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Apple fa lo sgambetto a Google e Facebook: con iOS 14 cambia il tracciamento dei dati

Il nuovo sistema operativo della casa di Cupertino, in arrivo nelle prossime settimane, cambierà in modo drastico la modalità di profilazione degli utenti. E potrebbe far male i big player dell'advertising online

di Biagio Simonetta

Apple apre il terzo store a Singapore (epa)

3' di lettura

Uno sgambetto che potrebbe risultare più pericoloso del previsto. È quello che sta per succedere fra Apple e i maggiori player di advertising online (dunque Google, Amazon e Facebook). Con l'imminente arrivo del nuovo sistema operativo per iPhone – la versione 14 di iOS – ogni utente potrà gestire la propria esposizione online.

Cosa significa? Significa che i possessori di un iPhone con a bordo iOS 14 potranno impedire alle varie applicazioni di tracciare le proprie attività online. E il risultato è abbastanza chiaro: senza profilazione, diventa molto più difficile proporre inserzioni pubblicitarie centrate sugli interessi degli utenti. Di conseguenza, le campagne potrebbero perdere appeal ed efficacia. Una vicenda che è più grave di quanto si possa immaginare, per aziende come Google e Facebook che hanno modelli di business basati sull'advertising online. Modelli che trovano in Apple un avversario molto duro, considerato che da anni – a Cupertino – cercano di innalzare il livello di privacy dei propri utenti.

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Quello che succederà con iOS 14 sarà un passo molto importante. Il sistema progettato da Apple e inserito nel nascente sistema operativo (dovrebbe arrivare nel mese di settembre) ha a che fare con l'IDFA, che sta per ID for Advertisers. Questo codice, con cui Apple associa ad ogni dispositivo in commercio, serve proprio per tracciare gli interessi degli utenti (che comunque rimangono sempre anonimi). Con iOS 14, l'utilizzo dell'IDFA non sarà più automatico, ma verrà eseguito con richiesta all'utente. In realtà, una soluzione simile è già stata adottata da Apple con il browser Safari.

Stavolta, però, il produttore californiano ha deciso di estendere il tutto anche alle applicazioni che vengono installate sul device. Senza l'utilizzo del famoso codice, la profilazione degli annunci sarà impossibile. E se oggi, aprendo un'app con annunci di auto usate, Facebook si riempie immediatamente di pubblicità di automobili, domani potrebbe non succedere più.

Grazie ai nuovi sviluppi, con iOS 14 il tutto verrà deciso alla prima apertura di una nuova applicazione (di quelle che solitamente utilizzano IDFA). Al primo tap, infatti, comparirà un messaggio per chiedere all'utente se intende concedere l'autorizzazione al tracciamento delle proprie attività a scopi pubblicitari. In caso negativo, l'app non fornirà dati agli inserzionisti. È chiaro che un'operazione del genere proietta Apple verso un sistema sempre più protetto, dove la privacy degli utenti ricopre un ruolo sempre più importante.

Dall'altro lato, invece, per alcune aziende questo aggiornamento è una cattiva notizia. È soprattutto Facebook ad aver avvertito il colpo, non nascondendo le sue preoccupazioni, perché i ricavi potrebbero scendere «a causa della ridotta capacità degli inserzionisti di indirizzare le loro campagne e di valutarne l'andamento». La società di Menlo Park ha fatto sapere che ritiene necessario un confronto nel settore «per decidere cambiamenti nelle politiche delle piattaforme».

Intanto le sue app per iOS 14 (dunque Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger) potrebbero rinunciare all'utilizzo dell'IDFA, dato che sarà del tutto inutile. Mentre potrebbero lasciarlo attivo per chi utilizzerà versioni di iOS precedenti. Una soluzione, quest'ultima, di certo poco efficace: la pervasività dei nuovi iOS è solitamente molto alta, e gli iPhone che rimangono con versioni del sistema operativo precedente sono da subito poco con tendenza a diminuire ulteriormente.

Al momento è difficile capire quanto questa vicenda potrà impattare il mondo della pubblicità online. Di certo Apple è un colosso, e i suoi iPhone sono un veicolo molto importante per il settore dell'advertising mobile. Il punto è che senza autorizzazione sul tracciamento, gli utenti continueranno a vedere annunci pubblicitari. Ma questi non saranno profilati e dunque dovrebbero risultare meno efficaci. Una vicenda che di certo farà ancora discutere.


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