PRIMA SOCIETà usa OLTRE QUESTO LIMITE

Apple fa la storia: vale oltre mille miliardi di dollari

di Alberto Annicchiarico

Reuters

2' di lettura

Doveva succedere ed è puntualmente successo. Apple, anche se solo per una manciata di minuti, alle 11.48 ora locale è diventata la prima società quotata made in Usa a superare la capitalizzazione di mille miliardi di dollari (nel 2007 ci era riuscita, a Shanghai, PetroChina, che oggi vale poco più di 200 miliardi), coronando così un decennio di irresistibile ascesa trainata dal suo prodotto più iconico, l’iPhone. Le azioni della compagnia tecnologica sono salite oggi di quasi il 3% a 207 dollari, portando il guadagno a circa il 9 per cento da martedì, giorno in cui sono stati pubblicati risultati trimestrali al di sopra delle aspettative e il colosso di Cupertino ha reso noto di aver riacquistato 20 miliardi di dollari di azioni proprie. Un trend, quello dei buy-back, alimentato dalla riforma fiscale voluta da Donald Trump, che sta spingendo le compagnie Usa a riportare a casa centinaia di miliardi di dollari.

Nata nel garage del co-fondatore Steve Jobs nel 1976, Apple, nel corso degli ultimi decenni, ha cambiato per prima - inseguita dai competitor - il modo in cui le persone sono connesse fra loro. E ha spinto i suoi ricavi (2017) a 230 miliardi di dollari, oltre i Pil di parecchi paesi: il Portogallo, per esempio, il Vietnam, la Nuova Zelanda o la Repubblica Ceca. Il titolo della Mela è cresciuto del 50.000 per cento dall’offerta pubblica iniziale del 1980, eclissando l’aumento di circa il 2000 per cento dell'S&P 500 negli stessi quattro decenni.

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Ma anche in un giorno che scrive la storia, visto che la società guidata da Tim Cook diventa la più grande di Wall Street per capitalizzazione (alla morte di Jobs, nel 2011, valeva 350 miliardi), Apple sa di non potersi adagiare sugli allori. Il mondo corre e, in presenza di un mercato degli smartphone che non vivrà mai più l’espansione degli ultimi due lustri e dà chiari segni di frenata, il produttore dei Mac potrebbe perdere la leadership a vantaggio di Alphabet, la controllante di Google, o Amazon (viaggiano verso i 900 milioni di dollari, anch’esse ben decise a rompere la barriera del trilione). Previsione condivisa da molti esperti.

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A quasi undici anni dal lancio l’iPhone, in effetti, rappresenta la più grande sfida per Apple. Nonostante i profitti dei servizi, il melafonino ha generato il 61% delle vendite della società nel suo ultimo anno fiscale, dal 56% nel 2014. Cook dovrà quindi trovare la giusta combinazione di nuovi prodotti hardware di successo e , ancora di più, di servizi che prosperano sui dispositivi. Il mondo è grande e la concorrenza sempre più agguerrita, basti pensare alla crescita vertiginosa di player come Huawei. Tutto è ancora possibile, quindi. Il dominio sul mondo tech è nelle mani di Apple e resterà sicuramente tale soltanto se a Cupertino sapranno tirare fuori un nuovo coniglio dal cilindro.

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