Hi tech

Apple, utili e ricavi in calo. Ma aumentano i dividendi e il titolo va

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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4' di lettura

NEW YORK – Nel trimestre che si è concluso il 30 marzo gli utili di Apple sono diminuiti del 16%, a 11,56 miliardi di dollari. I ricavi sono scesi del 5%, a 58,02 miliardi. Le vendite di iPhone, che valgono il 54% del fatturato della società, hanno ceduto il 17% nei tre mesi, a circa 31 miliardi. Tuttavia la casa della Mela in quello che è il suo secondo trimestre fiscale ha superato le attese degli analisti. Apple ha annunciato un programma di buyback, di riacquisto delle azioni proprie, per 75 miliardi di dollari. E ha approvato il pagamento di un dividendo di 77 centesimi per azione, con un incremento del 5%.

Rivista la guidance a 52,2/54,5 miliardi di dollari per il trimestre che si chiude a giugno. Al di sopra di 1,5 miliardi rispetto alle stime, con una leggera crescita rispetto a quanto registrato nel trimestre appena concluso. Il chief financial officer Luca Maestri ha detto che le previsioni migliori riflettono i segnali positivi sulle vendite di iPhone nelle ultime settimane dopo il profit warning lanciato a inizio gennaio.

Nonostante il calo delle vendite di iPhone, in ragione soprattutto dell'aumento del dividendo, il titolo Apple nel dopo mercato è salito oltre il 5% sopra i 210 dollari. Da inizio anno le azioni della Mela morsicata hanno già aggiunto 300 miliardi di capitalizzazione di Borsa (+30%) dopo i minimi di gennaio.
Il mercato cinese è quello che più ha pesato sul calo delle vendite di iPhone. Nel secondo trimestre fiscale di Apple i ricavi dall'Asia, escluso il Giappone e quella che viene chiamata la Grande Cina, sono scesi del 9%.
Il ceo Tim Cook nella conference call ha detto che il peggio è passato: “La direzione che abbiamo preso con l'iPhone è quella giusta e ora il nostro obiettivo è quello di confermare questo passo”. Molti analisti tuttavia continuano a sostenere che la debolezza nelle vendite dell'iPhone continuerà almeno fino all'autunno. Apple spera di modificare questo trend a fine anno grazie ai modelli più economici di iPhone X. Buone nuove inoltre potrebbero arrivare dal lancio della piattaforma di video streaming che la società della mela morsicata si prepara a lanciare, in funzione anti Netflix.

Per Apple diminuiscono i ricavi su iPhone mentre crescono quelli legati ai servizi che hanno generato 11,5 miliardi di dollari nel periodo, in crescita del 16%.
Apple non è sola sull'iPhone. Le vendite globali di smartphone sono in calo. I consumatori in tutto il mondo tendono a tenere più a lungo i loro telefonini rimandando le scelte di acquisto.
Per il settore hi-tech, più in generale, il trimestre che si è appena chiuso è stato meno brillante del solito, con le grandi società che hanno deluso le attese degli analisti o riportato risultati deboli.

Google e Samsung hanno entrambe mancato le stime.
Gli utili operativi di Samsung, in particolare, nel periodo sono crollati del 60% a 5,3 miliardi di dollari. I ricavi sono diminuiti del 14% a 45 miliardi di dollari. Conti arrivati dopo che la compagnia coreana ha ritardato il lancio dell'atteso smartphone Galaxy Fold, dopo i difetti riscontrati nel display pieghevole.
Anche Alphabet, la holding che controlla Google, nel trimestre ha riportato conti al di sotto le attese, con ricavi per 36,3 miliardi di dollari, in crescita solo del 17% rispetto allo scorso anno, con l'85% del fatturato che viene generato dall'advertising, comunque meno del previsto.
Le azioni Alphabet nell'after-hours hanno continuato a perdere il 7%. Dopo una giornata nera in Borsa per Google, che è affondata ieri a Wall Street bruciando in poche ore oltre 70 miliardi di dollari di market cap, con un calo di oltre l'8% che ha trascinato al ribasso anche l'indice Nasdaq che veniva da una serie di record positivi.

I ricavi di Google nei primi tre mesi dell'anno sono stati pari a 36,34 miliardi di dollari, ben al di sotto delle stime che parlavano di un fatturato pari ad almeno 37,33 miliardi di dollari. Gli utili sono crollati del 29% a 6,7 miliardi di dollari, considerando anche il peso che sui risultati della trimestrale di Alphabet ha avuto la terza maxi multa dell'Unione europea di 1,4 miliardi per abuso di posizione dominante di AdSense.
Ma nel mirino dei vertici di Google ci sono anche le modifiche apportate di recente all'algoritmo di YouTube per combattere il fenomeno delle fake news e i contenuti più dannosi. Cambiamenti che hanno causato una perdita in termini di entrate pubblicitarie con un rallentamento della crescita nei click, ha spiegato la responsabile finanziaria Ruth Porat. La rimozione di milioni di canali e video che violavano la policy del gruppo costa caro, anche perché le modifiche hanno creato maggiori difficoltà per gli utenti nel cercare i contenuti desiderati.
L'obiettivo di Big G, per ora sfumato, è quello di entrare nell'esclusivissimo “club del trilione”, quello delle società quotate che superano superato i mille miliardi di capitalizzazione. Per ora solo tre hanno oltrepassato tale valore: Apple, Amazon e Microsoft.

Anche Facebook che si trova ad affrontare i problemi della privacy è appensantita dalla maxi multa in arrivo dalla Federal Trade Commission dai 3 ai 5 miliardi di dollari. Nella trimestrale presentata qualche giorno fa ha annunciato di avere già accantonato tre miliardi di dollari per questa vicenda. L'accantonamento ha pesato in maniera considerevole sui conti, nonostante la crescita dei ricavi del 25% nel trimestre. L'utile netto di Facebook nei primi tre mesi dell'anno è stato di 2,43 miliardi di dollari. Con una diminuzione del 51%, dai 4,9 miliardi del gennaio-marzo 2018. I ricavi sono saliti del 26%, a 15,08 miliardi; il panel di analisti di FactSet stimava 14,98 miliardi. La società di Zuckerberg ha battuto le stime degli analisti, se non si considerano gli accantonamenti per la maxi-multa, grazie soprattutto alla crescita del business legato a Instagram e all'aumento dei ricavi dall'advertising.

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