ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa sanzione

Apple, 12 milioni di multa dalla Russia per il caso Kaspersky

Due anni fa il gigante russo della cybersicurezza aveva accusato l’azienda di aver bloccato l'accesso a una sua applicazione di parental control. Ora la sanzione, in un momento molto delicato per i rapporti fra i due Paesi

di Biagio Simonetta

(Reuters)

2' di lettura

Abuso di posizione dominante e conseguente multa per 12 milioni di dollari. Apple è finita nel mirino dell'agenzia anti-monopolio russa, che ha annunciato la condanna del gigante californiano «per aver abusato della sua posizione dominante nella distribuzione di applicazioni mobili sul sistema operativo iOS».

Una storia iniziata un paio d'anni fa, che culmina in una sanzione che arriva in un momento molto delicato per i rapporti fra i due Paesi.

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Il gelo fra Washington e il Cremlino è esploso qualche settimana fa, con il neo presidente americano Joe Biden che senza troppi giri di parole ha dato dell'assassino a Vladimir Putin, riaccendendo una miccia che da qualche anno – almeno apparentemente – sembrava spenta.

E anche per questo, la multa ad Apple va al di là della semplice condanna, accendendo scenari geopolitici in grande fermento. La condanna odierna è arrivata dopo che nel 2019, il gigante russo della cybersicurezza, Kaspersky, aveva accusato Apple di aver bloccato l'accesso a una sua applicazione di parental control proprio mentre ne lanciava una molto simile.

Quelli di Kaspersky lamentarono il fatto di essere stati esclusi da iOS (e quindi dal florido mercato dei possessori di iPhone e iPad), accusando Apple di giocare in modo scorretto.

«Dal nostro punto di vista – dicevano da Kaspersky all'epoca dei fatti, del 2019 - Apple sembra utilizzare la sua posizione di proprietario della piattaforma per dettare le condizioni e impedire ad altri sviluppatori di operare su un piano di parità con essa».

Un'accusa pesante, con conseguente denuncia, culminata con la condanna odierna. Dal canto suo, Apple, ha già fatto sapere di voler reagire: «Rispettiamo il Servizio federale antimonopolio della Russia, ma non siamo d'accordo con la decisione e continueremo a presentare ricorso a tempo debito».

Giova ricordare che qualche settimana fa, sempre Apple, era stata costretta delle autorità russe a un cambio radicale nella gestione delle applicazioni che si trovano di default sugli iPhone.

A seguito dell'entrata in vigore di una nuova legge mirata a promuovere l'adozione di software russo, e al contempo di limitare la dipendenza da applicazioni progettate da società straniere (con lo scopo di ottenere un maggiore controllo sul web), gli iPhone che finiscono nel mercato russo presentano, di default, un pacchetto di applicazioni “made in Russia” da poter installare subito, scegliendo di utilizzarle al posto di quelle tradizionali di Apple.

Le app, che compaiono immediatamente all'attivazione di un nuovo iPhone o un nuovo iPad, sono ben undici, e sono fornite direttamente dal governo di Mosca. Tra queste il browser Yandex (che prende il posto di Safari), ma anche Mail.ru, ICQ, il social network VK e l'app per il video streaming OK. Va detto che l'installazione rimane facoltativa, e l'utente può scegliere se usare le app tradizionali proposte da Apple.

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