i segreti del territorio

Appennini, al crocevia tra Europa e Mediterraneo


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2' di lettura

La Diga Paduli è nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino tosco emiliano, che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia Romagna, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo. Un crinale che corre sul filo dei 2mila metri al centro di un Paese, l’Italia, che a sua volta è crocevia di Europa e Mediterraneo. Anche per questo, in queste zone, si concentra buona della biodiversità italiana, favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.

La morfologia di questi Appennini, plasmata da cime poco marcate e da contrafforti ondulati, che contrastano con le guglie aguzze delle Alpi Apuane, è il risultato di processi che risalgono alla Preistoria, con l’emersione di diverse formazioni, come i Gessi del Triassico, gli Ofioliti del Giurassico ed i Torbiditi del Cretaceo. Ma la storia degli Appennini si legge anche negli elementi infrastrutturali, oltre alle antiche mulattiere e ai percorsi selciati, molte delle strade che attraversano il Parco hanno una forte valenza storica: si tratta di tracciati che hanno segnato il paesaggio di questi territori da secoli, da quando i mercanti, i pellegrini ed anche i briganti passavano dal versante padano a quello tirrenico e viceversa, attraverso i Passi del Lagastrello, del Cerreto e di Pradarena. Senza contare i piccoli borghi, arroccati sulle alture o adagiati ai piedi dei monti, che sono un elemento fondamentale dell'immagine del Parco.

Infine flora e fauna. La prima riflette la straordinaria varietà degli Appennini: brughiere a mirtilli, praterie di vetta, boschi di faggio e di quercia, conifere, castagneti e torbiere caratterizzano il paesaggio e il territorio del Parco. La fauna comprende invece numerose specie protette come il lupo, l’aquila, la poiana e il falco pellegrino.

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