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Apple Watch Ultra, la nostra prova a 40 metri nella piscina più profonda d’Italia

È una delle caratteristiche del nuovo modello: può essere usato come computer subacqueo per le immersioni. Lo abbiamo provato all’Y-40, vicino a Padova

di Luca Salvioli

Apple Watch Ultra, la prova durante una immersione

4' di lettura

L’Apple Watch Ultra è il modello più avanzato dell’orologio di Apple, il primo a portare diverse novità visibili già dall’aspetto: è più grosso, è fatto con materiali più resistenti pensati per sport più estremi (questa connotazione è già visibile dalla confezione e la pubblicità, con ghiaccio e cime innevate) e ha una batteria capace di durare tre giorni, almeno di questo si è rivelata capace durante la prova.

La prova 40 metri sott’acqua

Più che sulle cime, abbiamo deciso di provare l’Apple Watch nelle profondità. Già, perché questa è una caratteristica distintiva dell’Ultra rispetto ai precedenti e anche rispetto al Watch 8, che è l’altro modello di quest’anno: la capacità di resistenza all’acqua anche in immersione fino a 40 metri.

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Noterete già entrando in una piscina che appena immersi si attiva il sensore di indicatore di profondità con sensore di temperatu­ra dell’acqua. La vista è quella dell’app dedicata di Apple.

Il salto di qualità è arrivato pochi giorni fa, da quando è disponibile l’app Oceanic+, che trasforma l’orologio in un computer per il diving. Siamo andati subito a provarlo nella piscina più profonda di Italia insieme al gruppo Jolly Rogers Diving di Milano. A Montegrotto Terme, provincia di Padova: si chiama Y-40 ed è profonda 40 metri. Acqua termale portata a 34 gradi. Si scende su diversi livelli e profondità, fino ai 15 metri dove inizia una sorta di pozzo finale che conduce in verticale fino ai 40 metri del fondo.

Una volta installata Oceanic+ su iPhone, bisogna scegliere il piano tariffario. Per lo snorkeling va bene quello gratuito, per il diving quello a pagamento. Questo consente monitoraggio della decompressione, carico dei tessuti, pianificazione della posizione e registro delle immersioni illimitato.

Abbiamo fatto quello giornaliero, in promozione a 1,99 euro contro i 4,99 previsti. L’abbonamento più lungo costa invece 12,49 euro al mese o 98,99 all’anno. Dalla app si imposta il tipo di brevetto, si dice se si usa aria o nitrox, e altro: si può impostare la profondità massima entro cui essere avvertiti e così via.

La prova all’Y-40, la piscina più profonda di Italia vicino a Padova. (Foto di Massimiliano Bella)

È davvero un computer subacqueo?

Per chi fa immersioni il computer fa parte della strumentazione necessaria. Serve per diverse cose, ma principalmente per sapere a quale velocità risalire e quante pause fare per evitare malattie da decompressione. Prima dell’avvento dei pc da polso erano operazioni che si facevano con taccuino e tabelle.

Durante la prova di 47 minuti l’Apple Watch Ultra si è dimostrato un “computer” molto funzionale, soprattutto per la visibilità e interazione durante la risalita. Lo abbiamo provato tenendo allo stesso polso un Mares Puck Pro, per avere un confronto.

L’Ultra ha uno schermo piccolo, da orologio, con una cassa da 49 millimetri contro i 45 del Watch 8. I computer professionali da sub arrivano a dimensioni anche piuttosto ampie, sono letteralmente dei computer da polso.

Nonostante le dimensioni ridotte a colpire è stata innanzitutto la visibilità garantita dal display Oled. L’illuminazione notevole e la leggibilità, anche quando per via della profondità la luce era poca, era garantita.

Proprio per via delle dimensioni non si hanno tutte le informazioni disponibili nella prima schermata, ma si hanno le più importanti. Per passare da una schermata all’altra si usa la corona digitale. Nella piscina eravamo senza guanti e l’operazione era molto semplice, come si vede da questo video.

Apple Watch Ultra, la prova durante una immersione

Nella prima schermata si ha il tempo di immersione, i minuti calcolati per la risalita in superficie, la temperatura dell’acqua. Nella seconda la profondità massima, la velocità di risalita e il livello della batteria. Nella terza la bussola e a scendere ancora altri parametri.

Le cose che ci hanno convinto di più sono 3. La prima, già anticipata, è la luminosità e nitidezza dello schermo. Conviene impostare l’app in modo che appena entrati in acqua si attivi immediatamente Oceanic+. Al primo tentativo si è attivata subito. Al secondo ha chiesto di selezione la modalità “Dive”, e per farlo abbiamo premuto il pulsante sul lato di sinistra.

Il secondo aspetto è l’interazione con il diver. Non appena risalivamo troppo velocemente c’era un doppio feedback: acustico e aptico. Il Watch suonava e vibrava. Impossibile non sentirlo. Ci dava l’avvertimento che stavamo risalendo ancora più veloci dei 9 metri al minuto raccomandati per evitare lesioni di sovradistensione.

Arrivati a 5 metri dalla superficie, sempre il duplice feedback ci ha avvisati che era necessario fare la pausa di sicurezza prima di uscire dall’acqua per evitare problemi da decompressione. Il display è partito con il conto alla rovescia che vedete in questa foto. Terminato il quale abbiamo fatto gli ultimi metri e concluso la immersione.

La pausa di sicurezza prima di risalire. (Foto di Massimiliano Bella)

Il terzo aspetto convincente riguarda quello che ti restituisce l’app come informazioni sulle immersioni. Sull’esperienza di quelle da corsa, bici o altri sport, fornisce molti dati. Innanzitutto un grafico sulla profondità raggiunta durante tutta la immersione. È ben visibile per quanto piccolo sull’orologio, ovviamente lo è di più e come maggiori informazioni su iPhone.

Il grafico a scelta ti dice la profondità minuto per minuto, la temperatura, la velocità di risalita, i tempi di decompressione. Ovviamente si condivide facilmente sui social con una immagine scaricata ad hoc. Insomma fornisce un resoconto dettagliato e contemporaneo delle immersioni fatte.

L’immagine condivisibile sui social

In conclusione queste sono state le impressioni durante una immersione ricreativa, che è il campo di azione del Watch Ultra, ovvero entro i 40 metri. Una esperienza positiva, specie se si considera che questo è un orologio che si può usare praticamente per tutti gli sport.

I diver più esperti che vorrano provare Watch Ultra probabilmente opteranno per un computer di backup dedicato.

L’esperienza d’uso, il feedback aptico e il resoconto fatto dall’app si sono dimostrati i principali vantaggi di questo Apple Watch dedicato agli sport più estremi. I dati sulla temperatura e sulla profondità, viste a confronto con l’altro computer che avevamo e con quanto comunicato dalla piscina, si sono rivelati accurati.

A 20 metri di profondità il Watch indica 19.6. (Foto di Massimiliano Bella)

Riproduzione riservata ©

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