria. Ma non è tutto, la paura del contagio sta spingendo alcune Commissioni tributarie, a chiedere alle parti di difesa processuali,di rinunciare alla pubblica discussione,cose che, sottolineano le associazioni «comporterebbe una lesione del diritto alla difesa».

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