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Appennini senza neve, danni per almeno 50 milioni. Santanché: risposte in tempi brevi

Per i fondi il governo pensa a risorse Covid non spese dalle Regioni e cassa integrazione per i lavoratori stagionali

Ritocchi al prezzo dello skipass e cannoni neve a basso impatto

3' di lettura

Ammontano almeno a 50 milioni di euro i danni “diretti” delle attività legate alla montagna che le cinque regioni coinvolte nella crisi dovuta alla mancanza di neve sugli Appennini lamentano al tavolo convocato dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè con le regioni e le categorie di settore. «Ma potrebbero addirittura triplicare se verranno considerati anche i danni indiretti» ha spiegato il presidente della Toscana Eugenio Giani.

Le risposte del Governo

Il Governo è pronto a intervenire con «risposte entro breve, 2-3 settimane» ha spiegato Santanchè, perché «il tempo è una categoria per gli imprenditori fondamentale: vuol dir fare chiudere aziende e far perdere posti di lavoro». La ministra del Turismo ha aggiunto: «Ci hanno parlato di 50 milioni, ma ho chiesto alle Regioni singolarmente di fare delle stime precise, perché i danni potrebbero essere maggiori».

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Quattro misure di sostegno

Le misure di sostegno al quale pensa il Governo si concentrareanno su quattro direttive: «Abbiamo messo a terra il fatto - spiega la ministra - che abbiamo un fondo del ministero per poter finanziare investimenti per gli impianti di risalita e sull’innevamento, e abbiamo deciso che possiamo ristornare gli investimenti che molte di queste località danneggiate hanno fatto nel 2022 e quindi poter dare subito loro questi denari che sono stati investiti in modo da dare risorse fresche e non peggiorare la loro situazione».

I fondi Covid da recuperare

Il secondo passo sarà «liberare i fondi Covid che alcuni Regioni hanno in pancia, ma ma che non possono essere utilizzati per altre finalità e crediamo di poterlo fare rapidamente».

Ammortizzatori per il settore

Spiegando la terza misura, Santanchè rivela di aver parlato con la ministra del Lavoro Marina Calderone. «L’abbiamo sensibilizzata, ma già lo era, sul problema degli ammortizzatori sociali e lavoreremo da questo punto di vista, perché i lavoratori stagionali non possono avere la cassa integrazione in deroga. Vogliamo dare delle risposte anche agli stagionali, che comprendono in questo caso, ad esempio, anche i maestri di sci che sono una categoria che sta soffrendo moltissimo perché non hanno lavorato un’ora».

L’Imu alle zone disagiate

La quarta misura, ha chiarito la ministra, è stata suggerita dal presidente della Toscana Eugenio Giani. «Lavoriamo - spiega - anche su una misura del governo Monti, su suggerimento del presidente Giani che ho accolto, relativa al fatto che il 50% della riscossione dei Comuni doveva essere stornato per le zone disagiate, e invece in questo momento emergenziale sarebbe opportuno che queste risorse potessero rimanere sul territorio».

Ad esempio «per l’Abetone su 1,9 milioni di euro, 1 milione viene restituito in questo fondo nazionale - spiega Giani -. Noi chiediamo che per le località di montagna dell’Appennino dove c’è l’emergenza neve quello che viene riscosso venga rispeso in quel comune. Non costa un euro in più allo Stato ma la solidarietà, in questa situazione, è rispenderli dove vengono riscossi». Una misura che, secondo la ministra del Turismo, «potrebbe essere temporanea, la studieremo bene» ha aggiunto Santanchè.

Assoturismo: turismo invernale Appennini vale 2 miliardi

«È urgente intervenire per sostenere il turismo in Appennino, che solo nel periodo invernale vale circa 2 miliardi di euro e impiega 65mila persone in oltre 14mila strutture ricettive e pubblici esercizi. Si tratta di un settore che coinvolge 9 regioni e 160 comuni che garantiscono accoglienza per quasi 6 milioni di presenze invernali sugli appennini». Così il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina a margine dell’incontro tra le associazioni di categoria e la ministra del turismo Daniela Santanchè.

«Nello scenario di difficoltà attuale, legato alla crisi energetica e all’emergenza climatica, riteniamo sia necessario mettere in atto tutte le azioni possibili e utili all’intera filiera produttiva turistica. Chiediamo interventi mirati e immediati per sostenere le imprese e l’apertura di un tavolo specifico per la gestione dei cambiamenti climatici in atto e la destagionalizzazione di un prodotto così importante per l’economia italiana».

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