Automotive

Appello del mondo automotive: «Senza incentivi la quota dell’elettrico crollerà»

tanto il viceministro allo Sviluppo economico Pichetto Fratin assicurà: «Il Governo metterà in campo nuove misure a sostegno della domanda del mercato»

di Filomena Greco

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Sono quasi contemporanee le prese di posizione degli operatori del settore automotive e del viceministro dello Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin. La filiera dell’auto, dalle imprese dell’indotto fino ai dealer e alle concessionarie, firmano un appello destinato al Governo italiano «per definire un piano strutturale per la mobilità elettrica, di vitale importanza per non interrompere il trend di crescita degli ultimi anni nel momento in cui è necessaria una rapida accelerazione verso la transizione ecologica». Quasi nelle stesse ore il viceministro piemontese ribadisce che il Governo sta vacendo le sue valutazioni e che «è intenzione del Mise reintrodurre gli Ecobonus per le vetture elettriche. Vedremo in quale entità».

A firmare il manifesto a sostegno della mobilità elettrica sono Adiconsum, Anfia, Anie, Assofond, Class Onlus, Motus-E e Ucimu. «Nella Legge di Bilancio 2022 – scrivono – è totalmente assente una strategia per la transizione energetica del settore automotive e per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica private. Senza interventi strutturali, molto probabilmente quest’anno la quota di mercato dei veicoli a zero o ridottissime emissioni precipiterà». Mentre l'anno scorso è iniziato con una quota del 4,7%, argomentano, e si è concluso con il 13,6% nel mese di dicembre dicembre, «quest’anno rischia di assestarsi su valori tra il 6 e il 7%, ben lontani dalle previsioni per gli altri Paesi europei».

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Un trend veloce di crescita su cui riflette lo stesso viceministro. «Le auto elettriche sono passate dalle 8mila del 2019 a oltre 30mila nel 2020 fino a 70mila nel 2021 e cresceranno ancora». Ma non è possibile, aggiunge Pichetto Fratin, integrare completamente il prezzo. Secondo la sua ricostruzione politica il Mise avrebbe chiesto circa un miliardo di risorse a sostegno del mercato dell’auto, risorse che l’Esecutivo ha scelto di destinare a interventi su caro prezzi e caro energia.

Le proposte presentate dal mondo dell’automotive seguono tre assi. A cominciare dalla prosecuzione dell'ecobonus nel triennio 2022-2024 con una progressiva rimodulazione degli incentivi nel tempo, a fianco ad interventi per le infrastrutture di ricarica private, come la prosecuzione del credito di imposta del 50% per le utenze domestiche, le imprese e le partite Iva, oltre a una misura per l’installazione di ricariche nei condomini. «Andrebbe inoltre aggiunta l'inclusione delle spese per la ricarica nei sistemi di welfare aziendale, come oggi già avviene per le carte carburante, e la previsione di una specifica tariffa elettrica dedicata alla mobilità privata, simile alla tariffa domestica» scrivono.

Ultimo capitolo, a sostegno della transizione tecnologica delle imprese della filiera, è quello relativo a misure a sostegno della riconversione industriale e della formazione dei lavoratori, indispensabili per non perdere competitività.«Senza questi tre pilastri di interventi – scrivono le organizzazioni – lo sviluppo della mobilità elettrica rischia di restare bloccato interrompendo la crescita di un mercato che, dal 2018 ad oggi, ogni anno ha raddoppiato il suo valore e sul quale sono basati gli impegni presi dall’Italia in sede europea per la riduzione delle emissioni al 2030».

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