Auto e tecnologia

Apple Car, ora l’ipotesi è un lancio nel 2025. Il boss degli orologi farà macchine

Il progetto è stato avviato nel lontano 2014 e si sono avvicendati ben cinque responsabili. L'ultimo è un esperto del software, Kevin Lynch, l'uomo che ha consacrato l'Apple Watch

di Alberto Annicchiarico

Dieci anni senza Steve Jobs

3' di lettura

Mentre la realtà del Covid fa slittare al 1 febbraio il ritorno dei dipendenti alla loro scrivania, non tutti insieme ma a piccoli gruppi, e lo smart working assume la dimensione di quattro settimane all’anno anche viaggiando, tornano a filtrare le indiscrezioni sull'oggetto più misterioso di Cupertino, l'Apple Car. Il progetto è stato avviato nel lontano 2014 e si sono avvicendati ben cinque responsabili. L'ultimo in ordine di apparizione è un esperto del software, Kevin Lynch, l'uomo che ha consacrato l'Apple Watch, ma che non è un esperto di automobili.

Apple, secondo quanto riportato da Bloomberg, punta molto su un mezzo a guida pienamente autonoma senza volante e senza pedali, come un minivan con i passeggeri seduti lungo i lati e al centro un grande iPad con i comandi. Sembra in parte il Canoo Lyfestile (che però il volante ce l’ha). La Mela penserebbe a un lancio tra quattro anni, nel 2025. Tanto è bastato a spingere il titolo al 2,85% e a riconsegnare a Apple la vetta delle market cap, con 2.590 miliardi di dollari, davanti a Microsoft (2.562).

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Tornando alla Apple Car, è una mission impossible o no? Finora il full self driving di Tesla (in realtà una guida autonoma di livello 2 e non 4 come sarebbe stato nei desiderata di Palo Alto) si è dimostrato ancora molto carente e pericoloso (non rari gli incidenti). Waymo (cioè Alphabet, cioè Google) perde pezzi in termini di personale per le difficoltà incontrate. Uber ha venduto l’anno scorso la divisione guida autonoma. L'unico risultato concreto per Apple - che da anni, fra mille illazioni, è accreditata di cercare un partner industriale, da Hyundai a Volkswagen - sarebbe il processore. Il chip è stato progettato dal gruppo di ingegneria del silicio del colosso di Cupertino, che ha disegnato i processori per iPhone, iPad e Mac, non all’interno del team automobilistico. Il lavoro ha incluso l’affinamento del software che gira sul chip per tradurre in realtà la guida autonoma. I primi test sarebbero in fase di partenza, con una flotta di 69 suv Lexus.

Lo sforzo, quindi, prosegue. E passa anche per la campagna acquisti, dato che negli ultimi anni molte sono state, tra lotte intestine e licenziamenti, anche le defezioni. La più clamorosa è stata quella del capo del progetto e vicepresidente Doug Field, già capo ingegnere di Tesla. Da settembre è passato a Ford. Così, spostato Lynch dall’Apple Watch alle quattro ruote, è stato ingaggiato CJ Moore, ex direttore software per la guida autonoma di Tesla e con lui molti altri ingegneri della casa di Elon Musk. Nelle ultime settimane, Apple ha anche contattato un esperto di sistemi di climatizzazione di Volvo Car, un manager di Daimler Trucks, ingegneri di sistemi di batterie di Karma Automotive, un ingegnere di sensori di Cruise di General Motors, ingegneri della sicurezza automobilistica da aziende come Joyson Safety Systems.

Il colosso tech guidato dal ceo Tim Cook sta anche assumendo ingegneri del software per lavorare su «esperienze di interazione umana con la tecnologia autonoma», secondo alcune note interne di Apple, suggerendo che è in fase di sviluppo l’interfaccia utente dell’auto. Il software sarebbe basato su una tecnologia simile al sistema operativo iOs, quello dell’iPhone.

iPhone, si sa, è il device origine della fortuna di Apple, che adesso, per prevenire il declino (il mercato globale degli smartphone è fermo sul miliardo e mezzo di unità vendute ormai dal 2016, mentre l’apporto del melafonino ai ricavi è sceso dal 65% al 50% dal 2015 a oggi, ndr), si lancia nell’avventura dell’automotive alla spina, il nuovo Eldorado: 5 triliardi di dollari nel decennio. Sta già succedendo per una big cinese degli smartphone, Xiaomi. Lo stesso vale per Foxconn, il gruppo taiwanese che gli iPhone li costruisce in Cina e che adesso vuole mettersi ad assemblare automobili elettriche, sue e di altri. Anche in America, con Lordstown Motors.

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