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Apple, acquisto da un miliardo delle attività Intel nei chip per modem

Apple conquista i microprocessori Intel per i modem degli smartphone. Un’operazione da oltre un miliardo di dollari, secondo le indiscrezioni che hanno svelato negoziati in stadi ormai avanzati. E che rappresenta una delle rare, grandi acquisizioni volute dal gruppo guidato da Tim Cook

di Marco Valsania

3' di lettura

New York - Apple conquista i microprocessori Intel per i modem degli smartphone in un’operazione da oltre un miliardo di dollari e che rappresenta una delle rare, grandi acquisizioni volute dal gruppo guidato da Tim Cook. Ben più del valore finanziario - in realtà spiccioli per una Apple con in cassaforte 245 miliardi, 113 al netto del debito - conta qui però la portata strategica: il “colpo” rappresenta una mossa pensata per rafforzare l’eco-sistema industriale e tecnologico della Mela, capace di renderla sempre più autosufficiente e di proteggere la sua competitività impadronendosi d’una componente essenziale per i suoi popolari iPhone.

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Apple rileva sia i brevetti che il personale specializzato dell’attività messa all’asta da Intel (circa 2.200 dipendenti del produttore di microprocessori che verranno trasferiti sotto il tetto del produttore di iPhone insieme a proprietà intellettuali, attrezzature e contratti). In dote arriverebbero in particolare anni di lavoro per lo sviluppo di tecnologie destinate alle reti cellulari di nuova generazione 5G, che possono consentire ad Apple di avanzare rapidamente verso questa frontiera. La società, grazie a propri chip su misura e proprietari, avrà anche la chance di ridare smalto all’iPhone, tuttora il suo prodotto di punta e motore di profitti e fatturato (nonostante la crescita del segmenti dei servizi) ma parso avvicinarsi alla maturità e con vendite in rallentamento. L’operazione dovrebbe essere completata nel quarto trimestre del 2019 ed è soggetta ai via libera regolatori.

L’impegno di Apple nel business dei microprocessori, oltretutto, era già cominciato. Di recente l’azienda ha dato la caccia a ingegneri e tecnici da dedicare al loro sviluppo e ha annunciato il progetto di aprire una sede apposita a San Diego con 1.200 dipendenti. Apple ha avviato una strategia di produzione interna di un crescente numero di componenti, inglobando asset di fornitori: l’anno scorso era toccato alla Dialog Semiconductor, che aveva passato direttamente a Apple per 600 milioni di dollari 300 ingegneri e strutture per chip di gestione delle batterie. Questa tendenza l’ha vista alzare il tiro delle acquisizioni in termini di cifre e ambizioni: in passato rilevava 15-20 aziende l’anno da integrare immediatamente. La più grande operazione risale al 2014 con i 3 miliardi spesi per Beats Electronics.

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Intel, da parte sua, ha in programma di abbandonare le attività legate agli smartphone, pur continuando a lavorare sulle tech 5G per altri gadget mobili. Il segmento per i modem lo aveva comprato dalla tedesca Infineon Technologies nel 2011 per 1,4 miliardi ma oggi, nonostante i suoi sforzi, è l’epicentro di perdite superiori al miliardo di dollari l’anno.
Un accordo tra Apple e Intel presenta ancora incognite. Trattative tra i due gruppi sono affiorate ripetutamente nell’ultimo anno soltanto per arenarsi. L’ultima rottura era avvenuta nei mesi scorsi quando Apple raggiunse una nuova intesa pluriennale per la forniture dei chip in questione con Qualcomm, rivale di Intel i cui processori per modem sono considerati superiori. Qualcomm aveva concluso l’accordo come parte della soluzione trovata alla battaglia legale scatenata contro la società di Cupertino, che aveva accusato di violazioni della proprietà intellettuale nella tecnologia wireless.

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