la recensione

Apple Watch Series 4, sport e salute al top. E con la eSim l’orologio diventa un dispositivo autonomo

di Biagio Simonetta


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Apple Watch Series 4

4' di lettura

All'ultimo evento tenutosi a Cupertino è riuscito a rubare la scena agli iPhone, che, trattandosi di una serie S, differiscono di poco rispetto ai modelli precedenti. E oggi, a circa un mese dall'arrivo sul mercato, Watch Series 4 continua a essere l’oggetto più promosso dalla critica dell’ultimo lancio di Apple. Un passaggio importante, questo, perché regala all’azienda Usa uno slancio evidente in un mercato – quello degli smartwatch – che per numeri è secondario rispetto a quello degli smartphone. Ma per innovazione e potenzialità ha ancora molto da dire e da dare. Il messaggio che arriva da questo Watch è che mentre il mondo degli smartphone attraversa uno dei periodi più piatti degli ultimi anni, con device troppo spesso indistinguibili e tecnologicamente un po' in affanno, Apple è riuscita a fare la differenza in quello dei wearable, con un orologio che – dati alla mano – non è più un banale gadget accessorio, ma un dispositivo vero e proprio.

Un fatto di dimensioni
L'Apple Watch Series 4 è una versione rivista della già riuscita serie 3, con affinamenti di design che ne hanno migliorato decisamente la fruibilità. A partire dalla cassa, che è due millimetri più ampia. Un ingrandimento che, unito al display diventato border less e ad angoli più smussati, regala un display molto più godibile, anche nella versione da 40 millimetri, che grazie a questi accorgimenti diventa, a parere di chi scrivere, il Watch col migliore rapporto usabilità/estetica. Poi la corona digitale, che adesso risponde con un feedback aptico molto gradevole ai comandi (molto utile quando si gestisce la musica direttamente dal polso). L'aggancio dei cinturini è rimasto identico a quello dei modelli precedenti, così che i vecchi possano essere ancora utilizzabili.

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Un device per sportivi a tutto tondo
Novità di design a parte, quello che ci ha colpito maggiormente di questo nuovo Watch riguarda le prestazioni offerte in ambito sportivo. Con le versioni precedenti, la sensazione era sempre quella che ad Apple mancasse ancora un gradino per poter competere con gli storici marchi dei fitness tracker. Con Watch Series 4 la maturità è arrivata. Col miglioramento di sensori come l’accelerometro e il giroscopio, e con un grande lavoro sul tracciamento cardiaco, Cupertino ha dato prova di voler giocarsi la partita dello sport fino in fondo. Oggi il Watch percepisce in automatico quando ti stai muovendo (anche per una semplice passeggiata), e ha di default quindici tipologie di attività da tracciare, tra le quali anche lo yoga e il trekking. Lo abbiamo provato in tre diverse circostanze, utilizzando l'app nativa (cioè senza ricorrere ad app di terze parti): running, ciclismo e nuoto (è resistente all'acqua fino a 50 metri). Apple Watch 4 ci ha fornito un tracciamento molto preciso e affidabile, con feedback puntuali sui chilometri percorsi, tracciamento cardiaco costante (con annesso recupero) e conteggio delle calorie bruciate. La sensazione, rispetto ai modelli precedenti, è stata quella di una maggiore precisione anche sulle lunghe distanze. Durante un'uscita in bici, Apple Watch ha tracciato distanza e ritmo cardiaco per tutti i 70 km percorsi senza perdita di segnale o di battito. Interessante anche la funzione che rileva le cadute e avvisa i contatti inseriti dall'utente nell'area “Contatti emergenze” nella cartella clinica, che insieme alla funzione “elettrocardiogramma” (riconosciuta solo negli Stati Uniti e non ancora in Italia) dimostra l'attenzione della casa di Cupertino verso il settore della salute.

+Cellular: così il polso diventa importante
Il vero punto di forza di questo orologio, però, è senza alcun dubbio l'implementazione (finalmente anche in Italia) di una versione “+Cellular”. Grazie alla esim, una sim virtuale che riproduce quella che abbiamo nello smartphone, Watch diventa un dispositivo totalmente autonomo. Durante la nostra prova in bici, siamo usciti esclusivamente con il Watch al polso, lasciando l’iPhone a casa. Una decisione abbastanza insolita, considerate le abitudini di oggi. Eppure l'orologio di Apple non ha fatto rimpiangere lo smartphone. Grazie a Watch abbiamo ricevuto, in circa 2 ore e 30 pedalata, due telefonate e ne abbiamo effettuata una beneficiando dei comandi vocali impartiti a Siri. Lo smartwatch riceve anche sms e mail in autonomia, e consente di rispondere grazie ai vari comandi disponibili e studiati appositamente per il polso.

Batteria insufficiente
La vera nota dolente di questo dispositivo è la batteria. Chi usa Watch tutti i giorni, deve mettersi l’anima in pace: metterlo sotto carica ogni sera, prima di andare a letto, mette al riparo da sorprese. Difficilmente, infatti, il device rimane operativo per due giorni interi. E quando lo si utilizza in versione “Cellular”, cioè lasciando a casa lo smartphone, il consumo dell’energia è ovviamente ancora più rapido. In due ore e mezzo di bici, col cellulare a casa, il Watch Series 4 ha consumato quasi il 60% della batteria. Su questo Apple deve lavorare ancora tanto. Non ci ha convinto nemmeno la funzione Walkie-Talkie, un po' macchinosa e non preferibile – al momento – ad altre app.

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